martedì 27 marzo 2018

Soprattutto la stagionalità

Mese di giugno inoltrato.
Cena tra amici in giardino. Siamo una decina.
Aperitivo lungo, fatto di tanti stuzzichini. La serata è meravigliosa e calda.
Una di quelle prima sere estive dove finalmente puoi stare fuori fino a tardi.
Si mangia, si beve, si scherza.
Di quelle cene leggere e divertenti, con le candele accese e Zac che corre cercando attenzioni.
Tra gli invitati un'amica con la quale mi scambio quotidianamente filippiche di vocali infiniti. Di quelli che durano anche 12 minuti e ti chiedi cosa cavolo ci sia da dirsi per così tanto tempo in un monologo. Ovviamente vocali che ascoltiamo senza batter ciglio, durante una passeggiata, sotto la doccia perdendoci metà del concetto (ma come con Beautiful, anche se perdi un paio di puntate non cambia nulla) o semplicemente nei tragitti automobilistici manco fosse la nuova compilation primavera/estate.
A volte nei discorsi portiamo avanti temi anche per giorni, a volte ci dimentichiamo di rispondere alle cose più utili.
Insomma, siamo due idiote drogate di vocali.
Ma abbiamo fatto di peggio.
Durante uno di questi monologhi salta fuori la pastiera napoletana. Lei, amante di questo dolce, cercava una pasticceria che la facesse bene. Le varianti sono molte, chi usa lo strutto, chi il burro. Chi frulla il grano, chi lo tiene intero. Chi mette tanti canditi, chi pochi.
Morale della favola?
Forse spinta dalla curiosità, forse dalla follia.
In quella cena del mese di giugno, mentre tutti speravano di mangiare una bella ciotolina di gelato alla vaniglia o un carpaccio di ananas io ho offerto ai miei commensali la pastiera.
A giugno.
La pastiera.
Senza vergogna.

AH, per la cronaca. Ne è rimasto un angolino, anche perché certe bontà non andrebbero fatte solo in un periodo specifico dell'anno.
Anzi.

PASTIERA (1 teglia da 24cm)

320g farina
360g zucchero + 1 cucchiaio
210g strutto
3 uovo
3 tuorli
375g grano cotto
270g latte
370g ricotta di pecora
150g canditi
1 cucchiaio di acqua ai fiori d'arancio
1 pizzico di sale
qb scorza di limone
qb scorza di arancia
  • Preparare la pasta lavorando 320g di farina con 115g di zucchero e 180g di strutto fino ad ottenere un composto sabbioso. Unire 1 uovo e 1 tuorlo e lavorare velocemente fino ad ottenere una pasta omogenea. Se il composto non si è scaldato troppo, stenderlo subito a 5mm circa e adagiarlo in una tortiera precedentemente imburrata ed infarinata. Mettere in frigorifero per almeno 30 minuti
  • In un pentolino unire il latte, il grano cotto, 30g di strutto, 1 cucchiaio circa di zucchero e la scorza di limone grattugiata. Mescolare e lasciar cuocere a fuoco medio per 15-20 minuti o fino a quando non si ottiene un composto cremoso
  • Preparare la farcia lavorando la ricotta con 245g di zucchero, 2 uova, 1 tuorlo, 150g di canditi a piacere, la scorza di un'arancia, 1 cucchiaio di acqua ai fiori d'arancio (o a gusto). Una volta amalgamato il tutto aggiungere anche il grano
  • Togliere il fondo della torta dal frigorifero, riempire di farcia. Con gli scampoli di pasta formare delle losanghe e disporle sulla superficie della torta formando dei rombi
  • Infornare a 155°C per 80-90 minuti (preferibilmente con una tazzina di acqua bollente all'interno del forno per mantenere l'umidità)
  • Lasciar raffreddare e se possibile gustare il giorno dopo



4 commenti:

  1. Mmh sembra proprio buona! Com’è la variante senza glutine? So che sostituiscono il grano con del riso... ma le quantità?
    Grazie mille :)

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  2. Non c’è che dire, il tuo articolo fa proprio venire l’acquolina in bocca, e le foto sono molto invitanti!

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