lunedì 17 marzo 2014

Drammi del lunedì

Neanche fossi Nigella o Gordon.
Ma nemmeno Jamie, o quella meraviglia di Lorraine Pascale.
Ma proprio neanche le due anziane della mensa dell'asilo, non fraintendetemi.
Però.
Che fatica.
Sembro una veneta che "faso tuto mi" ma non é che ci riesca proprio tanto bene.
Che ringraziamo non ho dei figli perché come sono riuscita a dimenticarmi di Mr Geido (oh cielo, lo sto ammettendo pubblicamente) in casa (ok, non in prigione o fuori in mezzo alla neve) riuscirei a dimenticarmi uno di loro all'asilo o alla lezione di danza.
Ma é che proprio non ce la faccio.
E non sono le ore di corsi, i messaggi, i social network, il blog, le chiamate a spaventarmi. Nemmeno le ore in cucina, le mani distrutte, o le poche ore di sonno.
Oh no.
Sapete cosa é il mio più grande cruccio?
Le fatture.
Paradossale no?
Uno lavora per farsi pagare.
Io lavoro e dimentico di farmi pagare.
E pensare che sono laureata con specializzazione in economia aziendale. Se mi vedesse il mio professore di corporate finance mi toglierebbe il voto, oltre che la parola.
E vogliamo parlare dei "no"?
Come si fa a dire di no davanti alla torta di compleanno per quel bimbo tuo vicino di casa? Che mica vorrai fargliela pagare no? Cioè, alla fine sai che la famiglia é in ristrettezze economiche, che alla fine cosa saranno 2 ore del tuo tempo, qualche litro di panna, farina, uova e zucchero?
Già.
Ma così mica si va avanti.
Potrei diventare più fiscale io (davvero?) o potrei assumere un manager che vada in battaglia per me stritolando tutti stile Sceriffo di Nottingham (davvero?).

Vabbe' dai, chi vuole una torta?




1 commenti:

  1. lo sai che fra una settimana (esattamente il giorno dopo del tuo LUI) il mio piccolo farà 6 anni vero? Torta? non vorrai mica dirmi di no!!!!!!
    ahah ah ahahhaha

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