giovedì 18 giugno 2015

Matrimonio inaspettato

Ora, già ho dovuto ringraziare la buona stella per essere riuscita a convincerlo a sposarmi sia in municipio che in chiesa, che ve lo dico, mica é stata facile. Figuriamoci se gli avessi proposto una celebrazione su qualche spiaggia deserta, vestita con una tunica bianca correndo sul bagnasciuga mentre un fotografo scattava gli attimi più belli.
Ecco.
Non ci siamo proprio.
Poi però.
"Ci vediamo alle 16 in ufficio" ci dice il responsabile del progetto umanitario che ormai seguiamo da anni e che ci ospita durante la prima parte della nostra luna di miele (qui la nostra prima esperienza).
Quando arriviamo ci separano, Lui al piano superiore, io di sotto circondata da bimbe splendide truccate manco stessero per partecipare a Miss Universo.
Non capisco.
Mi fanno sedere per terra e una ragazza inizia a confabulare con un'altra, mi pettinano come se fossi una Barbie taglia MAXI infilando cose strane nei capelli che verranno poi fissate con dolorose mollette. Capirò poi che "le cose strane" non sono altro che corone di fiori. Mi truccano, mi vestono (non senza qualche problema di lunghezza) e mi infilano un paio di scarpe (considerando che qui il 37-38 va per la maggiore, potete solo immaginare come stavo comoda con il mio 41). Mi caricano su di un motorino con uno sconosciuto, ovviamente senza casco, ovviamente seduta di lato che sia mai che una donna con la gonna si scomponga.
Come se non bastasse guidiamo su strade sterrate e non so dove aggrapparmi.
Tutto bene.
Arriviamo davanti ad una casa e mi fanno sedere al centro del patio, attorno a me una decina di sconosciuti che mi fissano come se avessero visto la grandine e che mi chiedono cose incomprensibili. Sorrido come ho visto fare da Kate Middleton, evito però di muovere la mano.
Dopo un buon 20 minuti arriva lo sposo, seguito da un corteo rumoroso di gente che grida e incita, che canta e balla. La sua espressione la dice lunga e io temo in un divorzio fulminante.
Nella stanza un sacerdote vestito di bianco, un enorme arrangiamento floerale, riso, uova e un povero pollo. Ci inginocchiamo davanti a lui, ci legano le teste con fili e corde e cerchiamo di capire quello che succede.
Falliamo, evidentemente.
Di tanto in tanto ci dicono di congiungere le mani, di stringere i fiori, ci fanno cambiare posizioni e iniziamo a sentire dolori a piedi e gambe, schiena e braccia. Lo stare rannicchiati al suolo non é cosa facile se non sei abituato.
Dopo un sermone durato 20 minuti circa tutti lanciano un urlo e di punto in bianco ci lanciano manciate di riso e fiori, riprende il sacerdote e dopo poco di nuovo riso e fiori. Questo per 4 volte.
Per terminare legge il nostro futuro in un uovo sodo e nella zampa del povero pollo che, apparentemente, prevede una vita felice e serena. Ma se questo sia vero lo sapremo solo tra una 50ina di anni.

Prima di uscire siamo stati omaggiati con braccialetti gialli legati ad uno ad uno ai nostri polsi e seguiti da benedizioni di vario genere. Le foto con i partecipanti erano d'obbligo al punto che ho più foto con sconosciuti thai che non con la mia famiglia il 30 maggio.
Tutto bene.
Fuori un gran baccano, un pick-up munito di casse manco fossimo a Riccione il 15 agosto, due microfoni e un laptop.
Esatto: é giunta l'ora della festa a base di karaoke, thai barbecue e whisky con ghiaccio (gentilmente rifiutato visti i 40°C esterni). Seduti per terra a chiacchierare (si fa per dire) manco fossimo amici di lunga data mentre in sottofondo si potevano sentire canzone tipiche incomprensibili.
Ecco.
Ci siamo risposati.
E ve lo giuro, malgrado tutto, l'emozione é sempre la stessa.



3 commenti:

  1. Sì, vabbè, ma ora basta matrimoni.. non vi pare di esagerare? :P
    Altrimenti vi propongo quello pastafariano ;)

    Ri-ri-ri-congratulazioni :)

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  2. Considerando che per settimane, direi pure mesi dopo il mio matrimonio io ho sofferto di amnesia non ricordando chi ci fosse, che cosa avessi fatto o detto, cosa ci fosse sul buffet, quando baci mi sia toccato dare, e che ogni volta che pensavo a quel giorno mi veniva da piangere come un vite tagliata devastata da un senso di enorme malinconia, io un secondo matrimonio lo avrei fatto volentieri. Ovviamente con la stessa persona, cercando stavolta di essere più presente e meno zombie.
    Siete favolosi. Auguri di nuovo. Pat

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    Risposte
    1. Ah, la Patty Barbottina sono io, ovviamente, Andante con gusto....non capisco cosa sia successo al mio account, ma gli va così!

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