venerdì 12 settembre 2014

Chi é l'amore della mia vita?

Mi manca.
Molto.
Non tanto quello che é stata negli ultimi anni, una donna privata di tutto vista la sua età e le sue debolezze.
Mi manca quello che é stata per me, nella vita.
Lei che dal giorno che ho aperto gli occhi é stata presente, troppo soggettiva nei miei confronti, troppo innamorata, troppo imparziale. Troppo buona.
Troppo tutto in realtà.
Ricordo le merende con lei, dopo l'asilo. Ricordo anche quelle dopo le scuole, i pranzi il sabato e la domenica, le passeggiate.
Ricordo i pacchetti che mi preparava per quando andavo in vacanza, pieni di cioccolato (che immancabilmente si squagliava) e di caramelle. Come se dove stavamo andando non ci sarebbe stato niente di dolce.
Ricordo i giochi, i puzzles, le storie. L'addormentarmi con lei che diceva il rosario e mi faceva fare il segno della croce con la "manina buona".
Ricordo la spesa, io e Lei, con un carrello che si riempiva di ogni sorta di gioco e con la stessa velocità si svuotava.
Ricordo come mi pettinava i capelli, con quella pazienza esagerata districando nodo dopo nodo.
Ricordo quando mi aspettava fuori da scuola, quando arrivava a casa, felice. Ricordo quegli occhietti azzurri e pieni d'amore, quel naso a patata che temeva avrei avuto anch'io. Quelle mani morbide con la fede nuziale troppo stretta. I suoi grembiuli estivi e il suo cappotto nero invernale. Ricordo il suo profumo, la sua dolcezza e i suoi modi di fare.
Non so come sia possibile ma ricordo poco di quel che c'é stato dopo, della sofferenza e della perdita di indipendenza ho preferito rimuovere tutto.
Ricordo però il dolore provato a Parigi, mentre con Lui ci godevamo una vacanza lampo.
"La nonna non c'é più".
È passato quasi un anno e non c'é giorno che non ricordi quello che abbiamo fatto assieme, come il gatto e la volpe. Che ripensi ai nostri momenti, alle nostre cose. E più scrivo più potrei scriverne.
Mi manca, ma so che adesso é più serena e da lassù mi protegge giorno dopo giorno intonando il nostro motto "Chi é l'amore della mia vita?" e picchiettando il dito su se stessi.

Questa ricetta l'avevo fatta come "tributo" nei suoi confronti. Da bambini li comprava sempre e ancora oggi non riesco a pensare ad un bombolone senza ricordare anche Lei.


BOMBOLONI - BERLINER (10-15 pezzi)

250g farina
20g lievito fresco
35g zucchero
100g latte tiepido
20g burro morbido
1 presa di sale
2 tuorli
qb olio per friggere
qb marmellata o crema pasticciera
  • In una ciotola (o nell'impastatrice) lavorare la farina con il lievito sbriciolato, lo zucchero, il latte, il burro, il sale e i tuorli fino a quando non otterrete un composto omogeneo. Lasciar lievitare per 30 minuti circa
  • Sgonfiare l'impasto e dividerlo in palline da 3-4cm l'una. Far lievitare nuovamente fino a raddoppiamento
  • Scaldare l'olio a 160°C, friggere le palline poche alla volta (circa 20 secondi per lato). Sgocciolarle, passarle nello zucchero e far raffreddare su una griglia
  • Farcire i bomboloni con la marmellata, crema pasticciera o, perché no, del cioccolato


5 commenti:

  1. Mi sono sciolta.
    E per il racconto e per la ricetta.
    :-)

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  2. Sei fortunata a ricordarti soprattutto i suoi anni migliori; io faccio fatica a risalire a prima di quei 9 anni di malattia, anche se c'è stata una ricchissima e dolcissima vita insieme.
    I bomboloni... ah i bomboloni! Come resistere??

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  3. Mia cara, non passa giorno che le mie nonne, in particolare una, facciano capolino nella mia memoria e nei miei sogni. E sono passati quasi 10 anni. Ci sono donne che fanno parte delle nostra vita per sempre. L'idea che non ci siano più ci risulta incredula. Ma va bene così. Nel mio caso il loro posto nel mio cuore le rende presenti e vive più che mai. Ti abbraccio forte. Pat

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  4. Ah, le nonne.
    Il mio blog è dedicato a lei, la mia nonnina. Il primo codice html che ho a fianco sulla destra è stato proprio quello, una foto degli ultimi tempi che esprimesse tutta la sua dolcezza.
    Mi sono commossa leggendo il tuo post asinella, e molto immedesimata. Mi sono immaginata una bambina piccola dai capelli biondissimi e la sua nonna che glieli pettinava con cura e dolcezza, attenta a non farle male.
    Mi sono immaginata tutto quanto ed è stato un inizio di mattina molto ma molto più dolce.
    Ricordo anche io l'ultima chiamata di mia mamma "La nonna ha smesso di soffrire" e a pensarci ora mi viene ancora da piangere perchè si ha sempre l'impressione di aver detto troppo poco, di aver dimostrato troppo poco in confronto all'immensità che ci è stata data da loro.
    Sono passati sette anni e ogni tanto devo confessare, passano settimane senza che me ne ricordi. Proprio quest'estate pensavo a questa ingiustizia e ho deciso di tatuarmi una L -non di loser, scema- ma di Luciana sul polso sinistro. Faccio tanti km in macchina, sicuramente la vedrò spesso quella macchietta e sarà il momento in cui dirò una preghierina o perchè no, un rosario per lei.
    Ti voglio bene.

    Ciò detto io odio aborro i bomboloni e i krafen, ma ora almeno quando li vedrò penserò alla tua dinonna, e di conseguenza anche alla mia.

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  5. Mi piacciono da morire..questi mini bomboloni..sono perfetti.
    Brava!! :((

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