giovedì 14 dicembre 2017

A dura prova

Essere mamma a volte è un gioco da ragazzi (specialmente quando/se il pupo dorme). Altre è una sorta di guerriglia.
Già, perché per quanto io mi sforzi di essere il prototipo del Mulino Bianco con tanto di sorriso stampato in faccia, gioia che sprizza da ogni poro e tanto tanto ottimismo a volte proprio non ce la faccio.
Lo so, è normale. Anzi, lo dico un po’ per me e un po’ per chi come me è maniaco della perfezione.
LA PERFEZIONE NON ESISTE.
O meglio.
LA PERFEZIONE SIAMO NOI, COSÌ COME SIAMO.
Ecco, slogan motivazionale fatto.
Torniamo a quando, però, ieri sera il nano in questione ha deciso che era troppo stanco per mangiare e ha sputato metà pappa sul seggiolone e l’altra metà tra le mani spiaccicandola bene ovunque (capelli, faccia, orecchie). Una visione celestiale.
Tu, che ti sei sbattuta per preparare una buona cena, te la rivedi bocciare così impunemente.
Mi sono sentita tipo a Masterchef con Bastianich che mi grida “vuoi che muoro?!”.
Ma la preoccupazione più grande non era tanto che Leo non mangiasse, di ciccetta extra ne ha in abbondanza, quanto che, non cenando, stamattina si sarebbe svegliato affamato peggio di uno squalo tigre.
Sesto senso materno: 10 e lode.
Alle 5.00 inizio a sentire un leggero acuto provenire dalla sua stanza, alle 5.15 l’acuto diventa una sirena. Che dico? Un insieme di sirene. 
Alle 5.37 angosciata che i vicini possano venire a sfrattarmi mi decido ad andare a prenderlo (non l’avevo fatto prima perché oltre al sesto senso la mamma (IM)perfetta vive nella speranza che prima o dopo si riaddormenti (ceeeerto). 
Lo porto nel mio letto sussurrando parole dolci e canticchiando una litania inventata sui due piedi del tipo “leoncino della mamma fai un po’ di nanna ti prego”.
Nulla.
Leo non essendo abituato a dormire nel lettone (non ci ha mai dormito) appena mette piede sul 200x200 pensa di essere un ginnasta professionista che deve fare una coreografia a corpo libero. Il tutto comprende almeno una decina di calci in faccia, scavalcamenti e manate.
BENISSIMO.
Finite le acrobazie (durate ben 3 minuti) ricomincia la sirena. Mi dico che per una volta posso fargli il latte presto nella speranza che poi si riaddormenti. La preparazione latte, ovviamente, prevede un nano incollato alla mia gamba a mo’ di scimmia urlante con un dudu in mano e un misto tra candela e lacrimoni sul viso. 
Senza pressione.
Finalmente il latte è pronto (qui niente microonde, vorremo mica semplificare la vita?), torniamo in camera.
Beve il latte, si calma. Non urla più.
Mi sento già Napoleone: ho vinto la battaglia.
E invece, proprio quando pensi di avere lo scettro di madre dell’anno, acquisito proprio sul filo del rasoio a fine 2017 ricominciano gli ululati.
E mo’?
Vorrei potervi dire che ho sorriso e da buona mamma gioiosa ho detto al mio adorabile bimbo “dai cucciolino, non fare così”. La verità è che ho pensato “ma cos’è che vuoi ancora rompiscatole che non sei altro?” (e ve l’ho ancora edulcorata un pochino). Così, esasperata e stanca gli permetto di scendere dal letto e vagare nella mia stanza.
BIM-BAM (cose che cadono dai comodini).
SFRUSCH-SFRISCH (vestiti che vengono tolti dall’armadio).
GNECHI-GNECHI (porte che vengono aperte e chiuse più e più e più volte).
SILENZIO.
Ecco, fino a questo punto non mi ero preoccupata. Ma sul silenzio?
La parte più ottimista di me immaginava un cucciolo di uomo addormentato pacificamente sul tappetino del bagno con il suo congilietto azzurro a mo’ di coccola.
Vado a vedere, pronta per godermi la scena e pensare che forse sì, va tutto bene.
Invece.
Quel che mi ritrovo davanti agli occhi è un unenne in pigiama avvolto nella carta da gabinetto, una mano sull’asse sollevato e nell’altra il suo coniglio che viene inzuppato a mo’ di biscotto nel water.
Che dire.
Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi ci divertiamo!




1 commenti:

  1. Ahahah...lui ci ha “pocciato” il coniglietto...e tu ... quando hai gettato bracciale e collana della mamma (tirando pure lo sciaquone) dopo ore di capricci.?? Parliamone... si vede che nel DNA di famiglia c’è una predilezione per il water

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