mercoledì 12 aprile 2017

Senza tante parole, ma con in mano una Pasqualina ;-)
La ricetta sull'app!
... la prossima volta sarò più loquace, promesso.

domenica 2 aprile 2017

Papà vs Mamme

Non che sia una battaglia, per carità, ma da quando sono mamma ho potuto notare differenze sostanziali tra mamma e papà.

1) Il cambio pannolino
Sarà che noi mamme lo facciamo quelle 6-8(mila) volte al giorno, che a furia di vedere pannolini sporchi, vestiti sporchi, fasciatoi sporchi, magliette sporche (continuo?) il tempo che dedichiamo al cambio é degno dei 100m di Bolt. ,Qualche "gaga" ce lo concediamo anche noi ma mai quanto i papà. Almeno, non in questa casa.
"Amore vai tu a cambiare Leo?" significa che, se mi va bene, nel giro di mezz'ora, due sonori *Eleeeee!*, un cambio totale perché il pupo - nudo - alla terza pernacchia sulla pancia ha fatto pipì su tutto (marito compreso) li vedo rispuntare. Se mi va bene, ho detto

2) Mise en place
Sarà che siamo donne, che il multitasking ci viene facile (a volte), che siamo state impostate per diventare madri. Sarà. Ma noi ci dobbiamo occupare di tutto. Per fare un bagnetto dobbiamo pensare all'acqua, all'asciugamano, ai vestiti... Il latte prima della nanna? Pezzina, cambio pannolino, pigiama.
"Stasera ci penso io!" Fantastico! Super papà. Già, peccato che "ma il pigiama qual é? La pezzina la prendi tu? Il latte riesci a farlo? Ma il carillon dove é finito?"
Facciamo che ci penso io domani, eh?

3) Discorsi con sconosciuti e/o amici
Tuo figlio, grandissima botta di fortuna (per non cadere nel volgare), dorme la notte. Tutta. Sei fiero, malgrado le prime settimane, la possibilità di dormire é una manna che molti genitori si sognano. E tu, mamma, lo sai bene. Conosci per filo e per segno i resoconti delle tue amiche, delle conoscenti, delle levatrici, di tutti. Se tuo figlio dorme di notte, taci.
Così, alla fatidica domanda (del cavolo) "dorme?" mentre tu storci la bocca e ondeggi la testa in un gesto che vuol dire tutto e niente, Lui esordisce con un "TUTTA LA NOTTE! DAL PRIMO GIORNO!".
Ecco. A volerlo uccidere, improvvisamente, diventiamo in due

4) Vestiti
Lo so, non é una sfilata di moda. Ma da quando sono diventata una fashion blogger ho certe esigenze. Haha no, non sono seria.
Ma comunque. Un minimo sindacale.
Body - maglietta - pantaloni - calzine - giacca - cuffia (in rare occasioni).
Facile.
Easy - peasy - lemon - squeeze (come direbbero gli anglofoni).
Ancor più se tu, mamma, prepari sul fasciatoio in ordine cronologico gli abiti che Lui, papà, dovrà far indossare al pupo.
Già.
Peccato che ti si presenti con un abbigliamento a cipolla che nemmeno sulla vetta del Cervino in pieno inverno. Ma solo sopra. Sotto, il malcapitato, presenta una coperta di pile avvolta in vita. Ai piedi delle ciabatte da casa a forma di coniglio taglia 2 anni.
Ma lo so, se già non sanno trovare il burro in frigorifero, come si può pretendere che trovino i vestiti sul fasciatoio?

5) Super Mammo
Ah già, perché i primi mesi sei tu che domini. Sei la mamma, sai fare (teoricamente) molte più cose di Lui. Ti destreggi grazie al senso materno (e a quelle chiamate a amiche più esperte di te). Elenchi teorie, dispensi consigli, aiuti il partner a diventare il tuo valido sostituto.
Ma poi.
Poi ci riesce. Non ha più il terrore di fare il bagnetto al pupo, sa dargli la pappa, capisce quando é stanco o quando ha fame. Lo sa caricare in macchina, mettere a letto e persino tagliare le unghie (no, dai, non esageriamo).
Il problema?
"Credo abbia fame" gli dico e per tutta risposta ricevo un "ma va, questi sono i tipici segnali della stanchezza. Faccio io".
Tranquilli, la frase si ripete per qualsiasi altro motivo unito al "se vuoi ti mostro come lo faccio io". GRAZIE.
Davvero. Grazie tante.

Ma sapete la verità?
Non avrei potuto immaginare papà migliore per il mio piccolo Leo <3



lunedì 20 marzo 2017

Svezzamento, che follia!

Se esiste un controsenso gigante, credo che sia proprio lo svezzamento. Tutti dicono il contrario di tutto.
"La frutta a guscio assolutamente no fino ai 2 anni" mi diceva un'amica proprio dopo che il mio pediatra sosteneva che "secondo la nuova teoria é meglio introdurre i cibi presto così da evitare allergie".
E mo'?
Gli diamo questo burro d'arachidi col rischio che diventi un pesce palla o aspettiamo fino ai 2 anni... Per farlo comunque diventare, ipoteticamente, come un pesce palla?
Mentre la vicina penisola nutre i neonati a suon di brodi di verdura, creme di riso/tapioca/mais condite con formaggino e carni bianche, noi da buoni Svizzeri ci concediamo massimo 70g di carne/pesce a settimana.
Le fragole? Per l'amor!
Il pomodoro? Sia mai!
L'uovo? Solo il tuorlo e dopo l'anno.
Ma quindi?
Che fare?
Niente.
O tutto, a dipendenza dei punti di vista.
In Marocco danno i datteri al posto del ciuccio, in India usano le spezie già nello svezzamento, in Australia utilizzano i frutti di bosco e l'avocado già dalle prime pappe e potrei continuare.
Dove voglio arrivare?
Credo che ci sia una sola ed unica verità che penso di aver capito, ma non ancora del tutto assimilato, da quando sono mamma. L'importante é che tu sia serena.
Su una cosa però, personalmente, non voglio transigere: sale & zucchero.
Non voglio fare una crociata, per carità, ognuno fa quel che vuole. Però se mi sono messa in testa di fare dei biscotti per neonato é perché guardando gli ingredienti delle grandi marche, consigliati addirittura per neonati di 4 mesi, cosa troviamo?
Olio di palma, zuccheri raffinati, farina bianca, aromi, emulsionanti...
L'è mai mort nisün come avrebbe detto mia nonna. Però vi assicuro che ci vorranno solo pochi istanti per fare in casa, con prodotti che conoscete, dei super biscotti che faranno impazzire i vostri bebè.
Parola di Leo! :-)

PS: Sono stati il mio primo test e sono migliorabili. Per noi adulti mancano di dolcezza e la consistenza è volutamente "gnucca" - così che i bimbi possano succhiarli senza che pezzi si stacchino. Vi sconsiglio comunque di lasciare che li mangino da soli e prometto che nei prossimi giorni cercherò di migliorare questa ricetta.
Fatemi sapere cosa ne pensate!

BISCOTTI per NEONATI (30-40 pezzi)

180g farina
1 banana
60g centrifuga di frutta
10g olio d'oliva
20g burro d'arachidi
10g crema di riso/mais/miglio
1 pizzico di vaniglia
1 pizzico di curcuma
  • In una ciotola o nell'impastatrice lavorare tutti gli ingredienti assieme fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Nel caso fosse troppo liquido aggiungere ancora un po' di crema di riso (o simile)
  • Stendere a 3-4mm di spessore e formare dei rettangoli con l'aiuto di una rotella dentata (o fare delle formine a piacere)
  • Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10-15 minuti a dipendenza dei forni
  • Far raffreddare e conservare in un contenitore ermetico



NOTE:
La farina é normale perché a partire dai 6 mesi sono consentiti alimenti che contengono glutine. Non vedrei problemi a farli senza glutine se non che la farina risulta più friabile. Ma farò dei test per verificare quanto dico :-)


venerdì 10 marzo 2017

Non ce la posso fare

Chi ben comincia é a metà dell'opera.
Bene.
Per quelli che invece partono male?
No perché io a questo punto sono molto preoccupata.
Vero, sono rimasta in pausa per qualche mese, ho mantenuto vivo il blog, le video ricette, i social, ma non ho più avuto davanti a me gruppi di persone che mi osservano mentre cucino.
"È come andare in bicicletta, non si dimentica".
Sarà, ma da quando ho ripreso a lavorare ne ho combinate di tutti i colori.
Non che prima fossi ineccepibile, anzi. Mi é capitato di dimenticare di comprare il Camembert quando nelle ricette era prevista una corona al Camembert.
Pace, l'abbiamo fatta vuota.
Mi é capitato di sbagliare i conti e ritrovarmi con una classe di 25 persone al posto delle 14 che mi aspettavo (se qualcuno se lo fosse perso, il racconto era questo).
Ma ieri sera ho superato me stessa.
Mentre blateravo sulle patate arrosto mi viene in mente che a casa le bagno sempre con un goccio di vino bianco. Ottima idea no? Così la espongo convinta, mi faccio passare la bottiglia di spumante usata per l'aperitivo e la rovescio con fare sicuro sulle patate tenendo un dito sull'apertura per farne uscire solo qualche goccia.
Già.
Peccato che il movimento brusco sia stato fatale ricreando la premiazione del MotoGP con tanto di pilota galvanizzato che getta fiumi di alcol sulla folla.
Ecco, non fosse stato che non c'era nessuna premiazione, non sono un pilota e la mia "platea" non aveva nessuna intenzione di essere inzuppata di vino.
Dopo metri e metri di Scottex l'allarme é rientrato e, incredibilmente, le patate erano divine.
Non contenta però, al momento della torta "Vedrete! È come quelle da pasticceria, fantastica da portare ad amici per una cena o per un compleanno".
Certo.
Peccato che, dopo averla guarnita con cura, decido di riporla in frigorifero per un'altra decina di minuti.
Cosa c'é di male? Niente.
Se non fosse che, per aprire lo sportello mi sbilancio, ho due meravigliose torte in mano, sento che una inizia a scivolarmi, resisto.
Devo resistere.
Ho già fatto una figuraccia.
Ma si sa, non c'é limite al peggio.
Il tempo si ferma, la torta mi scivola, con mano goffa riesco ad appoggiare la prima mentre con l'altra cerco di riacciuffare la torta caduta.
*SPLAF!
Ottimo.
Un bel sorriso (dopo essere rimasta imbambolata per almeno 40 secondi nella speranza che la torta si ricomponesse e tornasse nella teglia da sola) e con quel pezzo che mi é rimasto in mano mi dico che sì, in fin dei conti, si può creare una torta destrutturata.
Un po' come i grandi chef.
O.o
No, eh?
A mia discolpa, però, posso dire che la serata é stata esilarante.

Uomo avvisato, mezzo salvato, vi consiglio di annullare la partecipazione subito!
Poi mi riprendo, lo prometto.



PS: C'era comunque un'altra torta - fate le cose doppie, SEMPRE, ve lo consiglio.

Quando ancora ero ignara e pensavo che tutto sarebbe andato bene

domenica 5 marzo 2017

Chiamatemi blogger, beauty blogger

Per una che a fatica riesce a mettersi il mascara senza macchiarsi tutto il contorno occhi, non ha la minima idea di quale sia la differenza tra cipria e fondotinta e l'ultima volta che era truccata bene era il giorno del suo matrimonio; essere invitata ad un evento come "beauty blogger" é subito sembrata una presa in giro.
"Ha ha ha".
Ecco, no.
L'hanno fatto davvero. Forse perché speravano di sapere qual era la consistenza perfetta per spalmarsi l'avocado in faccia oppure la marca migliore di olio d'oliva.
E così il passo tra food blogger e beauty blogger é breve.
Inutile dirvi che ho contattato tutte le amiche più fashion che conosco, facendomi fare una lista di prodotti "must have", consigli di trucco, routine serali (e mattutine) e via dicendo.
Ero pronta.
Ma non avevo fatto i conti con un neonato di 5 mesi che proprio il giorno del mio debutto nel campo della bellezza ha deciso di strillare da mattina a sera, sputando persino la merenda sulla camicia che pensavo di indossare per l'evento.
Lo so, per niente furbo vestirsi prima di nutrire uno sdentato.
Sono le 16.00 e sono piena di macchie di mela, pera miste ad avena e latte, i capelli che dovevano essere leggermente mossi sono più che altro come quelli di una che ha preso la scossa.
Insomma, tutti i presupposti per una gran serata...
Eppure, appena varco la soglia di Manor Lugano vengo rapita dalla bellezza. Un tappeto rosa mi indirizza all'interno dove trovo cesti di fiori enormi e palloncini. Le commesse sono tutte in ghingheri, in abiti neri lunghi con trucchi in tema carnevalesco.
No, non come quelli del Rabadan.
Qui si parla di Carnevale di Venezia, maschere eleganti, fiori applicati, brillantini luccicanti.
E sarò anche un'appassionata di cibo, ma sono pur sempre una donna.
Incantata.
Una donna, incantata.
Perché ammettiamolo, anch'io faccio parte di quella categoria dell'acquisto impulsivo, della maschera di ultima generazione nera che toglie qualsiasi cosa facendoti tornare 18enne. Del mascara che ti incurva le ciglia manco fossi un bambi. Per non parlare delle creme rassodanti, anti-cellulite, drenanti o di quelle per il viso, smalti, rossetti o profumi.
Ce n'era davvero per tutti i gusti.
Ma non finisce lì, eh no.
Perché non soltanto hai davanti i prodotti più in del momento, che fino ad oggi nemmeno conoscevi ma improvvisamente senti di non poterne più fare a meno.
EH NO.
Hai pure un 20% di sconto!
Altro che carnevale, sembrava proprio Natale! Sono uscita dalla Manor che sembravo Babbo Natale sulla renna, con tanto di pacchi, pacchetti e campioncini regalo. Lo so, sono una facile.
Ma che ci posso fare?
Era impossibile resistere.
Se ti sei perso l'occasione per investire sulla tua bellezza (eh? Così anche i mariti non possono che acconsentire!) non ti preoccupare, giovedì 9 marzo si ripete con una serata in tema primaverile.
Adesso scusate, é bello chiacchierare con voi ma devo andare a togliermi la maschera dal viso, perfezionare la mia tecnica di contouring, limare le unghie, spalmarmi di litri di crema rassodante e finire di arricciare i capelli.
Ma tranquilli, sta cosa del beauty non mi ha presa tanto.
No, no.


Grazie ancora a Stefania di MAC per questo bellissimo trucco -
d'ora in poi cucinerò solo con uno smokey viola

mercoledì 22 febbraio 2017

Vita da cani

Non ci si può lamentare, lo so.
Ma gestire un neonato e un cane, fino a qualche mese fa convinto di essere il Re della casa, non é sempre facile.
Per carità, i due vanno perfettamente d'accordo e Leo si é finalmente accorto della presenza di un peluche in formato maxi e persino mobile. Il "peluche", dal canto suo, dispensa leccate a destra e sinistra e a ogni pappa si presenta puntuale in attesa che qualche cucchiaio finisca, accidentalmente, per terra.
Il problema, se così si può definire, sorge quando bisogna uscire per la passeggiata quotidiana. Tralasciamo la vestizione del nano pronto a conquistare il polo nord mentre Zac ulula e saltella a destra e sinistra. Tralasciamo anche la gioia nel farsi trascinare stile cane da slitta. Tralasciamo pure la difficoltà nel raccogliere i bisogni fermando tutto il baraccone.
Tralasciamo tutto.
Però.
Se ti capita una mattinata bella, dove non c'é in giro nessuno, vuoi non slegare il cane?
Un po' di libertà, un po' di sana corsa e lanci della pallina mentre Leo dorme.
Uno spettacolo.
Zac bravissimo, da manuale quasi.
"Seduto, resta, vieni, fermo, terra, salta, corri, balla".
Sa fare tutto.
Orgogliosa, tronfia, esaltata.
Come l'ho addestrato bene, penso tra me e me.
Mando persino un SMS a Lui "il nostro cane é spettacolare".
Ma si sa, proprio mentre ti gongoli succede il peggio.
Sollevo il viso dal cellulare e con grande sorpresa Zac é sparito.
SPA-RI-TO.
Oh cavolo!
Lo chiamo, niente. Lo richiamo. Niente.
NIENTE.
Leggero senso di panico, dove sarà finito?
Mi guardo in giro, all'orizzonte nulla. Siamo su una strada pedonale a bordo lago, quindi non mi preoccupo per le macchine, non ce ne sono. Mi guardo in giro nuovamente e mi dico, ma figurati se va nel lago, c'é un muretto di 2m.
FIGURATI.
Per scrupolo, solo per scrupolo, guardo giù.
Niente.Ed eccolo lì, nel lago, felice e natante tra le anatre e le folaghe. In mezzo ai canneti, noncurante del freddo e della mia voce strillante "ZZZAAAAACCCCC!! VIENI QUIIIIIII!! HO DETTO TORNAAAAA".
Anzi, peggio. Mi guarda, mi sfida con lo sguardo e scatta, inizia correre come un folle.
E mo'?
Guardo Leo, dorme, fortunatamente. Guardo in giro, nessuno. Guardo il muretto, non so se ce la posso fare. Ma l'alternativa?
E così eccomi sulla spiaggetta che con una mano cerco di ripescare il mio cane e con un occhio tengo sotto controllo il passeggino.
Entrambe le cose mi riescono male, se qualcuno se lo stesse chiedendo.
Ad ogni modo.
In un momento di lucidità Zac risponde al richiamo e si avvicina, provo a sollevargli le zampe (fradice) sul muretto ma, ovviamente, non ci arriva. Provo a sollevare quei 35kg di pelo bagnato, conciandomi che nemmeno dopo un tuffo nel fango, ma niente. Non riesco.
Nel mentre sento un lontano "ngh, ngh" diventare sempre più un "ngheeeeee, ngheeeeeeeee". Distratta, mi sfugge nuovamente il cane.
"Non panicare, non panicare".
Facile eh?
Riesco finalmente a richiamare il sovversivo (mi riferisco a quello a 4 zampe) e mossa da un momento di follia gli dico "Zac, salta" consapevole che il mio cane fa fatica a saltare uno scalino, figuriamoci 2m di muro.
Eppure.
Quello salta.
E ci riesce pure!
In scioltezza si ritrova dall'altro lato, seduto vicino al passeggino urlante.
Peccato che io sia sempre sulla spiaggetta, fradicia e incazzata O.o
Ma si sa, di necessità virtù mi trasformo pure io in una sportiva d'élite, scavalco con l'agilità di un gatto di marmo, lego il cane che nel frattempo si sta rotolando nella terra (per non farsi mancare nulla), rimetto il ciuccio a Leo che si acquieta subito e torno a casa.
Lezione della giornata?
Il mio cane sarà anche un sovversivo, ma è anche un grande atleta.

LONZA di MAIALE a BASSA TEMPERATURA (4 persone)

600-800g di lonza di maiale
2-3 cipolle rosse
1-2 rametti di rosmarino
1 goccio di vino bianco
qb olio d'oliva
qb sale & pepe
  • Togliere la carne dal frigorifero almeno un paio d'ore prima di cucinarla. Salarla e peparla, inserirla in un sacchetto per il sottovuoto. Aggiungere un goccio di vino bianco, le cipolle precedentemente sbucciate e tagliate a spicchi e i rametti di rosmarino: sigillare

  • Cuocere in forno preriscaldato a 80°C per 2 ore. Lasciar riposare la carne almeno 15-20 minuti
  • Affettare a fette sottili, aggiungere un filo d'olio d'oliva e una passata di fleur de sel. Gustare tiepida (ma anche fredda)




NOTE:
Si può cucinare anche senza sottovuoto

"Tranquilla padrona, tutto sotto controllo!"

sabato 4 febbraio 2017

Neonati e vacanze

C'é chi ti dice che viaggiare con un neonato é pura follia, anzi, egoismo. I bambini piccoli devono restare nel loro habitat famigliare, dormire nel loro lettino/one (sempre) e vivere nella routine.
Chi invece ti dirà che meglio fare certe cose quando ancora non si muovono, non camminano, non corrono, non scappano. "Se non lo fai ora, non lo farai più".
E così, ascoltando il versante B abbiamo deciso di partire, ma quello che non sapevamo era che:

1. Valigia
Sono una di quelle "la valigia all'ultimo", solitamente me la cavo con poche cose. Non ho bisogno della décolleté color pesca che sta d'incanto con quel tubino nuovo Armani e la giacchina di non so chi. No. Ma quando hai un bimbo di 3 mesi, stai partendo per il primo viaggio e la meta é al caldo (e tu hai vissuto solo freddo per il momento) questo risulta leggermente più complicato e ti ritrovi qualche giorno prima ad abbozzare una valigia. Ti ritroverai con una quantità spropositata di bodini, vestitini, pigiamini, pulloverini, magliettine e pezzine. Che ve lo dico a fare, basta che finisca in -ino. Il peggio però deve ancora venire...

2. Il bagaglio a mano
Già, perché fino a ieri conteneva il tuo MacPro, la trousse dei trucchi, il cellulare e delle riviste di cucina. Ora la tua borsa ha fatto spazio ad uno zainetto, molto più pratico da trasportare. All'interno avrai pannolini in grado di fornire una nazione intera, vestiti di ricambio, biberon, latti in polvere (nel caso non si potesse allattare), giochini (che non ti credere, a 3-4 mesi si "annoiano" già), creme e cremine e pezzine. Ah, le pezzine. Come se piovesse.
Ma da qui, nasce un altro dubbio

3. Cosa si può portare?
Lo ammetto, ho chiamato la compagnia aerea per chiedere delucidazioni. "Mi scusi, ma il passeggino lo spedite con i bagagli o lo trovo fuori dall'aereo?" "Ah, i due pezzi si devono per forza imbarcare?" "Ma il mio può diventare anche pezzo unico" "Invece il latte in polvere? Lo posso portare? Porzionato? Aperto?" "Ma la thermos di acqua calda?" "E la bottiglietta di acqua fredda?". Insomma, prendetemi per scema ma da neofita dell'aereo e privata di una fornitura mammaria (beate voi!) qualche accorgimento in più ci deve essere. Detto questo, se ve lo state chiedendo e non voleste fare figure come la sottoscritta sappiate che sì, potete portare tutto "it's for the baby" diventa la chiave per ogni porta

4. La meta
Ora, va bene essere amanti dei viaggi, ma personalmente credo che una piccola valutazione di meta vada fatta. Che per carità, 2 settimane in Australia con tanto di volo di 24h più fuso orario da capogiro? Giro backpack per l'Asia da un ostello all'altro? Settimana mistica sull'Himalaya senza viveri? Perfetto, ma magari senza un neonato. Almeno, per quel che mi riguarda. Vero, ho fatto fare a Leo un viaggio interminabile con tanto di 2 scali e quindi dovrei stare zitta, ma almeno ho scelto un posto sicuro e sul fuso ho giocato facile: -4h.

5. Fuso orario
Mi preoccupava, lo ammetto. Ero riuscita a regolarizzare Leo, conoscevo i suoi ritmi. Vero, 4 ore sono poche ma abbastanza per scombussolare i ritmi. Così ho deciso di giocare d'anticipo. Dovendo andare indietro ho iniziato qualche giorno prima della partenza a spostare i pasti di una mezz'ora, facendolo mangiare sempre un po' più tardi (12-12.30-13). Appena arrivata in loco ho cercato di prendere subito il ritmo con il nuovo orario e, incredibilmente, ha funzionato. Subito. Forse é vero quello che mi dicevano "i neonati non subiscono il jetlag". Certo, peccato che alle 4 di mattina fossimo tutti in piedi a cantare ninnenanne ;-) [ma poi é passato, giuro]

6. I nonni
No, nemmeno io credevo fosse possibile. Eppure, quando ho visto mio papà, fedele anarchico tecnologico con un Nokia3210 (o poco meglio), nessun account mail e la convinzione che Apple sia soltanto la traduzione di mela in inglese, mandare mia mamma a comprargli una "tavoletta" ho capito che la situazione era grave.
Già, perché passino le ore di volo, il fuso orario, la meta, i vestiti, il latte e chi più ne ha più ne metta, ma privare i nonni di un nipotino é come dire ad un bambino di 3 anni che Babbo Natale si é dimenticato di portargli i regali. Traumatico.
Così passerai mezza vacanza a spedire foto, chiamare in facetime, fare video e raccontare di ogni progresso. Improvvisamente i tuoi genitori si trasformeranno in agende personale ricordandoti che "per fortuna tra una settimana tornate!". Grazie mille

7. Il rientro
Vorremo mica dimenticarci del momento chiave, no? Non sto parlando del riprendersi dal fuso o dalla depressione di vedere tanto brutto tempo e freddo dopo settimane di caldo. No. Sto parlando della montagna di vestiti da lavare, questa volta non solo i tuoi e i suoi, ma anche quella pila di cosine bianche, azzurre e blu che, neanche a dirlo, la fanno da padrone in lavanderia!


Che dire, personalmente credo che per viaggiare con un neonato ci voglia solo tanta, tantissima, organizzazione e un carattere portato al "no-panic". Poco importa se il viaggio sia alle Maldive, in Africa o a Ligornetto, l'importante é godersi quel momento di famiglia al 100%. Perché si sa, certe cose non tornano più.
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