In questa esperienza sto trascinando il povero Lui in ogni tipo di negozio per vedere cosa mangiano, in che forma e soprattutto come. Mi piace osservare le differenze culturali di ogni popolo a tavola, ma ancor di più mi piace osservare la gente al mercato.
Il mercato é per me simbolo di freschezza, di comunicazione diretta con i produttori e con le altre persone. Amo andare al mercato del mio paese, come amavo quello di Parigi e, a suo modo, ho amato quello di Shanghai.
La differenza in realtà é nulla: chi vende da una parte, chi compra dall'altra. Però. Qui non si parla di bancali di frutta e verdura, magari con qualche vermetto qua e là (ad oggi ormai estinti anche loro). Non ci sono panettieri con brioche ancora tiepide e pasta fresca appena tirara. Non ci sono formaggi, formaggini e formaggelle e l'alpigiano che le vende. Non ci sono polli allo spiedo che girano per ore nel loro grasso di cottura.
Qui c'é una vita dietro ad ogni bancarella, ci sono bambini che rincorrono galline che, per fortuna loro, sono addette alle uova e non alla zuppa. Ci sono vasche piene di pesci (strani) con tanto di bocchette per l'ossigeno, un catino con gli utensili di lavoro e la gente che fa la coda per prendere l'ultimo esemplare. Fresco? Di più.
Ci sono degli odori strani, odori ai quali non siamo abituati, odori di animali al guinzaglio come le povere anatre che vengono, ahimè, sacrificate al momento. Ci sono gli odori della frutta, specialmente il durian, che puzzano terribilmente. Ci sono gli odori del mercato, di quello vero, dove l'animale é vivo e poi più perché comprato da un cliente. Non esistono banchi immacolati, puliti e sterilizzati. Ci sono cani e gatti che giocano tra le galline, i pesci e persino le rane. Ci sono le sanguisughe, mille qualità di uova, il signore che vende le crêpes e quella che vende la frutta.
Non si può dire che questo mercato sia migliore o peggiore rispetto ai nostri, ma quel che si può dire é che la bellezza di un posto simile, incontaminato dal turismo di massa (se non dalla mia canon sparata contro chiunque), é indescrivibile. A volte i supermercati e i grandi magazzini ci fanno dimenticare che la carne non viene dal frigorifero e aprire gli occhi, seppur in modo nudo e crudo, fa bene.
Un bacio da Shanghai <3






Un reportage incredibile! In queste foto mi ci sono proprio tuffata :)
RispondiEliminaDivertitisciti amica :D
Grazie tesoro! A te avrebbe fatto impazzire quel mercato... E forse ci saremmo anche comprate qualche cazzata da testare a casa :)
EliminaAnche a me piace andare per mercati, sia in Italia che all'estero... si scoprono tante cose ed è un tuffo nel loro modo di vivere...
RispondiEliminaBuon proseguimento di vacanza
Tiziana
Io amo i mercati, soprattutto quando diversi dal mio. Da noi ormai si vedono più vestiti che pietanze.. Ma qui... Qui no! :)
EliminaUn abbraccio
Mmmmm probabilmente comprerei solo la frutta.
RispondiEliminaLe zampette di gallina...proprio no! ahahahahah
Buon proseguimento e grazie per questi bei report!
Guarda Eli, anche la frutta a volte é meglio lasciarla perdere... :)
EliminaPerò una bella anguillozza non la vorresti?
Un abbraccio
condivido con te Elvira Coot,Princi
RispondiEliminaMio marito che è stato spessissimo in Oriente e svariate volte in Cina, mi racconta dettagliatamente i suoi viaggi. in particolare la parte food, visto che come me è leggermente fissato. Lui è un tipo alla "man vs food" e mangia praticamente tutto, ma ha avuto uno shock una volta in un mercato di Pechino, dove stavano cuocendo la trippa lungo la strada, e l'odore era quello di escremento umano bollito. Lui che ama la trippa "svisceratamente" , è dovuto scappare a gambe levate perché si stava sentendo male. Immagino che certe sensazioni in luogo come questi siano piuttosto comuni.
RispondiEliminabellissime foto. Un bacione, Pat
Ti invidio di invidia vera, non quella "sana". ;)
RispondiEliminaViaggio fantastico, bravi, condividete condividete!!!
un bel blog, bellefoto, belle descrizioni, brava
RispondiElimina