sabato 4 febbraio 2017

Neonati e vacanze

C'é chi ti dice che viaggiare con un neonato é pura follia, anzi, egoismo. I bambini piccoli devono restare nel loro habitat famigliare, dormire nel loro lettino/one (sempre) e vivere nella routine.
Chi invece ti dirà che meglio fare certe cose quando ancora non si muovono, non camminano, non corrono, non scappano. "Se non lo fai ora, non lo farai più".
E così, ascoltando il versante B abbiamo deciso di partire, ma quello che non sapevamo era che:

1. Valigia
Sono una di quelle "la valigia all'ultimo", solitamente me la cavo con poche cose. Non ho bisogno della décolleté color pesca che sta d'incanto con quel tubino nuovo Armani e la giacchina di non so chi. No. Ma quando hai un bimbo di 3 mesi, stai partendo per il primo viaggio e la meta é al caldo (e tu hai vissuto solo freddo per il momento) questo risulta leggermente più complicato e ti ritrovi qualche giorno prima ad abbozzare una valigia. Ti ritroverai con una quantità spropositata di bodini, vestitini, pigiamini, pulloverini, magliettine e pezzine. Che ve lo dico a fare, basta che finisca in -ino. Il peggio però deve ancora venire...

2. Il bagaglio a mano
Già, perché fino a ieri conteneva il tuo MacPro, la trousse dei trucchi, il cellulare e delle riviste di cucina. Ora la tua borsa ha fatto spazio ad uno zainetto, molto più pratico da trasportare. All'interno avrai pannolini in grado di fornire una nazione intera, vestiti di ricambio, biberon, latti in polvere (nel caso non si potesse allattare), giochini (che non ti credere, a 3-4 mesi si "annoiano" già), creme e cremine e pezzine. Ah, le pezzine. Come se piovesse.
Ma da qui, nasce un altro dubbio

3. Cosa si può portare?
Lo ammetto, ho chiamato la compagnia aerea per chiedere delucidazioni. "Mi scusi, ma il passeggino lo spedite con i bagagli o lo trovo fuori dall'aereo?" "Ah, i due pezzi si devono per forza imbarcare?" "Ma il mio può diventare anche pezzo unico" "Invece il latte in polvere? Lo posso portare? Porzionato? Aperto?" "Ma la thermos di acqua calda?" "E la bottiglietta di acqua fredda?". Insomma, prendetemi per scema ma da neofita dell'aereo e privata di una fornitura mammaria (beate voi!) qualche accorgimento in più ci deve essere. Detto questo, se ve lo state chiedendo e non voleste fare figure come la sottoscritta sappiate che sì, potete portare tutto "it's for the baby" diventa la chiave per ogni porta

4. La meta
Ora, va bene essere amanti dei viaggi, ma personalmente credo che una piccola valutazione di meta vada fatta. Che per carità, 2 settimane in Australia con tanto di volo di 24h più fuso orario da capogiro? Giro backpack per l'Asia da un ostello all'altro? Settimana mistica sull'Himalaya senza viveri? Perfetto, ma magari senza un neonato. Almeno, per quel che mi riguarda. Vero, ho fatto fare a Leo un viaggio interminabile con tanto di 2 scali e quindi dovrei stare zitta, ma almeno ho scelto un posto sicuro e sul fuso ho giocato facile: -4h.

5. Fuso orario
Mi preoccupava, lo ammetto. Ero riuscita a regolarizzare Leo, conoscevo i suoi ritmi. Vero, 4 ore sono poche ma abbastanza per scombussolare i ritmi. Così ho deciso di giocare d'anticipo. Dovendo andare indietro ho iniziato qualche giorno prima della partenza a spostare i pasti di una mezz'ora, facendolo mangiare sempre un po' più tardi (12-12.30-13). Appena arrivata in loco ho cercato di prendere subito il ritmo con il nuovo orario e, incredibilmente, ha funzionato. Subito. Forse é vero quello che mi dicevano "i neonati non subiscono il jetlag". Certo, peccato che alle 4 di mattina fossimo tutti in piedi a cantare ninnenanne ;-) [ma poi é passato, giuro]

6. I nonni
No, nemmeno io credevo fosse possibile. Eppure, quando ho visto mio papà, fedele anarchico tecnologico con un Nokia3210 (o poco meglio), nessun account mail e la convinzione che Apple sia soltanto la traduzione di mela in inglese, mandare mia mamma a comprargli una "tavoletta" ho capito che la situazione era grave.
Già, perché passino le ore di volo, il fuso orario, la meta, i vestiti, il latte e chi più ne ha più ne metta, ma privare i nonni di un nipotino é come dire ad un bambino di 3 anni che Babbo Natale si é dimenticato di portargli i regali. Traumatico.
Così passerai mezza vacanza a spedire foto, chiamare in facetime, fare video e raccontare di ogni progresso. Improvvisamente i tuoi genitori si trasformeranno in agende personale ricordandoti che "per fortuna tra una settimana tornate!". Grazie mille

7. Il rientro
Vorremo mica dimenticarci del momento chiave, no? Non sto parlando del riprendersi dal fuso o dalla depressione di vedere tanto brutto tempo e freddo dopo settimane di caldo. No. Sto parlando della montagna di vestiti da lavare, questa volta non solo i tuoi e i suoi, ma anche quella pila di cosine bianche, azzurre e blu che, neanche a dirlo, la fanno da padrone in lavanderia!


Che dire, personalmente credo che per viaggiare con un neonato ci voglia solo tanta, tantissima, organizzazione e un carattere portato al "no-panic". Poco importa se il viaggio sia alle Maldive, in Africa o a Ligornetto, l'importante é godersi quel momento di famiglia al 100%. Perché si sa, certe cose non tornano più.

10 commenti:

  1. Ma mettere gli accenti correttamente pare brutto? "è" NON "é". Mamma mia...

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    1. Ti ringrazio per la correzione, effettivamente nella foga della scrittura mi sfugge. Fortuna almeno le H le metto ;-)

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    2. Scusa metto anonimo perché non trovo il mio profilo... secondo me ognuno arriva dove può, io ho amiche con tanti figli che viaggiano senza fatica io invece mi angoscio solo all'idea, prima con uno poi ora con tre! Insomma per me vale la regola: ognuno fa come sente �� Quindi bravi a voi che seguite il vostro cuore! Ps e chissenè degli accenti sbagliati sarà il correttore!! Luisa

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  2. Sono sempre stata una da"no,no finché è piccolo niente viaggi lunghi"...E invece già fatti più di uno e lui ha 2 anni! Ormai è un veterano😜!! Bravi, è solo organizzazione e un po' di coraggio! Buone vacanze

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  3. Brava viaggiatrice con cucciolo e marito appresso!!! La gioia traspare dal tuo scritto! Continua a viaggiare, a vivere la tua/vostra meravigliosa e fortunata vita e a pubblicare...
    Alla faccia della signora Stefi che, purtroppo e temo per invidia, sa soltanto mettere gli accenti sulle "e" e i puntini sulle "i". Mamma mia!...

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  4. Sei stata brava...noi abbiamo optato x voli di max 2h senza fuso fino all anno scorso siamo partiti x la florida cin inmostri di quasi 3 e 4 anni!
    Io sono quella che la vakigia la fa una settimana prima e ha la sindrome di mary poppins...no comment!

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  5. Grande Ele!! Io non credo potrei sopravvivere :)) comunque i tuoi racconti sono sempre fantastici!
    Saluti dall'Australia
    P.s ma veramente c'è chi scrive commenti sugli accenti?? Ma la gente ha tutto questo buon tempo?? Caspita ditemi dove andate a prenderlo perchè io non l'ho mai avuto!! Forse lo vendono all'ALDI... devo dare un occhiata
    Un abbraccio Lisa

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  6. Che grandi che siete....anche senza gli accenti riuscite a farm sempre sorridere!

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  7. Premetto che non sono la "stefy" del primo commento - inopportuno - sugli accenti.
    Detto questo, io vi ammiro per l'intraprendenza!!
    Io con il primo figlio non ce l'avrei mai fatta a fare una vacanza così presto! Ero troppo ansiosa!! Mio figlio era tranquillissimo dunque si sarebbe anche adattato ma io no!
    Con il secondo figlio invece abbiamo affrontato il primo viaggio in aereo quando aveva 4 mesi! Ok, era solo 1.40 h. di volo e niente fuso orario ma ero molto più tranquilla!
    Tra l'altro in quell'occasione ho scoperto che in alcuni aeroporti vi sono delle stanze predisposte per l'allattamento!
    Trovo che ognuno debba fare quello che si sente affinché la vacanza non diventi fonte di stress ma sia una bella esperienza!

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  8. Brava! Hai fatto bene, come ho letto in alcuni commenti precedenti, ognuno deve fare quello che si sente di fare. Io non l'avrei mai fatto... troppo apprensiva.
    Comunque, ora che ti sei "riposata" torni in cucina al Farfallaio??
    Un abbraccio e a presto.

    PS: io non ho trovato inopportuno l'intervento sugli accenti.
    Trovo che con educazione (come è stato fatto) ognuno possa dire la sua e trovo altrettanto carino che la risposta, sempre sullo stesso stile, sia arrivata puntuale e abbia chiuso lì l'argomento.
    L'ho riaperto perché mi è venuto da sorridere; io pronuncio, l'ho imparato da mia madre, "perché" e non "perchè". Da sempre sono spunto per essere presa in giro. Ma mi va bene così.
    Silvia

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