venerdì 29 settembre 2017

Basta mamme e bambini!

Questo blog sta diventando un po' troppo mamma-centrico! Mica si doveva parlare di cibo qui?
Così eccomi pronta a rimediare con una ricetta davvero semplice.
Non avevo mai pensato di poter fare un piatto di pasta con il pollo, inteso proprio nella salsa. Poi, colpevoli gli innumerevoli siti e blog culinari che seguo, sono venuta a conoscenza della "Pasta Alfredo".
Ora, alle nostre latitudini non è forse così considerato, ma basta svoltare l'angolo per ritrovarsi sommersi da questa pasta e le sue mille varianti.
La base? Fettuccine con una crema di burro e parmigiano.
Cosa c'entra questo con la mia Finta Alfredo non si sa, ma l'ispirazione è stata data proprio da questa pasta.
Per evitare i quintali di burro e parmigiano, far fuori un po' di pomodori e un petto di pollo ecco questa pasta, che forse dovremmo chiamare Fred. O Jim. O Donald Duck.
Vaneggio.
Quel che importa è che ve la consiglio fortemente, davvero ottima e sfiziosa e piace sia a grandi che piccini! (Pensavate che potessi non fare un riferimento da mamma? Eh no...)
Buon appetito!

FINTA PASTA ALFREDO (2 persone)

160g spaghetti
1 petto di pollo
20ina di pomodorini
50-60g di panna
1 goccio di vino bianco
qb sale & pepe
qb olio d'oliva
ev. peperoncino
ev. origano fresco per decorare
  • Tagliare il petto di pollo a cubetti, scaldare un goccio di olio e rosolarlo a fuoco vivo per qualche minuto. Sfumare con il vino e lasciar evaporare. Proseguire la cottura fino a quando i pezzetti saranno praticamente cotti. Toglierli dal fuoco e riservarli in una ciotola
  • Nella stessa pentola (senza lavarla) cuocere i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà. Lasciar cuocere a fuoco medio-alto per qualche minuto, salare e pepare. Aggiungere del peperoncino a piacere e coprire con un foglio di carta alu o da forno (a contatto), abbassare la fiamma e lasciar cuocere dolcemente per una decina di minuti
  • Aggiungere la panna, lasciar ridurre la salsa leggermente a fuoco medio. Aggiungere anche il pollo e amalgamare il tutto
  • In una pentola portare ad ebollizione abbondante acqua, salarla e tuffare gli spaghetti cuocendoli secondo le indicazioni della confezione
  • Scolare la pasta al dente e ripassarla nella padella col sugo per 30-40 secondi a fuoco vivo così che tutti gli elementi si amalgamino tra loro
  • Servire con una fogliolina di origano fresco ed eventualmente una grattugiata di formaggio



2 commenti:

  1. Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note "fettuccine all'Alfredo" (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in una via del centro di Roma, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

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