domenica 29 aprile 2012

L'ultimo POST

Un post di fretta, rubato ad una pausa caffé, giusto per segnare questo momento.
Un ultimo post direi, anche se non é del tutto vero.
Uno di quei pochi post senza ricetta, uno di quelli che a volte fanno bene.
Un post-funerale, e non perché é morto qualcuno.
Un post-it per la memoria.
Un post tra i post.
Mi mancherai.
Ma neanche poi tanto visto quello che sta per succedere...



martedì 24 aprile 2012

Fregata, di nuovo!

Lo sapevo sarebbe successo. Si sentiva nell'aria, un po' come i lupi di mare capiscono che c'é una tempesta in arrivo io percepivo che questa tregua non sarebbe durata.
Troppo a lungo ho evitato, disinteressata, convinta che finalmente mi fosse passata. Invece no, il seme ha ricominciato a fiorire e io mi ritrovo, nuovamente, schiava di me stessa. O meglio, schiava di un telefilm.
Eh già, maledette serie televisive. Basta guardare due episodi di fila per esserne totalmente dipendenti, sperare che John si rimetta con Rose superando le angherie di Rebecca e maledirsi alla fine della stagione dopo aver visto l'ennesimo finale da "noooo non può essere!".
Ricordo quando di nascosto dalla mamma andavo da mia nonna a guardare Manuela, un orribile telenovela che davano su Rete4. Sono poi passata alle sciocche serie americane da adolescente vivendo per Brandon, poi Dawson e infine Willy, il principe di Bel Air. La catastrofe é continuata durante i lunghi soggiorni in Sud America, dove la novela la fa da padrona. Scambi di coppie, fratelli che si presentavano dopo anni, omicidi (e risurrezioni), malattie e dolori che mi hanno portata, se non altro, ad imparare lo spagnolo senza andare a scuola. Visti i risultati linguistici mi sono poi guardata tutte le stagioni di Sex and The City stando sveglia fino a notte fonda ripetendomi "tanto sono solo 20 minuti". Ringalluzzita dall'abbinamento telefilm - corso di lingua mi sparo tutta la serie di HIMYM (How I Met Your Mother) per poi capire che BASTA, io con i telefilm ho chiuso.
Poi però.
Mi ritorna quella vecchia passione, quell'amore che già era sbocciato ai tempi di ER e che ero riuscita a reprimere, che il Dottor House mi aveva risparmiato. Ho ricominciato a guardare Grey's Anatomy. Almeno 4 morti per puntata, almeno 39 ore al giorno al posto delle 24 normali, almeno 8 litigi, 3 divorzi, 7 casi speciali e soprattutto interventi mai visti. Che ci posso fare, io lo amo.
Stasera alle 20.15 faremo, di nuovo, a gara con il volume della televisione: io telefilm, Lui Champions' league. Ad ogni sutura c'é una ola da stadio e ad ogni goal un arresto cardiaco.

CREMA DI CAROTE E ZENZERO
3 carote
1 scalogno
q.b. zenzero
q.b. tabasco
q.b. sale, pepe, olio d'oliva

  • Pelare le carote e tagliarle a pezzetti relativamente fini, così da velocizzare la cottura. Tagliare lo scalogno a tocchetti.
  • In una pentola far soffriggere lo scalogno in poco olio d'oliva. Aggiungere le carote e far rinvenire per un minuto.
  • Versare l'acqua facendo in modo che tutto sia coperto, salare, mettere un coperchio e lasciare cuocere finché le carote non saranno morbide. Controllare la cottura di tanto in tanto (le carote assorbono l'acqua).
  • Frullare il tutto (se c'é troppa acqua toglierne un po' per evitare di avere una consistenza troppo liquida) e aggiungere un po' di zenzero fresco grattuggiato. Il quantitativo dipende un po' dal gusto personale. Io ho aggiunto un po' di pepe, del tabasco (un goccio) e un po' di zenzero. Il risultato é stata una crema dolciastra e delicata con un tocco di piccante rinfrescato dallo zenzero. Ahah rido anche io con questa spiegazione :)


domenica 22 aprile 2012

HAPPY BIRTHDAY A ME

Cosa succede quando sei celiaca ed é il tuo compleanno? Semplice, tua mamma ti aiuta a preparare una splendida festa e ordina una deliziosa torta che tu non puoi mangiare.
Stufa della scena "tutti cantano canzoncina al buio, tu spegni candeline felice, tagli la torta e guardi gli altri che la divorano" decido che quest'anno no, quest'anno la torta me la faccio io.
Passo giornate a scegliere la mia torta (che finisce per essere le mie torte ma tralasciamo) e finalmente la trovo: un fraiser. Munita di pazienza mi compro gli stampi giusti, gli ingredienti migliori e mi metto a fabbricare la mia meravigliosa torta glutenfree che lascerà tutti a bocca aperta.
... Diciamo che la bocca aperta ce l'avevano proprio tutti...
Appena tolto lo stampo le fragole hanno iniziato a crollare una ad una come guerrieri al fronte, la crema pasticciera colava come la lava di un vulcano in eruzione e il pan di spagna cedeva ogni minuto più al peso dello sciroppo imbevitore. Risultato? "Ma tu sei stata al Cordon Bleu??".
Per fortuna avevo preparato una torta al cioccolato con ganache al cioccolato, qualche panna cotta e dei cake pops che hanno risollevato la stima dei miei invitati.
PS: Orgoglio da chef: La torta sarà anche stata orribile da vedere ma non é rimasta neanche una briciola!

CAKE POPS (per il mio compleanno)
Avanzi di pan di spagna
q.b. mascarpone
decorazioni di zucchero
caramelle
bastoncini da lollipop
glasse colorate (o cioccolato)
smarties



  • Preparare il pan di spagna con la ricetta che più si preferisce (prossimamente se vorrete posso postare la ricetta usata per il mio compleanno che era davvero buono). Farlo raffreddare su di una griglia.
  • Una volta raffreddato sbriciolarlo in una ciotola. Aggiungere qualche cucchiaio di mascarpone fino ad ottenere una massa compatta e relativamente umida. Il miglior test per capire se la consistenza é giusta é quello di formare delle palline: se tengono senza problemi avete messo abbastanza mascarpone, altrimenti bisogna aggiungerne ancora.
  • Formare della palline o delle forme che preferite. Metterle su di un piatto, coprire con la pellicola e lasciare nel frigorifero per qualche ora o nel congelatore per 15 minuti.
  • Preparare la glassa (io ho usato quelle della wilson che facilitano la vita).
  • Prendere i cake pops leggermente induriti (non devono essere congelati!!) e i bastoncini. Immergere un'estremità del bastoncino (1cm) nella glassa e poi infilzare la pallina fino a più o meno metà.
  • Immergere il cake pop nella glassa e togliere l'eccesso picchiettando contro la propria mano o contro il bordo della ciotola.
  • Decorare a piacere con dolcetti, caramelle, cioccolata o pennarelli alimentari
    • La glassa asciuga molto in fretta per cui ad un certo punto dovrete usare quella nel bicchiere (sciolta e ancora calda) come colla per incollare le altre parti. Munitevi di pinzetta per i dettagli più piccoli (tipo il becco dei pulcini). Io ho usato degli alberelli di natale per fare questa operazione o dei fiorellini. Il meglio sarebbero dei cuoricini. Insomma: sbizzarritevi! :)







 


Ed ecco qui i miei cake pops che sono stati il tormentone della serata. Non ci vuole molto a farli e confronto all'ultima volta (dove magari sono stata più chiara) ho fatto grandi progressi. Diciamo che l'utilizzo di glasse pronte facilita il processo e comprare quintali di caramelle manco foste bambine di 3 anni é il top :)
PS: Guardate la tavola per il mio compleanno, non sembra forse a quella di un bambino di 3 anni  per davvero?? 

mercoledì 18 aprile 2012

Amicizia virtuale

Ricordo ancora quando era nata la moda della chat, quella famose rete di sconosciuti che permetteva a chiunque di avere amici, fidanzati, amanti e a volte, purtroppo, brutte sorprese.
Mai avrei pensato di cascare (nuovamente) nella trappola di internet. Ma invece.
Eccomi qui a scoprire amicizie nuove, condividere passioni e ascoltare consigli. Eccomi qui ad ingrandire il mio bagaglio culturale.
Ieri tutta questa virtualità é diventata reale, l'ho toccata con mano, l'ho assaporata, gustata e annusata. L'ho aspettata, desiderata. Un vortice di emozioni si é sprigionato in me quando ho ritirato il pacco.
Che pacco?
Be' la mia Cugina, colei che sin dagli inizi ha fatto parte della mia vita blogghiana, mi ha mandato un pensiero (enorme). Inutile dire che l'emozione di toccare con mano qualcosa che lei aveva confezionato con tanto amore per me era grande. Inutile cercare di descrivere a parole il piacere che si prova quando, seppur virtualmente, si riesce a creare un legame così forte. Inutile dire che ad oggi, quasi quasi, é più amiche Lei di tante altre amiche.
Con tutto l'affetto che provo, grazie mille per questo regalo splendido Cugina mia. Mi hai riempito il cuore di gioia.
Queste sono solo due immagini, le mie preferite devo ammettere, di tutte le meraviglie che mi ha spedito. Il resto lo tengo per me ;-)


POLPETTE DI VERDURA (4 persone)
1 carota
1 zucchina
q.b. cavolfiore
1 porro
1-2 uova
q.b. sale, pepe, salsa di soia, olio d'oliva



  • Lavare e pelare le verdure, se necessario. Aiutandosi con la grattugia per i rösti, grattuggiare tutte le verdure (tranne il porro) in una ciotola. Tagliare il porro in piccoli pezzetti (tagliare in 4 e poi per il lungo)
  • Aggiungere alle verdure sale (non troppo), pepe e un uovo. Mescolare con un cucchiaio. Bisogna ottenere un composto omogeneo e relativamente bagnato senza esagerare. Se del caso aggiungere un secondo uovo. A questo punto unire al composto un goccio di soia (opzionale)
  • In una padella in teflon far scaldare dell'olio d'oliva. Munirsi di un coppapasta rotondo di acciaio (per le precisine, altrimenti va bene anche con un cucchiaio). Quando l'olio sarà ben caldo, posizionare il coppapasta nella padella e riempire di composto di verdura (1-2 cucchiai). Fare lo stesso su tutta la superficie della padella. Abbassare la temperatura o spostare la padella dal fuoco per evitare che bruci. Attendere che l'uovo coaguli (un minuto circa) e girare la polpettina con l'aiuto di una spatola. Lasciare cuocere per qualche minuto
  • Servire con un'insalata


NOTA:
Io le faccio in padella e a mo' di polpetta ma si possono fare anche in una placca e poi tagliare dei quadrati unpo' come una frittata alle verdure. Volendo si possono cambiare le verdure con delle altre.


lunedì 16 aprile 2012

Schiavitù canina

Scrivo dopo una lunga passeggiata con Mr. Geido, una di quelle cose che amo fare la mattina (e non faccio abbastanza spesso). In realtà mi piace passeggiare con lui quasi sempre, é rilassante trovarsi a pensare senza pensare a niente. Le gambe si muovono senza che tu debba coordinarle e la testa vaga per confini misteriosi.
Lui ficca il naso ovunque, se ne frega degli altri cani, non osserva le altre persone e tira dritto per la sua strada.
Il momento migliore arriva quando giungiamo a casa. Come adesso.
Io al tavolo di sala con mac sotto mano e lui sdraiato a qualche metro che mi guarda con un'aria abbattuta. Poi si alza, si gira e mi da' le spalle. Non mi guarda proprio, infastidito dalla mia presenza.
Uno può chiedersi il perché di tale comportamento dato che l'ho appena portato a spasso e ho raccolto le sue feci per ben DUE VOLTE, l'ho fatto giocare e l'ho coccolato asciugandolo. Be' il motivo é semplice, é arrabbiato con me perché sto scrivendo al posto di dargli la pappa.
Lezione di oggi? Non importa quanto fai per il tuo cane, sarai sempre in debito. Corro a dare i croccantini al padrone di casa...
Cosa? Io? Schiava del mio cane? Per niente.

MUFFIN ALLE CAROTE E CIOCCOLATO (12 grandi, 24 piccoli)
170g carote
100g cioccolato fondente
50g burro (o margarina)
120g zucchero greggio (io normale)
4 uova
2 cucchiaini di lievito per dolci
200g di farina (io Schär)
1 presa di sale



  • Scaldare il forno a 180°C.
  • Prendere la teglia da muffin e tagliare dei pirottini da un foglio di carta da forno. Posizionare all'interno della teglia.
  • Grattuggiare le carote con la grattugia per rösti e tritare grossolanamente il cioccolato.
  • Utilizzando il frullatore lavorare a spuma il buro ammorbidito e lo zucchero. Unire un uovo alla volta mescolando bene.
  • Mescolare la farina, il lievito per dolci ed il sale e aggiungere alla massa di burro e uova.
  • Aggiungere le carote ed il cioccolato. Mescolare con un mestolo per amalgamare il tutto.
  • Distribuire il composto nei pirottini e cuocere al centro del forno per 25-30 minuti. Lasciarli raffreddare su una griglia e gustare il giorno stesso o il giorno dopo.




NOTA:
Io li ho fatti  con la farina senza glutine per poterli mangiare, ma la ricetta normale prevede la farina 00. Anche se i muffin sono piccoli bisogna farli cuocere per 25 minuti, fare la prova dello stuzzicadenti.
Mi rendo conto che le foto sono altamente Pasquali, ma pensavo di postare questa ricetta mooooolto prima :)
Non riesco a mettere le foto del procedimento, ci riprovo stasera... Maledetta tecnologia! :)


    lunedì 9 aprile 2012

    Vola colomba volaaa

    Diciamo che i volatili non sono proprio la categoria animale che perferisco. Già durante l'esperienza parigina avevo dimostrato (qui e qui) a me stessa che no, io con i pennuti non ci so fare.
    Essendo testarda, però, ho deciso di darmi un'ultima possibilità e mi sono lanciata sull'uccello più famoso del periodo pasquale. La colomba.
    Ed eccomi a leggere e rileggere blog, libri, riviste cercando di capire quale ricetta facesse al caso mio. La trovo e inizio a studiarla per assicurarmi di avere tutti gli ingredienti necessari e iniziare il lungo procedimento il venerdi per mangiare la famigerata colomba-maison il giorno di Pasqua.
    Inizia così l'odissea della manitoba, impossibile da trovare. Poco importa, utilizzerò la farina normale. Lo stampo da colomba? Dopo il rischio riciclo da una colomba industriale sono riuscita a implorare il pasticcere del mio paese. Prosegue con l'incubo zucchero a granella, cercato in tutti i negozi e trovato, finalmente, la mattina di sabato quando ormai la speranza stava morendo in un sarcofago verde. Vogliamo parlare dell'acquisto del malto d'orzo alla modica cifra di €12?
    Ma nulla mi ferma, devo dimostrare a me stessa che IO AMO I PENNUTI.
    Inizio ad impastare, a far lievitare, a impastare e a far lievitare. Tutto procede a meraviglia, la colomba prende forma e volume, profuma di impasto lievitato e io volo più di lei. Fino a quando...
    Ultimo impasto a 3 ore dalla cottura dopo le ormai passate 20 ore. Vedo la linea del traguardo e forse, proprio per la paura del distacco e la fine della nostra relazione la mia colombina ha deciso che NO, non vuole lievitare. Passano 3 ore, niente. Ne passano 5, niente. Cambio incubatrice, niente. Dopo 7 ore, niente. Mi prende lo sconforto, mollo le colombe a mia mamma e le dico di farne quel che vuole, io sono in lutto. Quest'ultima, che odia dolci e lievitati si é ormai affezionata alle colombe e decide di farle lievitare tutta la notte. Risultato? Discreto. Dopo 24h le colombe riescono finalmente a prendere un pochino di forma e cuocendo guadagnano qualche altro centimetro. Non le definirei colombe classiche bensì nostrane, hanno suscitato grande successo in famiglia per la loro consistenza particolare e un sapore delizioso.
    ... Ma la sfida volatile continua.


    COLOMBA PASQUALE (2 da 750g)
    550g farina manitoba
    1 cucchiaino di malto
    250g burro
    180ml latte
    12g lievito cubetto
    50g miele
    6 tuorli
    1 arancia
    1 limone
    75g arance candite
    75g cedro candito
    5g sale
    1 baccello vaniglia
    180g zucchero
    Glassa:
    80g farina di mandorle
    80g zucchero al velo
    2 albumi
    q.b. mandorle con la buccia
    q.b. zucchero in granella


    PRIMO IMPASTO - venerdi alle 16.00
    Sciogliere il lievito in 50ml di latte tiepido. Nella ciotola del Kaid unire 100g di farina, 1 cucchiaino di malto e il lievito sciolto nel latte. Formare una palla e lasciare lievitare in una ciotola coperta da pellicola nel forno spento con la luce accesa (o utilizzando il metodo interrogatorio) per almeno 30 minuti.
    SECONDO IMPASTO - venerdi alle 17.00
    Prendere l'impasto lievitato e metterlo nel Kaid con 80ml di latte tiepido e 100g di farina. Quando otterrete un impasto morbido lasciarlo lievitare in una ciotola coperta da pellicola nel forno spento con luce accesa (o interrogatorio) per almeno 30 minuti.
    TERZO IMPASTO - venerdi alle 18.00
    Prendere l'impasto lievitato e metterlo nel Kaid con 150g di farina, 80g di zucchero, 50ml di latte tiepido e lavorare per almeno 15 minuti. Unire a poco a poco 80g di burro ammorbidito fino ad assorbimento. Una volta ottenuto una pasta elastica ed omogenea formare una palla e metterla in una ciotola coperta da pellicola trasparente che metterete nel forno spento con luce accesa a lievitare per almeno 2 ore.
    QUARTO IMPASTO - venerdi alle 20.30
    Prendere l'impasto lievitato e metterlo nel Kaid con 5g di sale, 100g di zucchero, i semi di vaniglia, la buccia degli agrumi grattuggiata, 50g di miele. Aggiungere alternando i 6 tuorli e 200g di farina. Una volta creata una massa omogenea aggiungere a poco a poco 170g di burro finché l'impasto risulterà liscio ed elastico. A questo punto aggiungere i canditi di arancia e cedro. Formare una palla (l'impasto sarà relativamente morbido) e mettere il composto in una ciotola precedentemente imburrata e coprire con un panno. Lasciare lievitare per circa 12h.
    QUINTO IMPASTO - sabato alle 9.00
    Prendere l'impasto lievitato e metterlo sulla spianatoia; lavorarlo per qualche minuto. Adagiarlo nell'apposita forma di carta per colomba (riempito a metà) e lasciare lievitare per 3 ore (io 24-26 ore). Nel frattempo preparare la glassa per la colomba sbattendo con una forchetta i 2 albumi aggiungendo poco a poco lo zucchero a velo e la farina di mandorle fino ad ottenere un composto denso.
    Qui iniziava la disperazione durata poi 20 ore...
    COTTURA - domenica alle 10.30
    Quando finalmente la colomba sarà lievitata, ricoprirla con la glassa facendo attenzione a non schiacciare. Cospargerla con le mandorle e lo zucchero in granella. Infornare in forno già caldo a 200°C per i primi 10 minuti e poi a 180°C per 30-40 minuti.
    Lasciare raffreddare e cospargere, se volete, di zucchero al velo vanigliato.

    Ed ecco qui la colomba in volo:

     


    NOTA: Non capisco quale sia stato il problema dell'ultima lievitazione, andava tutto alla grande (se qualcuno avesse una spiegazione ne sarei grata). Mi piace pensare che sia un problema di farina.. Riproverò. Ho preso questa ricetta da Giallo Zafferano e ho notato che molte altre persone hanno avuto problemi con questa ricetta proprio per l'ultima lievitazione e per la consistenza. Molti probabilmente hanno usato la farina sbagliata come me ma credo anche che una cottura più breve avrebbe lasciato la colomba più umida e quindi soffice.
    Altra considerazione: aggiungerei molti più canditi o li comprerei (meglio se fatti in casa in realtà), molto più grandi. Inoltre per questo tipo di impasto a mio modo di vedere (se dovesse uscire di nuovo così) aggiungerei delle mandorle all'interno così da renderlo più sfizioso.
    A parte questo direi che come prima prova é andata bene :)
    BUONA PASQUETTA
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