venerdì 27 febbraio 2015

Tenente Colombo: presente!

Giovedì, ore 14.10 sole che spacca i sassi. Cielo azzurro (neanche a dirlo), brezza leggera.
Spengo il computer, infilo il collare a Zac, attacco il guinzaglio e partiamo direzione lago per una bella passeggiata.
In fondo alla strada (residenziale) noto un furgone bianco stile Scudo, senza finestre con una targa straniera proprio in un posto dove né si può parcheggiare né, tantomeno, ho mai visto un'auto parcheggiata.
Complice la cena della sera prima con un amico poliziotto di Lui che raccontava di ladri e di come, grazie all'attenta segnalazione di alcuni cittadini, a volte, si riescono a sventare furti, mi trasformo all'improvviso nel tenente Colombo.
Sono lì-lì per fare una foto quando mi rendo conto di una coppia di anziane con un cane che mi scrutano con la stessa aria con cui io sto analizzando il furgone: furtiva.
Faccio un cenno di saluto, rinuncio alla foto vergognandomi di me stessa per il pensiero negativo e continuo con la passeggiata.
Sole, lago, venticello.
Io e Zac.
Una meraviglia.
Non mi ricordo nemmeno più del furgone e della sua targa.
Poi però.
Sul sentiero stretto dove ci sono le case più belle della zona, all'improvviso, vedo un tizio sospetto (eh ridaje), felpa nera calata sul volto che mi fa un velocissimo cenno di saluto e se ne va in fretta e furia.
Inutile dire che improvvisamente mi sento come la Arcuri in Carabinieri (solo molto, ma molto, ma molto meno sexy) e chiamo mezza rubrica, paranoica, per capire cosa fare.
"Hai fatto una foto alla targa?"
O.o
Non demordo e mi dico che, forse, il furgone é ancora parcheggiato. Trascinando Zac manco stessimo facendo una corsa d'orientamento arriviamo e con grande gioia noto che il furgone é ancora lì. Continuo a pensare che, forse, sono i nuovi giardinieri della vicina o che, forse, la vicina ha pure un amante e questo é il loro escamotage. Ma per non saper né leggere né scrivere faccio un giro del furgone e un paio di foto che, alla peggio, terrò come cimelio per i nipoti quando racconterò che "la nonna ha fatto anche la poliziotta, sapete?".
Ad ogni modo, click click click (nel mezzo avevo anche la memoria del telefono piena, ho dovuto cancellare quelle 30-40 foto di strudel alle mele e simili, richiamato Zac che correva dietro ad ogni gabbiano e cercato di rispondere alle chiamate di Lui che mi vedeva già rapita e ammanettata in qualche cantina buia --> insomma, non mi ha notata nessuno!), invio la foto all'amico di Lui tanto per sentirmi utile alla giustizia e me ne vado fiera di aver fatto una buona azione.
Non faccio in tempo a fare 10 passi che vedo un tizio pelato, felpa nera che, sbracciando esplicitamente, si avvicina al furgone con fare incazzoso.
Dal mio fiuto poliziesco deduco sia il proprietario e la mia aplomb da FBI svanisce con la stessa velocità in cui a tavola si spazzano la mia focaccia. Trascino (di nuovo) il povero Zac, passo mezz'ora a cambiare strada per depistare so solo io chi e quando finalmente mi sento sicura torno a casa.
Nel parcheggio trovo un furgone bianco senza finestre, perdo 10 anni di vita, mi bardo in casa a doppia mandata e mi dico che grazie al cielo nella vita ho scelto di fare torte.

PS: Tranquilli, il furgone bianco era quello del vicino che sta traslocando

STRUDEL alle MELE

200g farina
1 uovo
40g acqua tiepida (+ un po' eventualmente per impastare)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio d'oliva
600g mele (tipo Boskoop)
1 limone
50g zucchero
50g uvetta
2 cucchiai di rum
50-60g nocciole (tritate grossolanamente)
70g burro
qb mandorle a scaglie
qb cannella
qb zucchero al velo
qb vaniglia in semi
  • In una ciotola lavorare la farina con l'uovo, l'acqua, il sale e l'olio d'oliva fino ad ottenere una massa omogenea e liscia. Nel caso si sbriciolasse un po', aggiungere acqua. Coprire con una ciotola e lasciar riposare per almeno 30 minuti

  • In una ciotola unire l'uvetta con il rum e lasciare in ammollo per una decina di minuti
  • Sbucciare le mele, dividerle in 4, togliere il torsolo e tagliare delle fettine sottili. Mettere in una ciotola e condire con la scorza del limone e un cucchiaio (circa) del suo succo. Unire lo zucchero, le nocciole, le mandorle (una manciata o due), la cannella, la vaniglia e 40g di burro fuso. Aggiungere l'uvetta e mescolare

  • Stendere la pasta su un canovaccio pulito il più sottile possibile, si dovrebbe vedere il disegno del canovaccio in trasparenza. Spennellare il restante burro fuso (30g) sulla superficie, coprire con la farcia alle mele lasciando un bordo di 1cm. Arrotolare lo strudel aiutandosi con il canovaccio e facendo attenzione a non rompere la pasta che é molto delicata. Sigillare bene le estremità e posizionare sulla teglia da forno (coperta con la carta) con la chiusura verso il basso

  • Infornare in forno già caldo a 190-200°C per 30-40 minuti. Deve risultare ben dorato. Una volta intiepidito ricoprire con lo zucchero al velo e servire con della panna montata o una crema inglese alla vaniglia







NOTE:
Per i pigri la pasta si può acquistare al supermercato o sostituire con della pasta fillo. Al posto di un grande strudel si possono fare dei mini strudelini :-)

5 commenti:

  1. Ecco... ora ho voglia di strudel! -..-'
    :-)

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  2. Che meraviglia, ci starebbe davvero bene adesso una bella fettina... Ciao da Bologna, Monia.

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  3. Estive a ler as suas receitas e tem pratos fabulosos, e um aspecto bom, confio em si, e vou tentar adaptar algumas à cozinha.
    Quero dar-lhe os parabéns pelo blog pois é muito bom.
    Tenho um blog que gostava que conhecesse. O Peregrino E Servo.
    PS. Se desejar fazer parte dos meus amigos virtuais esteja à vontade decerto que irei seguir também o seu blog.
    Que haja paz e saúde no seu lar.
    Com votos de saúde e grandes vitórias para sua vida.
    Sou António Batalha.

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  4. Non so se sono io che mi emoziono con niente, sei tu che mi manchi, o è tardi.
    Ma avevo voglia di leggerti ed eccomi qui, e mi ha emozionato non poco scoprire che abbiamo gli stessi piattini mdm! Ti penserò sempre, d'ora in poi!

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