domenica 21 gennaio 2018

(IM)Perfetta guida del viaggiatore infantile

Come promesso nell'ultimo post, ecco un mio personalissimo (e assolutamente non infallibile o perfetto) vademecum per sopravvivere ad un viaggio con un bimbo piccolo. Ben consapevole che ogni bambino è diverso così come età, periodo o semplicemente giornata.

COME USCIRE INDENNI DA 24H DI VIAGGIO CON UN NEONATO. 

Per prima cosa, tanti auguri.
Leo ha poco più di un anno e nella sua breve vita ha già preso diversi aerei, un po' in tutte le fasi della sua crescita. Il primo a 3 mesi e mezzo, l'ultimo l'altro giorno a 15 mesi.
Tutti i voli sono stati diversi, un po' per la durata, un po' per l'età. Inutile dire che il primo volo in assoluto era stato una passeggiata di salute, essendo ancora in miniatura aveva diritto al baby basket, una sorta di culla che viene solitamente appesa alla parete dell'aereo. Questo permette ai genitori di stare "comodamente" seduti sul proprio sedile e sperare che il ronzio dell'aereo faccia addormentare il piccolino per tutta la durata del viaggio. Ovviamente se si parla di viaggi lunghi, in quelli più brevi, ahimé, il piccolino l'avrete tutto il tempo su di voi.

Ma comunque.

Già l'anno scorso avevo fatto un post simile (link) e le considerazioni di base restano le stesse: c'é chi ama viaggiare, chi no. Chi è tranquillo e zen, chi affoga in un bicchiere d'acqua. Chi a 3 mesi trascina il proprio figlio dall'altra parte del mondo (e lo rifà pure), chi ha figli di 20 anni e ancora non osa caricarli nemmeno in treno.
Non c'é un giusto, non c'é uno sbagliato. L'importante è fare quello che ci si sente, perché non c'é nulla di peggio di un genitore stressato che metterà in tensione (per forza di cose) tutto il resto della famiglia.

1. Bagaglio a mano
L'avevo già scritto, ma lo rifaccio. È la salvezza, nonché la base per un viaggio sereno. Io ho sempre uno zaino, in questo modo mi risulta facile andare a cambiare Leo con le mani libere anche se sono sola. All'interno ho il "first aid" che solitamente comprende un cambio completo (body, tuta, maglietta, felpa), pannolini e salviettine, un paio di libri (solitamente il suo preferito e uno che ha visto poco), qualche giochino piccolo (ma che non abbia troppi pezzi da dover poi raccattare in giro sull'aereo), una copertina di cotone, 2 biberon (uno piccolo e uno grande, non allattando. Uno per il latte con tanto di confezione/i da 250ml di latte appresso, uno per l'acqua - sempre pieno), 1 contenitore ermetico con qualche crackers e qualche biscotto e, sempre sul tema cibo, bustine di purea di frutta dalle quali il bimbo succhia direttamente. In questo modo ho su di me un armamentario che mi permette di sopravvivere alle prime necessità senza bisogno di dover correre qui e là o dover aprire mille cose. Anche l'ordine nello zaino è fondamentale, per quanto mi riguarda, libri sempre verticali, vestiti sul fondo, beni alimentari sopra e pannolini in cima (sembro una pazza, vero?!)

2. Passeggino
Quest'anno essendo Leo grande ho lasciato a casa il transatlantico che uso qui e ho optato per un passeggino più leggero. Ho passato l'estate con un modello ad ombrello prestato da un'amica, fantastico. Ma ho poi cambiato verso una soluzione ancora più pratica: il modello che si piega del tutto diventando un bagaglio a mano.
Mi sentirete raramente consigliare qualcosa, ma questo ve lo consiglio fortemente. La fascia può essere comoda quanto volete, ma con un viaggio lungo, un figlio di quasi 12kg e una panza da 8vo mese di gravidanza vi voglio vedere. Inoltre, con questo tipo di passeggino non dovrete aspettare che vi vengano scaricati fuori dalla porta dell'aereo dovendo quindi stare in piedi con un neonato isterico magari al freddo (o al caldo). Usciti dalla porta, *trick, track* pronti. Il mio si chiama Mountain Buggy Nano (220.- circa) ma ce ne sono di altre marche (yo-yo, bugaboo,...)

3. Scali/Aeroporti
La parte facile, per quanto mi riguarda. O meglio, dura per il genitore, facile per il bambino. Gli aeroporti sono la manna per i bimbi, pieni di luci e attrazioni, negozietti e distrazioni. Ovviamente, come genitore, passi il tuo tempo a rincorrere o a dire "no, non toccare, quello no". Però il tempo passa. Senza contare i ristoranti o baretti nei quali li si può rimpinzare per bene ;-) Spesso inoltre ci sono delle aree dedicate fatte di giochi.
Nel mio caso ho vissuto un'andata con un Leo gattonante, il che è stato molto più complicato perché far strisciare mio figlio tra un gate e l'altro rischiando di essere schiacciato (oltre allo schifo che c'é sul pavimento) non rientra nella top10 delle mie preferenze. Al rientro, potendo Leo camminare è stato moooolto più facile. Anche perché, la sua voglia di perlustrare, a 4 o a 2 zampe era la stessa.

4. Volo
Questa è la parte più complicata del viaggio. Poiché subentra "l'ansia" di non voler disturbare mezzo aereo con urla disumane. Inoltre il bambino è obbligato (ho un po' di remore quando vedo bambini correre per 10h consecutive sui corridoi molestando passeggeri e hostess) a stare seduto per la maggior parte del tempo, se piccolo, senza nemmeno un posto a sedere né la comprensione del motivo di tale obbligo. Nel mio caso? Aggiungiamoci anche una pancia da 7mo e poi 8vo mese. Ma come dice bene mia mamma "sei tu che hai scelto di partire" - colpita e affondata.
Ad ogni modo.
A) Temporeggiare: personalmente preferisco salire sull'aereo quasi per ultima. Dover aspettare 1h seduta mentre tutti imbarcano è, a mio modo di vedere, un'ora in più di supplizio evitabile. Parlo ovviamente di voli intercontinentali dove l'imbarco avviene 1h prima. Ma anche su quelli brevi essere una degli ultimi ti permette quei 15-30 minuti extra di sfogo

B) Sfruttare ogni cavolata: dalla cintura, come si apre, come si chiude - far finta sia un serpente/alligatore/cane/gatto che fa il solletico, al tavolino davanti. Dalla chiusura dell'oblò, all'osservazione delle varie macchinine/persone/cose che vagano sotto l'aereo prima del decollo. Insomma, sfruttare ogni cosa e tenerla il più a lungo possibile

C) Non sovrapporre: non avere fretta. Dare un gioco per volta e sfruttarlo fino alla nausea. Tirarne fuori uno nuovo come se fosse il più bello del mondo. Sull'ultima tratta da Madrid a Milano ho giocato con Leo per 40 minuti con il biglietto dell'aereo facendolo volare a destra e sinistra. Ovviamente la tecnologia può aiutare, io sono poco fanatica dei bambini piccoli con cellulare e iPad, almeno per ora. Però non nego che per un viaggio così - tutto è concesso (a Leo non frega assolutamente nulla né dei cartoni, né dei giochini. Purtroppo!)

D) Cibo: avendo io un mangione sfrutto i pasti per quanto terribili. Ho ordinato un pasto speciale per lui e cercato di prolungarlo quanto più possibile giocando con le posate, le mini bottigliette, i bicchierini. Tutto.

E) Cambi: non facilissimo nelle mini toilettes degli aerei, soprattutto quando si ha una sorta di polpo che si aggrappa a qualsiasi cosa. Cerco sempre di cambiarlo prima di salire a bordo, prego ogni divinità cristiana e pagana che faccia tutti i bisogni prima e non durante. Se possibile lo metto già comodo in pigiama/tuta e mi porto pannolini sia che si infilano come pantaloncino che quelli normali. Con Matteo che mi faceva da barriera mi è capitato anche di cambiarlo direttamente sul sedile, ovviamente coperto, così da poter evitare il bagno. Non si fa, lo so, ma tutto è concesso a volte no?

5) Nanna
Poteva rientrare nel capitolo volo ma voglio che abbia un capitolo a parte. Come dicevo sopra a 3 mesi e mezzo Leo si è addormentato 30minuti dopo il decollo e si è risvegliato 30 minuti prima dell'atterraggio: easy peasy. Era piccolo.
Quest'anno la storia era diversa (che ve lo dico a fare?).
La nostra routine serale è del tipo "Andiamo a fare la nanna, fai tanti bei sogni, la mamma ti vuole bene, ci vediamo domani". Bacio, carillon.
Leo si è così abituato ad addormentarsi da solo, nell'intimità del suo nido facendo i suoi giochini e le sue chiacchiere con i peluches.
Tutto questo funziona meravigliosamente in una struttura casalinga, un po' meno in giro. Già, perché mentre la mamma dietro di me cullava al seno il suo piccolo dolce koala che dopo 10 minuti stava già dormendo come un angioletto, io ho un figlio che "se ci sei tu, si gioca". Dopo 6h di viaggio lui era ancora sveglio come un grillo. Le ho provate tutte, dalle coccole, alle canzoncine, l'ho cullato, raccontato fiabe, spiato l'operato delle altre mamme. Insomma. Tutto fallimentare (si è addormentato chiudendo e aprendo un burrocacao - dopo averne mangiato un bel po', ovviamente).
Ma il tasto nanna dipende proprio dal vostro bimbo e dalle vostre abitudini.
L'importante? Restare calmi. Non farsi prendere dall'isteria (a me capita ogni volta, soprattutto incrociando gli sguardi altrui, e appena la sento montare cerco di farla scemare) perché vostro figlio è fetente, più voi perdete speranza, più lui ve la farà perdere. Siate fiduciosi, prima o dopo dormirà.
Forse.

6) Conclusione
Rifarei un viaggio così lungo con Leo?
Anche domani.
Alla fine in mezzo a tutte le difficoltà, i veri momenti di "panico" dove lui ha iniziato a starnazzare come se lo stessimo torturando sono stati ben pochi (uno tra tutti quando ho cercato di togliergli le scarpe, errori gravissimi). Infatti la parte dura non è legata, a mio modo di vedere, al bambino o al viaggio in sé, quanto al tuo sbattimento da genitore. Se prima ti sedevi, seppur scomodo, sul tuo sedile e ti sparavi 12 film, 3 pasti, 4 giochini su iPad e ti lamentavi del vicino troppo ingombrante, adesso il tuo viaggio lo passerai ad assecondare i bisogni di un nanetto. Un po' con gli arti atrofizzati, un po' con la palpebra calante, un po' con la stanchezza di chi non sta dormendo un cavolo, un po' con la fantasia che stenta a produrre nuove idee per intrattenere il pargolo.
Però.
Volete mettere la bellezza di arrivare dall'altro capo del mondo e far scoprire a vostro figlio un posto nuovo, vivendo giorno per giorno una quotidianità diversa?

Questo era pure alla partenza, da notare che faccino rilassato e poco sbattuto...

2 commenti:

  1. Ma sei stata una wonder mamma!!!!
    Ricordo un post dove eri andata in panico perché al bimbo della tua amica era caduto il ciuccio nel WC...vedi che ora che sei tu mamma sei super-organizzata!!
    E Matteo? Riesce ancora a mettersi la mascherina e dormire durante tutto il viaggio?!

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  2. Lo sai che c’è gente con più di un figlio, magari fino a cinque o sei, ma addirittura di più e ha già fatto dei viaggi?
    Chiedi a loro la prossima volta.
    Paolo

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