giovedì 2 maggio 2013

Appuntamento settimanale


Dai 7 ai 18 anni ogni settimana, rigorosamente il martedì, c'era l'appuntamento per pranzo con i nonni.
Tutte le settimane lo stesso menu. Scelto da me e cambiato negli anni solo in rare occasioni e sempre per le stesse varianti: patate e formaggio o risotto al pomodoro.
Alle 12.00 in punto mi presentavo sull'uscio e salutando velocemente il nonno attaccato al televisore intento ad osservare indici bancari sempre in ribasso mi fiondavo in cucina dove mi aspettava l'assalto alle patate. Il pranzo dei sogni era semplice: scaloppina impanata e patate arrosto. A volte c'era della verdura o qualche foglia di insalata, in primavera delle fragole come dessert. Ma tutto era secondario. Il piacere più grande era quello di rubare le patate dalla padella, fare arrabbiare la nonna che, ormai, aveva perso le speranze. Ma dico, avete mai provato a rubare delle patate dalla padella? Hanno tutto un altro sapore! 
Il pranzo era un'occasione per stare insieme, per passare un'ora a sentire battibecchi perché mangiavo troppo in fretta, perché la nonna rispondeva al telefono a "quelli che non sanno che alle 12.30 si mangia"e stava con loro troppo a lungo.
Poi il tempo passa, vai all'università, la nonna nemmeno si ricorda più come si fanno quelle patate arrosto tanto buone e tu, ormai celiaca, te la sogni la scaloppina impanata. Un po' per il ricordo troppo bello del momento, un po' per l'ansia del pan grattato senza glutine, un po' per il quantitativo di burro (esagerato) che la nonna utilizzava e che tu, diciamocelo, non saresti in grado di affrontare.
Fino a quando ansia da prestazione e golosità non giungano ad un pareggio e ti lanci nel piatto dei bambini per eccellenza ricordandoti, purtroppo soltanto alla fine, il vero cult dei pranzi. Con le uova ed il pan grattato avanzato la nonna faceva un miscuglio che poi cuoceva (in abbondante burro) dopo le scaloppine impanate. Era una sorta di pancake morbidissimo che spodestava sia scaloppina che patate e, onestamente, non so come ho potuto dimenticarlo per tanti anni.


SCALOPPINA IMPANATA (2 persone)

2 fese di vitello
2 uova
q.b. pan grattato
q.b. sale
q.b. burro (mia nonna 250g)
  • Far tagliare la fesa di vitello relativamente (non troppo bassa) dal proprio macellaio e batterla con un batticarne. Sbattere le uova con una forchetta e metterle in un piatto grande o in una pirofila. Preparare il pan grattato in un piatto e impanare le fettine (precedentemente leggermente salate) facendole passare dapprima nelle uova e poi nel pane

  • In una padella antiaderente far sciogliere del burro, quando inizia a cantare (sfrigolare) aggiungere le scaloppine e lasciar cuocere a fuoco medio aggiungendo di tanto in tanto del burro per fare in modo che non attacchino e che siano BELLE DIETETICHE (ammetto di non essere riuscita ad usare più di 30-40g). Salare

  • Servire e gustare, nel mio caso patatine fritte al forno (O.o) e maionese fatta in casa





NOTA:
Se mia nonna avesse visto la sua scaloppina servita con delle temibili patatine fritte al forno mi avrebbe indubbiamente rinnegata come nipote. 
Le foto sono quel che sono, non era mia intenzione proporre questo piatto qui ma, una volta rimembrato il meraviglioso pancake ho dovuto condividerlo. Perdonate quindi la qualità.
Volendo la fesa di vitello si può prima infarinare e poi passare nell'uovo e nel pangrattato, per me risulta un po' troppo pesante e preferisco quindi evitare questo passaggio.

10 commenti:

  1. Che belli i pranzi con la nonna...io ho la grandissima fortuna di poterli fare ancora adesso...il menu è indifferente (lei cucina bene qualsiasi cosa), ma l'importante è che ci siano le carote, solo lei sa farle così buone!!!
    Un bacio cara "Elvira", e spero a presto!!!

    PS: le tue scaloppine sembrano ottime, anche con 210 grammi di burro in meno ;-)

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    1. Che bello! :-)
      Anche mia nonna era brava in tutto ma il mio desiderio era sempre lo stesso: troppo libidinosa!!
      A presto :-))

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  2. Il sito non si legge!!!
    Ciao, Maria

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  3. Che ricordi mi hai scatenato... la casa della nonna, l'odore immancabile di patatine e coniglio ripieno, la pasta al sugo, io seduta sullo sgabello, il bollitore sulla stufa... sono passati 20 anni ahimè ma ho ancora tutto vivido in testa :) Per una volta si può pure usare il burro, il fine giustifica i mezzi :)

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    1. ihih vero?? Che meraviglia!! Certi sapori, certe emozioni, certe leccornie non si scordano mai!
      Baci

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  4. Ciao, il tuo blog mi piace veramente tanto, tanto ..... Tanto che sono diventata tua follower... Se ti va di passare da me sei la benvenuta... :)

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  5. aah un pranzo molto apprezzato ;)
    AU

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