martedì 14 maggio 2013

KAI KAI fa il coltello

A volte le cose cadono davvero dal cielo.
Così.
Ti capitano in mano.
Ero in Svizzera per una serata eno-gastronomica chiamata San Pellegrino Sapori Ticino. Una di quelle situazioni dove tutti amano la buona tavola ed il buon vino. Tu ami l'idea che in cucina ci siano 8 chef di altissimo livello che stanno cucinando insieme. Ok ok, ami anche il fatto che mangerai molto bene e berrai nettari divini.
Capita che ti trovi ad un tavolo con 10 persone. Che diciamocela, non é che ti vada sempre bene. Come ai quei matrimoni dove, malaugurata sorte, ti siedi proprio vicino alla cugina (zitella) della sposa e allo zio di 90 anni. Non é poi così strano che a banchetti e cene di gala ognuno guardi con ansia e trepidazione il tabellone dei tavoli emettendo, a dipendenza, sospiri di sollievo o smorfie di dolore.
Tornando a me.
Un tavolo molto simpatico: italiani, inglesi e persino qualche svizzero tedesco. Quelli che solitamente, sul lago di Como, arrivano in sandali e calzino bianco. Quella sera, ve lo giuro, no. Si parla del proprio lavoro, delle proprie passioni e chi scopro di avere seduto accanto a me? Micheal Bach il maggior importatore di coltelli Giapponesi. Insomma, quando si dice fortuna sfacciata. Lo assalgo con quelle due o tre (mila) domande che so fare io, facendo (leggermente) trapelare la mia passione per la cucina. Finisce che al dolce lo sto ancora assillando con domande e trucchetti e non so se per sfinimento o per simpatia decide di regalarmi un Kai di quelli da Mille e una notte.
Per chi non li conoscesse sono dei coltelli di altissimo livello, di quelli che possono sembrare costosi ma saranno con voi per il resto della vita. Ammortizzati al 100% dopo il primo mese assieme quando, ormai, non potrete più farne a meno!
Stavolta, dalla Svizzera, niente cioccolato e formaggio. Bensì il mio nuovo e unico sponsor (posso chiamarlo così per darmi un tono, no?).

PS: Per maggiori informazioni vi lascio alla pagina ufficiale di Micheal Bach dove troverete tutti i suoi prodotti. Se invece preferite affidarvi alle mani esperte di un rivenditore, vi consiglio la Coltelleria Ambrosini a Lugano. Anche loro presenti alla serata hanno saputo rispondere a tutte le mie domande tecniche. Se capitate da Lugano, fateci un salto!

SMINUZZATO ALLA ZURIGHESE CON RÖSTI (per restare in Schvizzera)

500g sminuzzato di vitello
250g panna intera
2-3 cucchiai di farina (ev. Schär)
1kg patate per rösti
60-80g burro
1 goccio di vino bianco
q.b. sale e pepe
  • Sbucciare le patate e tritarle con l'apposita grattugia (assomiglia a quella per le carote in insalata ma con i fori più grandi). Mettere le patate grattugiate in una ciotola e ricoprirle di acqua per togliere un po' di amido. Asciugarle bene (strizzarle). In una padella antiaderente far fondere 20g di burro e unire le patate, salare, abbassare la fiamma a bassa-media temperatura e appiattire. Lasciar cuocere per 10-15 minuti. Con l'aiuto di un coperchio girare i rösti, aggiungere altri 20g di burro e far dorare l'altro lato per altri 10-15 minuti. Ripetere l'operazione fino a quando i rösti saranno ben dorati e cotti

  • Avendo un coltello nuovo di zecca ho tagliato personalmente lo sminuzzato, altrimenti fatelo fare dal vostro macellaio. Di preferenza io lo faccio tagliare un pochino spesso così la carne resta più tenera. Infarinarlo. In una padella antiaderente scaldare 20g di burro e rosolare la carne. Sfumare con il vino bianco, far evaporare e riservare la carne al caldo. Nella stessa padella unire la panna e far ridurre - addensare leggermente. Salare e pepare. Aggiungere la carne e far addensare la salsa leggermente 

  • Servire con i rösti e l'insalata




NOTA:
Solitamente nello sminuzzato ci vanno anche i funghi Champignon, siccome Lui li odia, in casa, lo sminuzzato si fa liscio. Si possono aggiungere anche prezzemolo e cipolla. Io ho cercato di fare una versione molto sobria ;-)
Non da ultimo, a me piace che il vitello sia ancora rosa e non stracotto, altrimenti diventa troppo duro.

venerdì 10 maggio 2013

Surprise!

L'arancione non é che mi faccia proprio impazzire.
Sul blu possiamo anche trovarci d'accordo.
Il tono su tono, le immagine stampate, relativamente confuse seppur simpatiche le trovo adorabili. Quel posto cozy, come dicono quelli che se la voglio tirare un po', che poi vuol semplicemente dire CASA. Che poi di nuovo, vuol dire diverse cose a dipendenza di chi ne parla e, nel mio caso, di quando ne parla. Casa ha la magia di diventare luogo d'amore o di battaglia nel giro di una parola sbagliata.
Ad ogni modo.
Amo le sorprese. Anche se la maggior parte delle volte fai la figura del fesso restando a bocca aperta e pensando: cavolo ora capisco! Guardando tutti con quell'aria da "tu si" "tu no" valutando chi facesse parte della spedizione organizzativa.
Ma ora mi chiedo, quel simpaticone di shopwiki.com perché ci teneva tanto a deliziarmi la giornata con il suo hackeraggio fluo?
Il passaggio da cozy a cozen era assicurato!

Chiedo scusa a tutti per l'inghippo, tutto si é risolto. Non era un virus trasmissibile per cui non temete, nessuno di voi prenderà l'asinite. O forse si?


martedì 7 maggio 2013

Questioni di scelta

Il problema poi é sempre quello.
Problema. Grande parola.
Diciamo l'incertezza.
È meglio una villa in un posto dimenticato da Dio o uno sgabuzzino in centro città?
Insomma, una domanda che mi pongo da sempre, abbinandola chiaramente alla necessità del momento.
La situazione attuale richiede una considerazione automobilistica.
Essendo donna e bionda di motori non capisco niente.
"Signora, vuole una BMX C550 Delta Super XY CSK diesel con cambio automatico frizionato?"
O.o
Il mio budget é abbastanza ristretto ma necessito di un'auto con un grande baule. Esatto: vorrei la villa in centro Parigi.
"Ah station wagon? Per quella cifra? Tipo del 2000 l'auto?"
La vorrei usata ma non con troppi chilometri perché, diciamocelo, comprare un'auto con 150000km non é che mi faccia fare grandi affari
"Massimo 50000km? Ancora con la garanzia?"
Più il tempo passa più la mia attuale compagna di passeggiate peggiora, la porta non si chiude, il baule non si apre (prima del quarto tentativo), il tergicristallo dietro é spossato e rallentato per non dire che anche lui, come il resto, tende al pensionamento.
Conoscendo poi la mia abilità nelle scelte, sempre rapidi e sicure, temo che resterò ben presto a piedi, probabilmente in autostrada, con tanto di gilé arancione.
Una cosa é certa, ci sarebbe qualcosa di divertente su cui scrivere.

MOUSSE ALLE FRAGOLE CON COMPOSTA AL RABARBARO (12 bicchierini)

500g fragole
3 gambi di rabarbaro
25g burro
2 fogli di gelatina
150g panna
1 bustina zucchero vanigliato
q.b. zucchero
  • Togliere la parte verde alle fragole, dividerle a metà e frullarle con un cucchiaio di zucchero fino ad ottenere una purea fine (io ho usato il bimby, nel caso restassero molti semini passare al setaccio). Prendere una piccola parte di purea e scaldarla in un pentolino. Immergere i fogli di gelatina fatti precedentemente ammollare in acqua fredda. Frullare nuovamente il tutto e far rassodare in frigorifero per un paio d'ore
  • Con l'aiuto di un coltellino togliere capo e coda del rabarbaro e sfilare-sbucciare tutta la parte esterna. In questo modo si tolgono i filamenti. In una padella antiaderente far scaldare il burro, aggiungere il rabarbaro tagliato a tocchetti, aggiungere lo zucchero vanigliato e un cucchiaio abbondante di zucchero. Lasciar cuocere con un coperchio a fuoco medio finché risulterà una purea. Assaggiare ed eventualmente aggiungere zucchero 
  • Montare la panna ben ferma, aggiungerla alla mousse di fragola ormai addensata lasciandone un pochino per la decorazione. Nei bicchierini da portata mettere un cucchiaio di composta di rabarbaro e ricoprire con la mousse alle fragole. Lasciare in frigorifero fino al momento dell'utilizzo e decorare con un po' di panna montata







NOTA:
Il lampone non ha nulla  che vedere con il piatto, lo so. Ma avevo dei lamponi nel frigorifero che sarebbero presto passati a miglior vita (oggi il discorso é questo) e quindi ho pensato di riciclarli in questo modo :-)
Questo dolce é perfetto per la stagione, poco zuccherato e molto fresco. Provare per credere! :-)

giovedì 2 maggio 2013

Appuntamento settimanale


Dai 7 ai 18 anni ogni settimana, rigorosamente il martedì, c'era l'appuntamento per pranzo con i nonni.
Tutte le settimane lo stesso menu. Scelto da me e cambiato negli anni solo in rare occasioni e sempre per le stesse varianti: patate e formaggio o risotto al pomodoro.
Alle 12.00 in punto mi presentavo sull'uscio e salutando velocemente il nonno attaccato al televisore intento ad osservare indici bancari sempre in ribasso mi fiondavo in cucina dove mi aspettava l'assalto alle patate. Il pranzo dei sogni era semplice: scaloppina impanata e patate arrosto. A volte c'era della verdura o qualche foglia di insalata, in primavera delle fragole come dessert. Ma tutto era secondario. Il piacere più grande era quello di rubare le patate dalla padella, fare arrabbiare la nonna che, ormai, aveva perso le speranze. Ma dico, avete mai provato a rubare delle patate dalla padella? Hanno tutto un altro sapore! 
Il pranzo era un'occasione per stare insieme, per passare un'ora a sentire battibecchi perché mangiavo troppo in fretta, perché la nonna rispondeva al telefono a "quelli che non sanno che alle 12.30 si mangia"e stava con loro troppo a lungo.
Poi il tempo passa, vai all'università, la nonna nemmeno si ricorda più come si fanno quelle patate arrosto tanto buone e tu, ormai celiaca, te la sogni la scaloppina impanata. Un po' per il ricordo troppo bello del momento, un po' per l'ansia del pan grattato senza glutine, un po' per il quantitativo di burro (esagerato) che la nonna utilizzava e che tu, diciamocelo, non saresti in grado di affrontare.
Fino a quando ansia da prestazione e golosità non giungano ad un pareggio e ti lanci nel piatto dei bambini per eccellenza ricordandoti, purtroppo soltanto alla fine, il vero cult dei pranzi. Con le uova ed il pan grattato avanzato la nonna faceva un miscuglio che poi cuoceva (in abbondante burro) dopo le scaloppine impanate. Era una sorta di pancake morbidissimo che spodestava sia scaloppina che patate e, onestamente, non so come ho potuto dimenticarlo per tanti anni.


SCALOPPINA IMPANATA (2 persone)

2 fese di vitello
2 uova
q.b. pan grattato
q.b. sale
q.b. burro (mia nonna 250g)
  • Far tagliare la fesa di vitello relativamente (non troppo bassa) dal proprio macellaio e batterla con un batticarne. Sbattere le uova con una forchetta e metterle in un piatto grande o in una pirofila. Preparare il pan grattato in un piatto e impanare le fettine (precedentemente leggermente salate) facendole passare dapprima nelle uova e poi nel pane

  • In una padella antiaderente far sciogliere del burro, quando inizia a cantare (sfrigolare) aggiungere le scaloppine e lasciar cuocere a fuoco medio aggiungendo di tanto in tanto del burro per fare in modo che non attacchino e che siano BELLE DIETETICHE (ammetto di non essere riuscita ad usare più di 30-40g). Salare

  • Servire e gustare, nel mio caso patatine fritte al forno (O.o) e maionese fatta in casa





NOTA:
Se mia nonna avesse visto la sua scaloppina servita con delle temibili patatine fritte al forno mi avrebbe indubbiamente rinnegata come nipote. 
Le foto sono quel che sono, non era mia intenzione proporre questo piatto qui ma, una volta rimembrato il meraviglioso pancake ho dovuto condividerlo. Perdonate quindi la qualità.
Volendo la fesa di vitello si può prima infarinare e poi passare nell'uovo e nel pangrattato, per me risulta un po' troppo pesante e preferisco quindi evitare questo passaggio.

martedì 23 aprile 2013

Party Queen

È un conto alla rovescia che parte il 23 aprile.
Si intensifica ogni 22 del mese con un "meno 8 mesi", "meno 3 mesi" fino al fatidico "meno un mese".
Arrivano poi i "meno giorni" che sono i più interessanti: il 2 e il 12.
Il tutto condito da programmi, idee, inviti.
Lo sanno il panettiere della zona come anche il povero benzinaio che mi ha vista solo una volta e, probabilmente, non mi vedrà più poiché fuori zona. Lo sanno amici e parenti, lo sanno tutti.
Non che io sia egocentrica. O forse solo un po'.
Non é questione di regalo.
È proprio che io lo amo.
Amo quel giorno, il mio giorno. Il giorno del tutto concesso, del scegli tu, del tornare bambina.
Quest'anno degna della Regina Elisabetta mi sono fatta una 4 giorni di festeggiamenti al punto che, nel giorno giusto, ero quasi stufa. Quasi, ho detto.
Forse, un giorno, alla soglia degli ANTA la gioia passerà (sebbene ne dubiti fortemente) ma fino ad allora...
... MENO 364 GIORNI AL MIO COMPLEANNO!

FUDGE

300g latte condensato
100g miele ai fiori
80g burro
100g zucchero grezzo
1 baccello di vaniglia
130g cioccolato bianco
q.b. olio di semi per la teglia
q.b. fleur de sel
  • Spennellare con l'olio una teglia rettangolare (16X20 circa) e rivestirla di carta da forno. Tritare il cioccolato bianco e metterlo da parte
  • In una padella antiaderente mettere il latte condensato, il burro, i semi del baccello di vaniglia precedentemente raschiati, il miele e lo zucchero. Fare cuocere a fuoco basso (senza far bollire) per circa 10 minuti mescolando di tanto in tanto. Fate attenzione che non bruci/attacchi
  • Far sobbollire la massa per 8-10 minuti mescolando di continuo fino a quando si staccherà dai bordi della pentola e risulterà una massa compatta con una buona consistenza (non più liquida)
  • Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato bianco, mescolare finché si sia sciolto
  • Distribuire il tutto nella pirofila preparata precedentemente facendo in modo che sia livellato. Cospargere di fleur de sel, lasciare raffreddare. Una volta freddo, coprire con la carta stagnola e far consolidare in frigorifero per circa 4h. Servire tagliato a cubetti. Si conserva per un mese


 

mercoledì 10 aprile 2013

Colpita - affondata

Che Mr Geido stia impazzendo con la vecchiaia credo si fosse già notato. Uscire a cena e lasciarlo a casa da solo é diventanto ormai un lavoro.
- Togliere ogni tipo di cibo dalla sua portata (fatto)
- Spostare ogni sorta di caramella (fatto)
- Mettere sedie a 'mo di percorso da guerra per evitare l'entrata in cucina (fatto)
- Allontanare oggetti personali quali computer, macchina fotografica e occhiali (fatto)
Insomma, un dramma.
Il meglio, chiaramente, é al rientro. Tu sei sicuro di aver allontanato tutto, di aver gestito bene la faccenda. Hai persino dato un biscottino al manigoldo per accertarti che stasera sia finalmente dalla tua. E poi entri. Quatto quatto. Quasi spaventato.
Tu temi.
Tu sai.
Ne sei certo.
Ti basta guardarlo per capire che anche stasera Lupin ha colpito.
È felice di vederti ma lo sguardo resta basso, scodinzola ma non troppo. Nella sua cuccia qualche resto, giusto per farti capire il bottino della serata.
"Studio Veterinario XY?"
"Buongiorno, scusi. Il mio cane ha deciso di mangiare tre forme da 12 muffin l'una in silicone... Cosa posso fare?"
"Ma insomma, dopo il pallone da calcio? Faccia attenzione signora a cosa lascia in giro!"
Oltre al danno, la beffa.


UOVO DI QUAGLIA RIPIENO AGLI ASPARAGI
10ina uova di quaglia
500g asparagi
4 fogli di gelatina
1dl panna
q.b. sale, pepe
q.b. olio d'oliva
  • Tagliare la parte centrale degli asparagi (non la punta, non la coda) a rondelle. Cuocerle in una pentola con poca acqua e un po' di sale fino a quando risulteranno morbidi. Frullare il tutto finemente e se necessario passare al setaccio (ev. Bimby 100°C vel. 1 20-25min). Ammollare la gelatina in acqua fredda e una volta morbida aggiungerla alla crema di asparagi, frullare di nuovo per accertarsi che la gelatina si sia sciolta bene. Mettere in una ciotola e far raffreddare e conseguentemente rassodare (4-6h)
  • Accertarsi che le uova siano a temperatura ambiente. Cuocerle in acqua bollente per 4 minuti. Scolare e far raffreddare sotto acqua corrente fredda. Aprire le uova, dividere in due dal lato lungo e togliere delicatamente i tuorli. Tagliarli a pezzetti piccoli
  • Montare la panna ben ferma e aggiungerla con una spatola agli asparagi ormai rassodati. Riempire un sac à poche con bocchetta dentata e riservare al fresco
  • Riempire la parte dell'albume con la mousse di asparagi e decorare con il tuorlo tagliato a pezzetti. Gustare come aperitivo


 
 


NOTA:
La mousse può essere servita anche in bicchieri di vetro. L'idea é che resti morbida. Se si desidera qualcosa di più sostanzioso aggiungere 1-2 fogli di gelatina in più. Attenzione però a non farla diventare una gomma da masticare ;-)
Consiglio di preparare la mousse la sera prima o la mattina così siete certi che si sia rassodato abbastanza (senza aggiungere la panna). Inoltre questo stuzzichino può essere preparato il giorno prima e assemblato quando necessario.

sabato 6 aprile 2013

Proposta indecente

Il problema non é tanto il non sentirselo dire, quanto l'attesa. Quella maniacale raccolta di dettagli, sospetti, agganci che, evidentemente, hai frainteso.
Quel "quest'anno avremo tante spese" non era riferito ad un solitario grande come una noce di cocco, bensì ai costi della casa, aumentati.
Ma nemmeno il "siamo una famiglia" era legato ad un "prima o poi te lo chiedo". Oh no, era semplicemente: io, tu, Mr. Geido viviamo sotto lo stesso tetto = siamo una famiglia.
Incontrare quella tua amica col bambino meraviglioso e sentire Lui che dice "vedrai amore, un giorno" non significa "siamo pronti". Ahimé no, é più che altro un "stai buona".
Ed é così che ti crei qualche castelletto sparso, qua e là, niente di che. Tutto rigorosamente basato su segnali evidenti e palesi. Una convinzione vera, mica campata per aria. Diciamocelo: una certezza.
Ti presenti alla cena, che dico, LA CENA. Sai già tutto ma non sai ancora come. Si butterà in mezzo alla strada per chiederti la mano? Oppure mangiando il pesce salterà fuori il pezzo duro? Magari in auto, si fermerà in collina, davanti ad una vista spettacolare. Sisi, sicuro così.
Finisce che alle 23.30 sei a casa. In pigiama. Hai lavato i denti. Lui guarda la partita (perché ci sono sempre partite alla tele?). Sei piena. Hai mangiato troppo. Lui pure. Lo guardi, ancora speranzosa, Lui ti guarda, dubbioso.
"Amore?"
"Siiiiii?"
"Hai chiuso la porta a chiave?"
-.-

SERATA TEX MEX (4 persone)

100g farina di mais bianco (masa harina)
150g acqua
1 cucchiaino di olio di girasole
4 petti di pollo
3 peperoni di diversi colori
2 cipolle
1 birra (ad.es. Corona)
1-2 lime
2 avocado
200g fagioli neri
80g burro
q.b. pomodorini
q.b. tabasco
q.b. sale e pepe
q.b. olio d'oliva
  • Preparare la marinata per la carne. Tagliare i petti di pollo a striscioline e metterli in una pirofila. Aggiungere la birra e il succo di un lime. Lasciare marinare per almeno un'ora. Nel frattempo tagliare i peperoni a listarelle accertandosi di aver eliminato tutti i semini. Tagliare la cipolla a fettine. In una bistecchiera scaldare un goccio di olio e iniziare a cuocere i peperoni con le cipolle a fuoco medio. Quando saranno ammorbiditi aggiungere il pollo scolato e far cuocere. Aggiustare di sale e pepe ed eventualmente aggiungere ancora un po' di lime

  • Preparare le tortilla unendo un pizzico di sale all'acqua tiepida. Mescolarla con la farina e l'olio. Impastare bene fino all'ottenimento di un impasto compatto e lasciare riposare per 10-15 minuti. Prendere due quadrati di carta forno e stendere tra di essi delle palline di impasto di media grandezza (ne farete circa 6-8). Se volete dei dischi precisi, tagliate i contorni della grandezza di una tazza o un coperchio. Cuocere la tortilla su di una padella antiaderente calda da un lato e dall'altro (circa 2 minuti per lato) fino a quando saranno puntinate. Mantenere al caldo avvolte in un asciugapiatti nel forno

  • Preparare la guacamole dividendo l'avocado in due e prelevando la polpa con l'aiuto di un cucchiaio. in una ciotola capiente schiacciare la polpa con una forchetta. Aggiungere un po' di succo di lime (o limone), sale, pepe, qualche goccia di tabasco e mescolare bene. Gustare ed eventualmente aggiustare. Unire qualche pomodorino precedentemente tagliato a pezzetti, amalgamare e riservare con il nocciolo dell'avocado all'interno per evitare che annerisca
  • Per la crema di fagioli neri. La sera prima (o la mattina per la sera se siete tirati con il tempo) mettere i fagioli ammollo in abbondante acqua. In una pentola capiente scaldare il burro con la cipolla precedentemente tagliata. Aggiungere i fagioli scolati, coprire con acqua calda a livello e lasciar sobbollire per un'ora circa o fino a quando saranno morbidi. A vostro piacimento servire i fagioli così o frullarli per ottenere una pasta relativamente omogenea
  • Servire il tutto con un po' di panna acida, dei pomodorini tagliati a rondelle, dell'insalata e volendo del mais, del riso o delle patate



 
 


 

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