lunedì 6 agosto 2018

Caro secondogenito, ti scrivo

Caro secondo figlio,

sono una mamma di due bimbi, a sua volta figlia unica, che ti scrive. Non ho la presunzione di pensare che quel che scrivo valga per tutti, né tantomeno che questo possa valere anche per il futuro, in quanto la mia piccolina ha solo 5 mesi (nemmeno compiuti).
Però.
Quando dicono che tu sei più viziato, quando dicono che i secondi sono avvantaggiati, quando "eh ma io ti ho fatto la strada, la mamma con te era più buona".
No.
Non cadere in questa terribile trappola secondo figlio.
Non farlo.
Perché mentre il primogenito gode di diari in gravidanza infiniti, book fotografici che nemmeno Naomi Campbell, palpate di panza da parte di tutta la famiglia e continue richieste di aggiornamenti tu passi un po' in secondo piano.
No, non fare quella faccia, non fraintendere. Se prima avevi un'app che ti diceva ad ogni momento del giorno e della notte quale fosse l'evoluzione del feto in gravidanza, con te il tempo dal test di gravidanza al parto vola nel giro di un attimo. La nonna è più interessata a disegnare col grande e il papà alla seconda volta che sente le tue acrobazie preferisce concentrarsi sulla partita. Nelle chiamate vieni comunque prima della mamma, ma dopo "come sta il mio amore?" che, mi spiace dirtelo, per il momento non è riferito a te.
Quando nasci tutti si preoccupano di non far sentire tuo fratello (sorella) escluso, lo si riempie di regali. Anzi, ti dirò di più, temo che fino ai tuoi 2 anni non riuscirai nemmeno ad aprirlo un tuo regalo. Lui, invece, avrà di che divertirsi. Che poi, già che stiamo svuotando il sacco, svuotiamolo del tutto. Se col primo figlio hai ricevuto l'equivalente di 50h di visite in ospedale in 3 giorni e regali da poter aprire un negozio per l'infanzia, con te ringrazia il cielo che siano arrivati i nonni (ok, forse sto un po' esagerando).
Vorrei poterti dire che a casa tutto ruotava attorno a te, ma ahimè sai già che c'era l'altro che occupava il fulcro della giornata.
Che poi, figlia mia, ringrazia il cielo di aver avuto un altro sesso rispetto a tuo fratello, ti sei perlomeno aggiudicata qualche vestitino (rigorosamente riciclato da amiche con figlie femmine perché sai che durano talmente poco che non vale la pena, ma questa è un'altra storia).
Foto.
Oh capitolo foto.
Alzi la mano chi ha fatto un album per tutti i figli delle stesse dimensioni.
Ecco.
Capitolo chiuso.
Non voglio nemmeno entrare nel discorso di come devi seguire la famiglia, adattandoti e adeguandoti ai ritmi della giornata. Di quante volte tuo fratello ti abbia tolto il ciuccio o un gioco solo per il gusto di farlo. Di come vieni "dimenticato" sul divano (o nella culla) mentre dormi beato mentre noi tutti mangiamo allegramente in giardino.
Le premure, le attenzioni, le paure, i dubbi... Svaniti. Ti ho vista afferrare un pezzo di pizza che ti ha passato tuo fratello e succhiarlo come non ci fosse un domani e forse ho capito cosa intendono con auto-svezzamento.
Insomma, quando dicono che sei viziato, perché il primo ti ha spianato la strada, non crederci. Tu hai dovuto semplicemente farti strada, prendere il tuo spazio, farti largo. E sei davvero bravo in questo.
Non fraintendere, l'amore che si prova per te non ha nulla da invidiare a quello per tuo fratello, anzi. Paradossalmente ricorderò molto più volentieri la tua nascita rispetto alla sua, goduta fino all'ultimo secondo. Ogni volta che ti tengo in braccio e ti addormenti vivo quell'istante cosciente che crescerai presto, troppo presto e non ho più così tanta fretta di vederti diventare grande.
Quindi, credimi, anche se forse un po' ti vizieremo.
Te lo sei meritato.

[da leggere in chiave ironica, come sempre :-)]

POLPETTE di ZUCCHINE, PATATE & MOZZARELLA (10-12 pezzi)

1 zucchina
2 patate
2-3 cucchiai di mozzarella
1 uovo
qb pangrattato (per impanare)
qb sale & pepe
qb olio di semi
  • In una ciotola grattugiare la zucchina e le patate precedentemente lessate. Salare e amalgamare fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto
  • Prendere un cucchiaio di composto, aiutandosi con le mani appiattirlo leggermente e inserire al centro un pochino di mozzarella (a discrezione personale), richiudere il tutto e terminare dando la forma
  • Mettere in congelatore per 10-15 minuti
  • Passare le polpette (eventualmente leggermente infarinate) nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Ripetere fino a terminare le polpette
  • In una pentola scaldare l'olio, aggiungere le polpette e cuocere a fiamma media per 3-4 minuti per lato o fino a quando non risulteranno dorate. Gustare calde




NOTE:
Il fatto di congelarle aiuta ad impanarle più facilmente in quanto risulteranno più solide. È un passaggio che può essere sostituito dal frigorifero (o da un po' più di pazienza :-)


1 commenti:

  1. Ah, quanto è vero. E io che credevo che sarei riuscita a evitarlo... Niente. Piccolo Che ha dovuto farsi strada da solo (me ne sono resa conto il giorno che li ho brontolati perché litigavano e lui mi ha risposto: "Mamma, dovrò pure difendermi anch'io, no?"), ma ha avuto (e ne sono certa, nonostante ora litighino per ogni piccolezza, ma è un periodo, crediamoci) l'amore incondizionato della sorella maggiore, che l'ha preso in braccio per prima quando è nato, l'ha coccolato e gli ha cantato ninne nanne quando strillava come un ossesso, l'ha vestito e conciato come non si dice ogni volta che giocava a bambole. Ora litigano, battibeccano per ogni cosa, ma quando dormono insieme lo fanno abbracciati, e senza di lei per lui non è possibile vivere. Spero continui così. <3

    Le frittelle: ne ho imparato da una vicina armena una versione ancora più semplice, tutto grattugiato a crudo, con aggiunta di un pochino di farina e senza impanatura: vengono una meraviglia e le mangia anche il marito allergico alle verdure in genere. Ma la tua versione ispira, la proverò sicuro!

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