lunedì 3 febbraio 2014

Badante improvvisata

Una settimana difficile.
Non parlo di lavoro, problematiche personali, dieta o allenamenti sportivi.
Oh no.
Parlo del mio progresso come badante.
Mia mamma e mia zia (sua cognata) hanno deciso di partire per una settimana di vacanza mollando me, mio papà e suocera/mamma a casa.
Fin qui nessun problema.
Non fosse che la nonna in questione subisce un po' i viaggi altrui essendo una tipa, diciamo, gelosuccia.
Per questa ragione mia mamma é stata assalita da un'influenza atipica e terribile che l'ha costretta al letto per una settimana mentre mia zia é andata dal suo primogenito (più che 30enne) per aiutarlo con il trasloco.
Insomma, non fa una piega.
Questo ha significato che mentre loro erano in una zona relax, tra un massaggio ayurvedico e un idromassaggio io decantavo le lodi della prima, malata e della seconda, sposta scatole.
Una gioia.
Non fraintendetemi, le nonne sono il bene più prezioso, ma le nonne con un principio di demenza senile, che non ricordano per niente la tua chiamata di un'ora prima e quindi ti parlano come se non ti sentissero da due mesi, ecco, sono un po' complicate.
In tutto questo mio papà non ha dato molti problemi, grande lavoratore si alza presto la mattina e rientra tardi la sera tra una cena di lavoro e l'altra.
Poi però.
Arriva il weekend.
Sabato pomeriggio, stremata dalla settimana e con ancora un corso sulle mie spalle, vado a casa per fare un saluto veloce. Trovo una sorta di orso in letargo spalmato sul divano, che per carità, l'avrei fatto anche io. Chiedo se ha mangiato, se ha bisogno di qualcosa, vista la sua predisposizione inesistente ai fornelli e ai microonde.
"Uno yoghurt e un dolcetto".
Lo fisso.
Mi fissa.
Non che fosse sul procinto di morire di fame, ma il senso da crocerossina mista a dovere famigliare mi ha imposto di proporre un "vado a comprarti qualcosa"?
Ha iniziato così a farmi un elenco di cose che desiderava spedendomi ai 4 angoli del mondo ad acquistare quello e quell'altro trovando poi da ridire su tutto quando sono rientrata.
"Il pane ce l'avevo! Il gelato non é giusto, volevo la super bomba (?????). Carote ce n'erano ancora tante.."
Insomma, cara Amelia, ma quando torni??

QUICHE AI PORRI
1 confezione di pasta per crostate (salata)
2-3 porri di media grandezza
3 uova
2.5-3dl panna
1.5-2dl latte
QB sale & pepe
  • Aprire la confezione di pasta, metterla in una pirofila con i bordi o direttamente sulla teglia da forno se avete preso la confezione grande. Bucherellare tutta la superficie con la forchetta. Lavare i porri, togliere la parte più esterna, dividerli in due per la lunghezza e tagliarli a mezze rondelle. Disporle sulla pasta
  • In una ciotola unire le uova con la panna, il latte, sale e pepe. Il composto deve essere relativamente salato, perché né i porri, né la pasta lo sono. Versare il composto sui porri e infornare a 180°C per 45 minuti circa. Se vedete che diventa troppo scuro abbassare la temperatura dopo 30 minuti






NOTE:
Al posto della panna utilizzare la ricotta per una versione più leggera (e un risultato meno libidinoso, ovviamente -.-). Aggiungere a piacere del parmigiano grattugiato oppure dei dadini di pancetta. Si può utilizzare anche una pasta per crostate rustica o integrale.


Eventualmente con gli scarti fare delle formine per ottenere una torta alla "Biancaneve" :-)
La ricetta é davvero semplice ma é davvero ottima come aperitivo o come cena leggera... Si fa per dire!

3 commenti:

  1. Ahahahah compito ingrato, ne so qualcosa! Forza e coraggio fra capricci e smemorati sei messa bene!
    La quiche almeno è piaciuta? Io l'avrei divorata!!!

    RispondiElimina
  2. Da tanto tempo ormai curo la mia amata nonna che per me è come una mamma.. e anche la zietta anziana che è con lei, che ha un principio di alzheimer ed è veramente difficile da gestire. Se conti che non sono mai andate d'accordo e la zietta che sta benone fisicamente cerca di inventarsi di tutto per avere qualcosa come la nonna.. posso capire. A volte si impazzisce. Ma certe altre questo mi mette una sorta di malinconia, di tristezza e di tenerezza. Forse è perchè non sto bene nemmeno io, non so. Spero che tutto possa presto passare per te, carissima! Coraggio! :) E questa quiche è meravigliosa!!

    RispondiElimina
  3. Mi fa ridere l'idea che sia sia costretti anche da adulti ad inventare delle balle per starsene in pace: non si smette mai di essere figli...spero di diventare una madre tale da non costringere i miei a doversi inventare una scusa per poter partire...e alla fine tutto ricade su di te! Salutami il papà in letargo con la bomba di gelato!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...