Prime considerazioni da Mamma BIS

Prime considerazioni da Mamma BIS

Vita da Mamma

Molte mamme mi avevano raccontato di come, incinte del secondo figlio, si chiedessero come sarebbe stato possibile amarlo come amavano il primo. Un dubbio atroce che, a volte, aveva rovinato persino qualche giornata durante la gravidanza.
Io, questo problema, non me lo sono mai posto. Per me era evidente che l'avrei amata.
Punto.
Così come avevo fatto con il primo.
Non avevo fatto però il conto con una cosa che forse è successa ad altre neo-mamme, o meglio, ci avevo pensato ma avevo sottovalutato.
Per me non è stato amore a prima vista. L'avevo già vissuta con Leo, sentendomi un po' strana, un po' incapace forse, perché tutti mi dicevano "vedrai, è viscerale".
Ecco, ho detto già troppe volte "mi dicevano tutti".
Ognuno è diverso, il che significa che nessuno è giusto o sbagliato. Io ho dovuto conoscere Leo per potermene innamorare follemente. Ho avuto bisogno di qualche giorno per digerire, capire, studiare. Ci ho messo qualche mese per capire che mi stava completamente conquistando.
Oggi?
Oggi lo amo. Ma non poco. Lo amo più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Visceralmente.
Ed è qui che casca l'asino.
Perché malgrado il parto sia stato ancora più intenso di quello avuto con Leo, malgrado l'emozione di vederla sia stata enorme, malgrado sapessi che sarebbe stato amore graduale, non ero pronta ad un cuore diversificato.
Ho pensato a Leo. Solo a lui. Ho pensato a fare veloce, ad assicurarmi di poterlo vedere. Ho sperato che facesse una nanna corta per farmelo portare qui. Dove ero già pronta ad accoglierlo, fuori dal letto malgrado qualche dolore, vestita come se fossi stata a casa.
L'ho visto arrivare dalla finestra, mi sono precipitata fuori dalla porta. A stento ho tenuto le lacrime quando mi è corso incontro, così traballino e terribilmente tenero con il suo coniglio azzurro penzolante in una mano, i capelli spettinati e un ciuccio troppo piccolo (santi papà).
L'ho sentito con i suoi 12kg appendersi al mio collo, stringermi. L'ho sentito improvvisamente così grande e così piccolo e indifeso allo stesso tempo.
L'ho portato a conoscere la sorellina (della quale, per la cronaca, non gliene fregava assolutamente nulla) e mentre li guardavo assieme ho avuto un tuffo al cuore.
No, non per l'amore enorme, ma perché palesemente nel mio cuore amavo Leo e iniziavo a conoscere Luce Rita.
Nel mio cuore, mi sentivo di parte.
E per la prima volta mi sono chiesta se sarei stata in grado di amarli entrambi.
La risposta è sì, senza dubbi. Perché già solo dopo due giorni quella "piccoletta" (vi ricordo che stiamo parlando di 4kg di ciccia adorabile) sta conquistando il suo spazio, con quelle manine raggrinzite, quei tre peli in testa e quelle guanciotte da criceto. Dopo soli due giorni non potrei svegliarmi senza avere una culletta accanto o quei rantolini tipici dei bambini appena nati. Senza contare l'immagine di Leo che le dona il suo coniglio tutto orgoglioso (per poi riprenderselo subito, eh, mica scherziamo qui).
Perché non potrei più immaginare la mia vita se non a 4 (anzi, a 5) e l'amore cresce, esponenzialmente.
Così veloce da togliere il fiato.

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