lunedì 7 dicembre 2015

Pateticamente amore

La prima volta che sei entrato nella mia vita ero follemente innamorata di te. Un po' come le ragazzine oggi si invaghiscono di Justin Bieber.
Esatto, vaglielo a dire a una di loro che poi diventerà sua moglie.
Mi era passata però, tranquillo, che all'epoca avevo poi solo 10 anni e all'alba dei 12 secondo me eri già un ricordo. Probabilmente sarai stato spodestato da qualche attorucolo di serie per ragazzini, che i cantanti a me non sono mai interessati troppo.
Durante gli studi penso di non averti nemmeno mai guardato in televisione e, ammetto, quelle rare volte ho persino pensato tu fossi un po' sbruffone, con quella "S" un po' mal pronunciata (che oggi mi fa impazzire). Ma penso fosse più una presa di posizione, di quelle che vuoi fare quella superiore.
La prima volta che ci siamo rivisti dal vero io ero dietro un bancone e fare la barista e mi divertivo come una pazza, tu mi hai rubato la macchina fotografica e hai scattato foto a raffica a quelli che, oggi, sono anche i miei amici. Io me ne sono accorta solo qualche giorno dopo, trovando foto di sconosciuti sul mio computer.
Ho capito solo qualche anno fa che eri stato tu a scattarle.
Un anno dopo, durante una cena, ti ho rivisto e ho fatto quella che "Ah ma va? Lavoravi in tele?" Sempre per darmi un tono, con mia mamma dietro che gridava "Ma daaaai che avevi i suoi poster in camera" facendomi fare, probabilmente, una delle peggiori figure della mia vita.
Che poi, diciamocelo, non sono nemmeno mai esistiti i tuoi poster.
Ad ogni modo, quella sera "out of the blue" come direbbero gli inglesi, senza nemmeno pensarci, così per scherzare mentre i nostri papà parlavano ti ho detto "Tranquillo, stanno organizzando il nostro matrimonio".
Ed effettivamente così é stato, 4 anni dopo.
Ne sono successe di cose in quattro anni, non é stato nemmeno sempre facile. Sono stati quattro anni intensi, fatti di decisioni importanti, alcune dolorose, altre felici.
Ma quando, come oggi, mi guardo indietro, vedo solo sorrisi.
Perché tu sei così.
Tu porti il sole dove vai, riesci a dare fiducia a chi non ne ha, riesci a motivare i demotivati, riesci a trasformare i sassi in oro (ok, forse sto esagerando).
Non c'é momento nella giornata in cui tu non riesca a farmi ridere, di quelle risate vere, dallo stomaco. E giuro, non é per il tuo Nasone :-)
Hai saputo spronarmi fino a diventare la donna che sono oggi, standomi al fianco e consigliandomi, da lontano, per farmi fare gli errori che era giusto fare ma sempre pronto a consolarmi.
Non so cosa io abbia fatto per meritare un marito meraviglioso come te, ma mi auguro di tutto cuore che questa magia possa durare per sempre, come nelle fiabe.
Perché, ricorda, senza te, io non sarei più me.

PANCAKE di RICOTTA al CIOCCOLATO (4-5 pancake piccoli)

1 uovo
1 cucchiaio di ricotta
40g farina
1 cucchiaio cacao in polvere
1 punta di coltello di lievito chimico
1 punta di coltello semi di vaniglia
1 cucchiaino zucchero di canna
burro (per imburrare)
qb yoghurt & frutta a piacere
  • In una ciotola lavorare la ricotta con l'uovo. Aggiungere la farina, il lievito, lo zucchero, la vaniglia, il cacao e mescolare per ottenere una massa liscia senza grumi
  • Spennellare una padella antiaderente con del burro (poco), con un cucchiaio formare i pancake e lasciarli cuocere per una 30ina di secondi circa o fino a quando non formeranno delle bolle sulla superficie. Con l'aiuto di una paletta girarli e lasciar cuocere per altri 15-30 secondi o fino a quando risulteranno cotti. Ripetere fino a terminare la massa
  • Servire i pancake a "torretta" tiepidi, aggiungere in cima un cucchiaio di yoghurt e dei lamponi freschi (o altra frutta)



Video Ricetta:




2 commenti:

  1. Ma che belli!!!!!!!1
    A presto,
    Ale
    http://www.golosedelizie.com/2015/12/risotto-con-uva-e-salsiccia.html

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  2. Che cosa bella che hai scritto...

    RispondiElimina

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