lunedì 18 settembre 2017

Aspettando te

Esattamente un anno fa come oggi ero arrabbiata come una biscia.
Ero convinta che Leo sarebbe nato il 16 di settembre, la motivazione è che "me lo sentivo", un po' come quando ti dicono che se hai la pancia a punta é maschio, tonda é femmina.
Insomma, castronerie.
Era il 18 di settembre e mancavano 2 giorni al termine, quindi, che fretta avessi lo so solo io.
Eppure.
Saranno state quelle finte contrazioni, già, perché il venerdì sera sembravi già pronto per nascere. Contrazioni ogni 6-7 minuti, di quelle belle simpatiche, mica le Braxton Hicks. Dopo 4 ore così?
Il nulla.
Niente.
Fine.
Game Over.
Ricordo ancora quanto mi sentivo beffata, ero ormai pronta a correre in ospedale, invece il principino si faceva attendere.
Così, quella domenica ho trascinato marito e cane (al limite della sopportazione, poverini) in un pellegrinaggio fatto di salite, discese, scalini, salti, giri di valzer e mazurca.
A mezzogiorno sapete cosa succedeva?
Niente.
Esatto.
Ma è comprensibile, per 9 mesi aspetti quel momento, e più ti avvicini, più l'impazienza diventa lecita. Se soltanto avessi saputo che qualche ora più tardi, nel cuore della notte, mi sarei svegliata con i primi dolori che mi avrebbero poi portata a te.
Non così facilmente eh, che abbiamo dovuto aspettare la sera di lunedì per conoscerti.
Un anno fa.
Sembra ieri.
Sembra una vita.
Ma oggi mi va di ricordarlo così, in quegli ultimi attimi da panciuta un po' intimorita e un po' estasiata con un quasi-papà al mio fianco ancor più euforico e felice.
Per l'ultima volta, solo noi due.

1 commenti:

  1. Da tenere sempre nel diario della vita, pensieri stupendi, solo voi due prima del mondo.

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