lunedì 5 maggio 2014

Professione Ortolana

È vero, lo ammetto, tra pollici e alluci niente di verde.
Ma proprio niente.
A 18 anni avevo un morosino giardiniere che aveva provato, timidamente, a trasmettermi un po' di passione regalandomi fiori (che morivano regolarmente nel giro di qualche giorno) o piante aromatiche (di breve sopravvivenza).
Con gli anni un minimo di passione in più é arrivata ma di certo non arriverò mai ai livelli di mia mamma con la casa invasa dalle orchidee in fiore dopo mesi, che dico, anni. E nemmeno come i miei nonni che quotidianamente si recavano nel loro giardino.
Però.
La passione per il cibo che avanza, l'amore per il buon prodotto, la carenza (a volte) di prima scelta nei supermercati e quell'aria di sfida con me stessa mi hanno portata qui.
Signore e Signori, avete davanti a voi un'Ortolana.
Già.
Un orto.
Talmente pieno che sembra uno di quei piatti da buffet nei villaggi. 
Ma a me piace.
Felice come una bimba il giorno di Natale lo curo, lo annaffio, lego i pomodorini. I primi due giorni passano sereni.
Al terzo inizia a piovere, e penso che sia un segno del destino. Un aiuto divino.
Al quarto non ha ancora smesso di piovere e il mio orto sta diventando una piscina.
Al quinto arriva pure la grandine trasformando la piscina in pista di ghiaccio.
Al sesto finalmente splende il sole, penso sia stato soltanto una prova: superata.
Al settimo giorno scopro che dell'insalata non restano che dei moncherini.
Grazie lumaconi per apprezzare tanto il mio orto. Ci mancavate solo voi in questo progetto distruttivo di una me Ortolana.
Ma tranquilli, ce la posso fare.


PANNACOTTA
alla
BARBABIETOLA
20ina ciotoline


INGREDIENTI:
250g barbabietola cotta
200g panna fresca
200g crème fraîche
10g zenzero 
3 fogli di gelatina
1 barbabietola cruda
qb sale & pepe
qb crescione in germogli
qb olio per friggere

PROCEDIMENTO:
1 In un mixer unire la barbabietola cotta con la panna, la crème fraîche, lo zenzero grattugiato, sale e pepe. Frullare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
2 Versare il composto in un pentolino e portarlo ad ebollizione, strizzare la gelatina precedentemente fatta ammollare in acqua fredda e aggiungerla alla barbabietola, mescolare bene con una frusta
3 riempire le ciotoline a piacere, lasciar raffreddare e mettere in frigorifero a solidificare per qualche ora
4 tagliare la barbabietola cruda a dischetti con l’aiuto se possibile di una mandolina. Scaldare l’olio in un  pentolino e quando caldo tuffare le chips di barbabietola finchè risulteranno croccanti. Disporle sulla carta cucina per farli asciugare
5 servire la pannacotta di barbabietola (meglio se tolta dal frigo 15-20min prima) con i germogli e la chips





 NOTE:
È un ottimo stuzzichino per aperitivo ma potrebbe essere anche un buon antipasto. Evitare porzioni troppo grandi, altrimenti diventa stucchevole :-)

5 commenti:

  1. Panna cotta salata? Davvero di grande effetto. Sembra proprio un piatto da chef :D Nemmeno io sono da pollice verde... ma ultimamente sto cercando di avere vasetti di piante aromatiche sempre a portata di mano... per ora mi limito a basilico e menta :P

    RispondiElimina
  2. Che idea carina! E le ciotoline sono deliziose. Proverò sicuramente (il vasetto di crescione che ho piantato è miracolosamente ancora vivo e cercavo proprio una ricetta per utilizzarlo).
    A presto
    Giulia

    RispondiElimina
  3. Mi piace molto questa panna cotta e la presentazione è deliziosa :)))
    Anche le mie piantine curate con tanto amore subiscono gli attacchi delle lumache. Ho letto che le lumache non amano la salvia, così ho fatto un bel lettino di salvia intorno alle piante sotto attacco... il metodo sembra funzionare ;) Anche le uova sode sbriciolate dovrebbero tenere lontani i visitatori non graditi... Buona fortuna!

    RispondiElimina
  4. Bellissima ricetta, colpisce subito il colore tipico della barbabietola.
    Mi ha fatto sorridere il tuo post perchè l'ho collegato alla mia famiglia. Mio nonno era un grande agricoltore, nel tempo libero coltivava ettari ed ettari di campagna con una raccolta che sarebbe bastata per un esercito. Sul lato agricolo mia madre è stata una "figlia indegna" fino ai 48 anni, poi le si è svegliato il gene dell'agricoltore e ha cominciato anche lei ad avere il suo orto curato e produttivo. Io ora posso dare tranquillamente la colpa del mio pollice per nulla verde a un gene ritardatario che si attiverà nel tempo (spero...). Tutto questo per dirti.... arriva il momento in cui la parte ortolana si impossesserà di te....tu nel frattempo non mollare!! Se i lumaconi se la sono pappata vuol dire che quell'insalata era proprio buona!! Un abbraccio!!

    RispondiElimina
  5. Tua madre saprà pure far rifiorire un'orchidea (poverine, si autogestiscono) ma la sua abilità ortofrutticola è a zero assoluto. Il primo anno di matrimonio la tua nonna (mamma di mamma) pianto' un orto carino nel giardino dei tuoi: fallimento. Il secondo anno fu il nonno paterno, aggiungendo pure le fragole: altro fallimento:erba, erbacce, lumache e ancora di più. A maggio, al taglio dell'erba, posso dire che dal tagliaerba partivano bombe rosse:erano le fragole che, nonostante l'incuria, crescevano timidamente nella boscaglia... E vogliamo parlare dell'orto al lago con cane e anatre? Ciò che si salvava dai pranzi di anatre/cigni/folaghe/merli/passeri e lumaconi era abbondantemente innaffiato da spruzzetti di pipì di cane.... Morale della favola? Benedetti vicini con l'orto, ora pure la figlia...per intanto, e in attesa della produzione, si continuerà a comperare la verdura dall'ortolano..

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...