giovedì 13 agosto 2015

Il Principe Azzurro

Partiamo dal presupposto che sono fortunata, che mio marito é (per la maggior parte del tempo) un santo. Uno di quelli che dopo le cene a casa (spesso) si alza e sparecchia, passa lo straccio se ce n'é bisogno e butta via la spazzatura 9 volte su 10.
Insomma, da lamentarmi ho ben poco.
Però, su alcune cose, davvero non ce la può fare.

1. La tazzina del caffè
Ora, penso che sia convinto che in casa ci sia una fatina della tazzina che magicamente con la forza del pensiero le teletrasporta dal tavolo di cucina alla lavastoviglie. Già, perché Lui non é che le lascia in giro per casa, ah no, é gentile ed educato. Le porta fino in cucina, ma mai, ripeto mai, riesce a trasportarle fino alla lavastoviglie. Il perché mi é ancora sconosciuto

2. La bustina del tè
La mattina inizia presto, alle 5.45 suona la sveglia e da qualche anno a questa parte ha preso l'abitudine di bersi una bella tisana prima di andare a dormire. Di male nulla dato che spesso e volentieri se la prepara da solo. L'inconveniente? Ogni mattina nel lavandino ritrovo il cadavere della bustina che mi aspetta, quasi sia un buongiorno. Ora, ma se il lavandino sta proprio sopra la spazzatura perché non fare anche quel minimo sforzo?

3. Armadi e armadietti
Ho valutato di mandarlo in barca un periodo, dove ogni armadietto ha una chiusura tripla per evitare che, alla prima onda, il servizio di piatti si sfracelli al suolo. Ma temo che anche con questo non riuscirei a guarirlo. Posso dire esattamente se ha rubato un biscotto, preso un bicchiere d'acqua o preparato la cena. Esatto, ogni cassetto, armadio o armadietto che ha visitato rimane aperto. Poco importa se si tratta della cucina, dell'armadio di casa o del bagno

4. "Abbiamo fatto"
Mai come quando abbiamo gente a cena il senso di famiglia viene fuori. Che per carità, il "noi" esiste durante tutto l'anno, ma quando c'é da spiegare cosa si mangia allora il mio cicerone di fiducia da' il meglio di sé. "Stasera abbiamo preparato", "Abbiamo pensato di", "Noi vi proponiamo". Ecco, in questi casi il noi é suddiviso in: io cucino, tu parli. Ci può stare, effettivamente

5. Nascondino
Ora, sempre incredibile, eppure é così. Puoi stare certo che la bustina del tè rimarrà nel lavandino e che l'armadietto non sarà mai perfettamente chiuso ma, e ripeto MA, se per caso, c'é qualcosa da rubare, allora il mio Arsenio Lupin, improvvisamente, diventa il principe azzurro a tutti gli effetti. "Ma quella tavoletta di cioccolato che c'era, dov'é finita?", se per il resto sarei in grado di tracciare i movimenti del consorte, su cioccolato e patatine chips non ho chance. Incredibilmente le cartacce vengono gettate ancor prima di riuscire a finire le cibarie e in men che non si dica, nelle domeniche più temibili, ci si ritrova senza calorie facili ma con un sorriso da birbante che solo sui migliori bambini

Ma che ve lo dico, saranno gli occhi a forma di cuore, sarà che "averne" di difetti così, sarà che siamo sposati da qualche mese, sarà che poi ti fa una battuta e tu non riesci a fare a meno di ridere, ma io un Principe Azzurro migliore non avrei potuto trovarlo, armadi, cioccolato e bustine comprese.


PAIN FOUGASSE (6 pezzi)

500g farina bianca forte
10g lievito fresco
1 pizzico di zucchero
350g acqua tiepida
10-12g sale
qb farina di semola o di mais
  • In una ciotola (o nell'impastatrice) lavorare la farina con il lievito sbriciolato, lo zucchero, l'acqua e il sale fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Coprire con un sacchetto e lasciar lievitare per 1h o fino al raddoppiamento di volume
  • Preriscaldare il forno al massimo della temperatura lasciando all'interno una teglia che fungerà da pietra refrattaria
  • Trasferire l'impasto con l'aiuto di una spatola sul piano di lavoro abbondantemente infarinato con la semola facendo attenzione che la massa perda meno aria possibile, quindi evitare di sgonfiarlo. Una volta assestato dividerlo, sempre con l'aiuto della spatola, a metà (ricavando quindi 2 rettangoli) e da ogni metà ricavare 3 rettangolini più o meno uguali. Incidere nei 6 rettangoli dei tagli con l'aiuto della spatola o un coltello per il formaggio, fare dei tagli netti e decisi così da evitare che si chiudano in cottura. Attenzione a non avvicinarsi troppo ai bordi
  • Trasferire le fougasse su una spatola precedentemente infarinata e aprire bene i fori prima di infornarla sulla teglia rovente per 10-12 minuti a 230°C, o fino a quando risulterà dorato
  • Far raffreddare su una griglia





NOTE:
Per ottenere un risultato più rustico, spolverizzare con delle farina di semola anche la superficie della fougasse prima di infornare. Aggiungere rosmarino tritato, timo o olive denocciolate nell'impasto iniziale per ottenere dei pani più saporiti.
Ricetta ispirata al libro PANE di Richard Bertinet.

1 commenti:

  1. ahahahahah Uomini!
    Il mio, 56 anni suonati, ha problemi con il bucato...lascia i calzini sopra il cestino della biancheria da 34 anni (perché sopra? dico io! basterebbe alzare il coperchio!)
    Nella lavanderia ho due ceste, una per i bianchi e una per i colorati, dove si mette la maglietta colorata? Ovviamente nella cesta dei bianchi!
    Con il tuo condivide il parlare al plurale, ma ho visto che i mariti delle mie amiche fanno lo stesso, però ad onor del vero il plurale vale anche per: Abbiamo verniciato le tapparelle o altro fai da te che fa lui da solo, quindi lascio passare: abbiamo preparato la pizza o abbiamo preparato l'itinerario di viaggio! :)))))

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