sabato 29 novembre 2014

Un giorno da zia

1. Andare a prenderlo all'asilo
Arrivi e speri di cuore che non si metta a piangere perché si aspettava di vedere la mamma.
"Matteo la riconosci?" ghigno malefico e decisa scossa del capo "Nooo".
Bene.
Tutto bene.
Nel frattempo la maestra ti sta elencando quel che ha fatto all'asilo, quello che ha mangiato e quanto ne ha mangiato, quanto ha dormito e come ha dormito, quanto ha giocato e come ha giocato. Alla prima frase già non riesci più ad assimilare e quando le chiedi di ripetere ormai é troppo tardi, ha già chiuso la porta. Pace, racconterai qualche vaga storia alla sua mamma.
Trovare le scarpe non dovrebbe essere difficile se non fosse che il pupo in questione ne ha talmente tante che persino io ho perso il conto, fortuna vuole che alla domanda "dove sono le tue scarpe" la risposta viene spontanea "lìiiiii tiaeeeee liiiii!".
Arrivano poi alcuni dubbi: le calze antiscivolo le porto dietro o le lascio all'asilo? Il ciuccio é quello da lasciare qui o da portare dietro? Il pullover sotto la giacca te lo devo mettere malgrado la maglia con le maniche lunghe e il sole caldo?
Peccato non avere il tempo di rispondere a tutte queste domande in quanto Matteo si é già fiondato giù dalle scale.

2. In automobile
Avevo già parlato delle difficoltà negli spostamenti con un bambino. Che mica é come se fossi da solo. Eh no.
Devi legarlo e slegarlo (mi sa che la scelta del verbo legare non é la migliore) al seggiolino, con tanto di giacca perché se ti arrischi a toglierla rischi di non riuscire più a rimetterla.
Mentre guidi capitano dei "tiaaaaaa quiiiiii" o "tiaaaaaa cocoveeedeeeecoco" con te che cerchi disperatamente di capire quello che vuole dire. O addirittura dei "Matteo guarda il camion!!" che però passa troppo veloce per il pupo che, ormai, non lo vede e ci rimane male. Per cui inizi a cantare a scorciagola canzoni improbabili, ballare al volante per distrarlo. Si diverte e sei fregato. Passi il resto del tragitto a fare l'idiota sperando di non incontrare nessuno che ti conosce.

3. Mamma
Parola taboo. Per carità, con la tiaeee pare stia bene ma ogni tanto arriva la domanda.
"Mamma?"
E lì arriva un semi panico che chiaramente non devi dimostrare. Ci sono due seguiti a questa domanda, il primo ti vede vincente con una distrazione tipo "arriva tra un'oretta adesso sta lavorando" mentre il secondo é terribile e vede una cascata di lacrime intercalata da un "io mamma, iooooo maaammmaaammaaaa".
Ma la zia coraggio sa bene che la parola mamma potresti tirarla fuori anche tu nel pour parler "chissà cosa direbbe LA MAMMA", "chissà come fa LA MAMMA", "ah scriviamo ALLA MAMMA". Frasi che, appunto, cerchi di evitare, proprio per il tuo coraggio nell'affrontare le situazioni di pianto.

4. Merenda
Ora, tu lavori nell'ambito. Ti piacerebbe preparagli la merenda più sontuosa del mondo ma ahimé non hai tempo. Ti sei ritagliata qualche ora di spazio tra le pulizie e il prossimo corso, per non parlare del quadrupede peloso. Il tempo per la merenda "homemade" proprio non l'hai trovato. E no, la banana schiacciata non é considerata una "ricetta".
Mentre facciamo la spesa valuto l'idea di dargli un mandarino ma finiamo col scegliere un cornetto al burro. Che verrà poi seguito da cioccolato, semini, flûtes al formaggio e qualche caramella. Non posso dilungarmi troppo nella lista temendo che la sua mamma possa leggere e togliermi dalla lista delle "zie in affitto". [se mi stai leggendo sappi che sono tutte balle, abbiamo mangiato una mela].

5. Viziato
Per niente.
Naaaa
Cioé, quel giochino che abbiamo visto e comprato era indispensabile.
Cosa? Ah, sì le giostrino fuori dai supermercati.
Si vero, l'abbiamo fatta doppia o tripla.
Ma be', potevamo farne anche di più volendo.
Il libro?
Be' la cultura é fondamentale.
Ah il peluche? Manco di affetto, ve l'ho detto che preferisco non nominare la mamma.
Viziato?
Non direi.

6. Riconoscimento
Avete passato un pomeriggio bellissimo, avete riso e scherzato, vi siete divertiti. Almeno, tu ti sei divertita, un mondo.
Arriva la mamma (finalmente puoi pronunciare quella parola) e le racconti della giornata. tutto fila per il meglio e sei pronta a ripartire quando senti
"tiaaeeeee!!"
"Dimmi!" pensando che sia un misto tra un bacio grande e un abbraccio
"tiaaaeeeee" dice puntando al libro.
Guardo.
"Quella é la Zia Ele?"
"siiiiiii"
Ecco.
Dopo tutti gli sforzi fatti, io sono un maiale rosa con in mano un mestolo.


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