martedì 21 agosto 2012

In carrozza, si parte!


Questa vicenda merita di essere raccontata seppur in ritardo



Eravamo sulla transiberiana da ormai 12ore in direzione Pechino quando il treno si ferma per i soliti controlli doganali tra una nazione e l'altra. Il controllo in questione si basa su un poliziotto mongolo (forse era meglio dire di origine mongola) che sale sul treno, prende i tuoi documenti e sparisce per due ore mentre tu sei barricato sul treno senza possibilità di lasciare la tua cuccetta, men che meno il vagone. Nell'attesa ti perdi a guardare quel che succede nella stazione dove un via vai di persone disfa pacchi enormi, osserva noi Europei da circo oppure mangia, mangia e mangia ancora (sport nazionale).
Gioco: trova quante termos di zuppe varie sono nascoste in questa foto.

Finiti i controlli per la Mongolia si procede col treno per qualche chilometro prima di fermarsi, un'altra volta, al confine cinese dove vengono verificati i passaporti e la validità del visto. A differenza del poliziotto mongolo, quello cinese sale e con aria di chi é pronto ad ucciderti se provi soltanto a sorridere ti incita a fare tutto quello che vuole lui. Si tratta solo di un passaporto e una mini dichiarazione fiscale, ma in quel momento ti sembra tanto. Come poche ore prima il poliziotto sparisce con i passaporti e noi restiamo in attesa. La notte é ormai calata e fuori non si possono più osservare i passanti. Si sentono però dei rumori e il treno si mette in marcia. Dove andiamo? In quel preciso istante, nel buio, stanca e senza nemmeno aver mangiato mi sento impotente come mai sono stata nella vita. Il fatto di non sapere dove ti sta portando il treno, senza poter parlare con nessuno, in piena notte, sentendo rumori forti ti mette un minimo di ansia. Passano i minuti e il treno non si ferma, fuori non si vede niente, é buio. Io guardo Lui, Lui guarda me. La cuccetta é chiusa, siamo solo noi e nessuno dei due ha il coraggio per aprire la porta.
Finisce che ci ritroviamo in un hangar illuminato, un magazzino enorme dove, pensate, possono stare non uno, ma due treni. Fuori dal finestrino noto una miriade di ometti cinesi muniti di chiavi inglesi e caschetti gialli che chiacchierano amabilmente. Improvvisamente il controllore del nostro vagone apre la porta e ci da' il permesso almeno di guardare fuori.
Siamo senza parole.
Forti rumori e terribili scossoni ci rendono difficile il semplice atto di stare in piedi, il treno sembra giocare agli autoscontri con se stesso e soltanto dopo capiamo quel che succede.
Anni fa la Russia per questioni strategiche aveva deciso di non adottare lo scartamento standard dei binari (1435mm) bensì quello che oggi viene conosciuto come quello russo o largo (1520mm). Questo scartamento (presente nelle nazioni di espansione russa e nei paesi dell'ex Unione Sovietica) é applicato quindi anche in Mongolia. Ragione per la quale la transiberiana una volta lasciata la Mongolia deve fermarsi 4h al confine cinese più che per le questioni burocratiche, per il cambio carrello.
Succede che il treno viene diviso in singoli vagoni e per farlo ogni carrozza viene sballottata avanti e indietro. A questo punto le formichine cinesi col caschetto giallo si avvicinano al treno per accertarsi che tutti i ganci siano stati tolti, compresi quelli che legano il carrello delle ruote, e per azionare il sollevatore. Due manone metalliche si infilano sotto la pancia del vagone che viene sollevato a 2m di altezza circa. Nel frattempo le ruote sovietiche vengono spedite vie manualmente mentre quelle cinesi, quindi più strette, prendono posto sotto il vagone. Dopo averle posizionate con cura il treno viene riposizionato su questi carrelli e quindi collegato con ganci ai carrelli.
Finito questo si ricomincia con il pim pum pam per riagganciare i vari vagoni e riformare il treno.
Non é assurdo?
Se vi state chiedendo dove sono finiti i passaporti, vi posso dire che un agente cinese si é presentato nella nostra cuccetta con tanto di passaporti e ridarella. Ha cercato in tutti i modi di pronunciare i nostri nomi ma rideva troppo... Forse lo preferivamo cattivo.
Se invece vi stavate chiedendo se Lui indossa sempre e soltanto una felpa verde la risposta é SI.




 

10 commenti:

  1. Cugina io amo di te la tua capacità di trasformare ogni rottura di palle in una storia divertente :D

    RispondiElimina
  2. E' veramente incredibile O.O
    Ma anche la foto della congrega mongola alle prese con la pausa pranzo sembra uscita da un film satirico!

    RispondiElimina
  3. mizz....! veramente incredibile il tuo racconto, e molto spassoso! L'ho fatto leggere anche in famiglia, perch<è certe cse che a dirle sembrano incredibili bisogna proprio vederle :) Grazie!
    buona continuazione :))

    RispondiElimina
  4. Beh, una faccenda comoda e agevole, non c'è che dire. Assurdo...ma troppo divertente sentirtelo raccontare, non me ne volere ma il tuo viaggio senza le varie sventure sarebbe stato meno divertente... per noi! :)
    Grande grandissima cronista!

    RispondiElimina
  5. ahah amo i vostri aneddoti! e grazie per le foto che rendono ancora di piu l'idea! :)
    miss u
    I

    RispondiElimina
  6. Amelia fattucchiera21 agosto 2012 21:05

    Non oso più leggere blog senza dose di valium accanto. Almeno del passaggio mongolia-Cina ero informata...Non ho avuto scossoni allo stomaco... E mancano più di due mesi, tornerà o non tornerà la bimbetta di papa' e di mamma' , con fido scudiero con felpa color rana? Affaire a suivre...

    RispondiElimina
  7. Leggere le tue avventure è divertente, ma non ti nascondo che mettendomi nei tuoi panni...mi viene un "filino" di ansia!
    Praticissimo il sistema dei treni!
    Non sarà stato un treno "mongolo", ma ho fatto un viaggio Genova-Milano, senza aria condizionata in un treno stipato fino all'inverosimile con temperature da fornetto. Quando sono scesa c'erano 33 gradi ed ho esclamato "Che fresco!" ahahahahah!
    Mia figlia rimarrà un anno a Genova alla pasticceria dello stage. Ora è impegnata per gli esami di fine corso che si terranno la settimana prossima.

    p.s. La felpa verde forse è scaramantica, verde come la speranza!
    Buon proseguimento dell'avventura ;-)

    RispondiElimina
  8. Mai sentita una storia simile.....assolutamente straordinaria.
    Data la mia naturale propensione al romanzo io mi sarei agitata di brutto!!!
    Ma quant'è incredibile il mondo:))

    RispondiElimina
  9. Quindi voi eravate ciondolanti a 2 metri da terra dentro il vagone in attesa di riessere "arruotati"? Senti, questo è troppo mitico. MA queste cose non te le dice nessuno, neanche le guide! Tu devi scriverci un libro!
    Tutto sto tempo prigionieri della propria cuccetta, a me sarebbe spuntato il muschio da sotto le ascelle e poi, senza mangiare sarei mutata in una licantropa assatanata. Quelli sono pazzi completamente!
    Proseguo con la lettura a ritroso.
    Fantastica, Pat

    RispondiElimina
  10. Racconti incredibili!!! ma non si rendono conto del tempo che perdono dovendo fare tutto questo tramestìo per ogni treno che passa?? Bah contenti loro! la cosa assurda è che non potevate scendere durante quelle infinite ore per i controlli! Ma un pugno nei denti al cinese lunatico? Ora incavolato ora con la ridarella!!! pazzesco! Siete grandi davvero e molto molto coraggiosi...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...