venerdì 3 luglio 2015

Trauma post-vacanziero

Che il rientro sia traumatico é risaputo.
Non basta il quantitativo spropositato di vestiti da lavare e stirare, la stanchezza legata al viaggio (nel nostro caso ben 24h) e quello scombussolamento da primo giorno di jet lag.
Eh no.
Hai ben pensato di smaltire quei mojito e quei club sandwich (rigorosamente glutenfree) di troppo con una sana ora di palestra, come se, dopo una settimana di mare, l'unica cosa che vorresti fare al rientro é sudare in 15m quadrati.
Ad ogni modo.
Mi preparo, saluto il cane, metto la barriera così che non possa vagabondare per casa facendo disastri, chiudo la porta e mi ricordo che ho dimenticato di prendere le chiavi della Smart.
Ripenso alle parole di Lui "Amore, prendi la Smart, io vado in scooter, così trovi parcheggio più facilmente", guardo il mio Titanic e le chiavi della mia macchina e mi convinco.
Riapro la porta, tiro su la barriera, risaluto il cane, rimetto la barriera e chiudo nuovamente la porta trascinandomi dietro le borse delle vacanze che porto in garage non senza fatica.
Accendo l'auto e mi accorgo di due cose relativamente drammatiche:
1. La Smart é in riserva
2. Sono uscita senza portafoglio
Ora.
Uno potrebbe pensare: sei in garage, torna a casa e prendi i soldi.
Vero.
Ma non conoscete il peso della barriera divisoria del cane, né lo sguardo affranto di Zac quando capisce che sei tornata per ripartire subito.
Non sapendo come calcolare i km che mi restano da percorrere con la riserva mi metto a frugare nei vari cassettini e trovo delle monete: EVVIVA.
Mi fermo al primo distributore di benzina, ormai in semi-ritardo per la mia ora in palestra, scendo, apro la bocchetta della benzina e faccio per svitare il tappo.
Appunto, faccio per.
Niente.
Non si smuove, sento solo un *craaac *craaaac tipico da "qualcosa non va". Provo, riprovo. Niente. Dall'altro lato scorgo un ragazzo intento anche a lui a fare benzina e chiedo aiuto.
"Nuova?"
Ecco, no. Ma vaglielo a spiegare vestita in arancio fluo, bionda e con la cover del telefono a forma di anguria verde e rosa che solitamente te la cavi egregiamente con i tappi della benzina.
Dopo 15secondi ecco che riesco a fare benzina, parsimoniosa controllo i soldi che ho in mano come se avessi ancora 8 anni e stessi scegliendo il gelato in base al gruzzolo.
Inutile cercare di replicare la faccia della cassiera quando ho pagato 5 franchi e 50 manco avessi fatto benzina al mio Piaggio adolescenziale con tanto di monetine da 20 centesimi.
Ovviamente dietro di me il ragazzo che probabilmente era indeciso tra la risata e la compassione.
Che dire, ho bisogno di una vacanza :-))

TORTINE AI LAMPONI & PISTACCHI (6-8 pezzi)

1 disco di pan di spagna
500g lamponi freschi
500g panna
100g zucchero
qb vaniglia
qb pistacchi
  • Preparare il pan di spagna con la propria ricetta o acquistare i dischi già pronti. Con l'aiuto di un coppapasta tagliare 12 dischetti di 8-10cm di diametro circa (o a proprio piacere)
  • Preparare la bagna portando ad ebollizione 250g di acqua con 100g di zucchero e volendo una punta di coltello di semi di vaniglia, una volta raggiunta l'ebollizione togliere dal fuoco e lasciar raffreddare leggermente. Volendo aggiungere del rum o del Cointreau quando lo sciroppo sarà tiepido per ottenere una bagna alcolica. Essendo una torta asciutta "spugnosa" ha bisogno del liquido per rimanere morbida all'interno
  • Con l'aiuto di un pennello bagnare generosamente 6 dischetti di pan di spagna da entrambi i lati. Posizionare dei lamponi sulla superficie e coprire con un po' di panna precedentemente montata. Bagnare i restanti 6 dischetti e appoggiarli su quelli farciti formando così un sandwich
  • Coprire la tortina di panna facendo in modo che sia completamente ricoperta. Far riposare in frigorifero un paio di ore. Prima di servire guarnire con dei lamponi e qualche pistacchio frantumato




NOTA:
Sostituire i lamponi con altra frutta. Si potrebbe pensare di frullare per esempio delle pesce con del quark per fare una farcia più leggera. Utilizzare un pan di spagna al cioccolato per fare delle mini foreste nere.

lunedì 29 giugno 2015

Questione di gusti

Colazione.
Una meraviglia.
Pani di ogni tipo, viennoiserie da far invidia alla Ville Lumière, marmellate, muffin e pancakes.
Il tutto presentato nel migliore dei modi, di quelle cose che se mi fossi portata la Canon in vacanza avrei passato più tempo al buffet della colazione che non al mare.
Ad ogni modo.
Torno al nostro tavolo con un triste yogurt e qualche pezzetto di frutta che, si sa, la celiachia non é mai stata una grande alleata sotto questo aspetto.
Sognante penso alla fortuna che ha Lui nel poter assaggiare tutto.
Sta arrivando.
Il piatto é stracolmo.
Sono curiosa, guardo famelica che manco Zac alle 18 prima della pappa.
È sempre più vicino, ho gli occhi a forma di cuore e un po' di bavetta alla bocca.
Mi ricompongo.
Osservo, penso di aver sbagliato.
Forse non é Lui davvero.
Ma noto che mi punta, si dirige verso di me.
Guardo Lui, guardo il piatto.
Ecco.
Avevo appena finito di dire "Chissà chi é quel folle che alle 8.30 del mattino ha voglia di mangiarsi dei ravioli cinesi col caffè?" fino ad accorgermi che ce l'avevo davanti.
Ma non era finita.
Nel piatto, oltre ai ravioli ha optato anche per dei noodles con tanto di uovo sodo e pak choi, fette di prosciutto arrosto (quello dei crauti per intenderci) e due pezzetti di sushi che un po' di pesce crudo chi non lo prenderebbe?
Tutto bene insomma.

Buongiorno!








martedì 23 giugno 2015

Luna di Miele

Immaginate un villaggio nell'est della Thailandia, un caldo come se steste vivendo in un forno pieno di Muffin e un livello di comodità inferiori rispetto a quelle abituali.
Immaginate una coppia di neo-sposini, innamorati e felici dopo un anno di lavoro relativamente stressante e impegnativo, ma soprattutto, reduci da due (che poi saranno tre) matrimoni.
Immaginate di stare con una persona che dopo 100 giorni in Asia ancora faceva il paragone del "in Svizzera sono le 15, per cui qui saranno le 20 o le 21".
Immaginate poi, dopo una settimana, di arrivare al mare.
Profumo di salsedine, brezza leggera, cielo blu a perdersi con l'orizzonte dell'oceano, fiori esotici colorati, personale gentile e premuroso.
Una stanza che sembra quelle dei cataloghi viaggi da mille e una notte.
Immaginate la voglia, dopo un viaggio comunque lungo, di farsi una doccia tranquilli, guardare la propria stanza e sentirsi finalmente in vacanza.
Ecco.
*Driiiiiin
"Madame! Le abbiamo riportato i passaporti"
Gentilissimi, cordiali, cortesi.
Dopo 5 minuti
*Driiiiiiiiin
"Madame!! Sappiamo che siete in luna di miele, le porto dei Profiteroles e due tortine. Solo per voi, Enjoy" se ne va facendomi l'occhiolino.
Rientro, carica come se dovessi nutrire l'intera nazione e...
*Driiiiiiiiiiiiiiiiiin
Stavolta é una donna, si intrufola nella nostra stanza e in tempo record ne esce sorridente. In bagno la vasca é stata riempita di petali e sali da bagno e io comincio a pensare che ci sia una candid camera nascosta da qualche parte.
Stremata dai continui suoni di campanello e vista l'ora optiamo per la cena.
Scroscìo delle onde, candele, musica di sottofondo.
Io e Lui.
Cosa volere di più?
Mano nella mano torniamo in stanza, ci sentiamo cullati.
*Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin
"Madame! Vi abbiamo portato una torta, siccome non avete preso il dessert al ristorante abbiamo pensato di portarvelo qui. Good night"

Ora, gentili, gentilissimi, ma o vogliono vederci tornare a casa rotolando o ...
*Driiiiiiiin
scusate, devo andare ad aprire!


giovedì 18 giugno 2015

Matrimonio inaspettato

Ora, già ho dovuto ringraziare la buona stella per essere riuscita a convincerlo a sposarmi sia in municipio che in chiesa, che ve lo dico, mica é stata facile. Figuriamoci se gli avessi proposto una celebrazione su qualche spiaggia deserta, vestita con una tunica bianca correndo sul bagnasciuga mentre un fotografo scattava gli attimi più belli.
Ecco.
Non ci siamo proprio.
Poi però.
"Ci vediamo alle 16 in ufficio" ci dice il responsabile del progetto umanitario che ormai seguiamo da anni e che ci ospita durante la prima parte della nostra luna di miele (qui la nostra prima esperienza).
Quando arriviamo ci separano, Lui al piano superiore, io di sotto circondata da bimbe splendide truccate manco stessero per partecipare a Miss Universo.
Non capisco.
Mi fanno sedere per terra e una ragazza inizia a confabulare con un'altra, mi pettinano come se fossi una Barbie taglia MAXI infilando cose strane nei capelli che verranno poi fissate con dolorose mollette. Capirò poi che "le cose strane" non sono altro che corone di fiori. Mi truccano, mi vestono (non senza qualche problema di lunghezza) e mi infilano un paio di scarpe (considerando che qui il 37-38 va per la maggiore, potete solo immaginare come stavo comoda con il mio 41). Mi caricano su di un motorino con uno sconosciuto, ovviamente senza casco, ovviamente seduta di lato che sia mai che una donna con la gonna si scomponga.
Come se non bastasse guidiamo su strade sterrate e non so dove aggrapparmi.
Tutto bene.
Arriviamo davanti ad una casa e mi fanno sedere al centro del patio, attorno a me una decina di sconosciuti che mi fissano come se avessero visto la grandine e che mi chiedono cose incomprensibili. Sorrido come ho visto fare da Kate Middleton, evito però di muovere la mano.
Dopo un buon 20 minuti arriva lo sposo, seguito da un corteo rumoroso di gente che grida e incita, che canta e balla. La sua espressione la dice lunga e io temo in un divorzio fulminante.
Nella stanza un sacerdote vestito di bianco, un enorme arrangiamento floerale, riso, uova e un povero pollo. Ci inginocchiamo davanti a lui, ci legano le teste con fili e corde e cerchiamo di capire quello che succede.
Falliamo, evidentemente.
Di tanto in tanto ci dicono di congiungere le mani, di stringere i fiori, ci fanno cambiare posizioni e iniziamo a sentire dolori a piedi e gambe, schiena e braccia. Lo stare rannicchiati al suolo non é cosa facile se non sei abituato.
Dopo un sermone durato 20 minuti circa tutti lanciano un urlo e di punto in bianco ci lanciano manciate di riso e fiori, riprende il sacerdote e dopo poco di nuovo riso e fiori. Questo per 4 volte.
Per terminare legge il nostro futuro in un uovo sodo e nella zampa del povero pollo che, apparentemente, prevede una vita felice e serena. Ma se questo sia vero lo sapremo solo tra una 50ina di anni.
video

Prima di uscire siamo stati omaggiati con braccialetti gialli legati ad uno ad uno ai nostri polsi e seguiti da benedizioni di vario genere. Le foto con i partecipanti erano d'obbligo al punto che ho più foto con sconosciuti thai che non con la mia famiglia il 30 maggio.
Tutto bene.
Fuori un gran baccano, un pick-up munito di casse manco fossimo a Riccione il 15 agosto, due microfoni e un laptop.
Esatto: é giunta l'ora della festa a base di karaoke, thai barbecue e whisky con ghiaccio (gentilmente rifiutato visti i 40°C esterni). Seduti per terra a chiacchierare (si fa per dire) manco fossimo amici di lunga data mentre in sottofondo si potevano sentire canzone tipiche incomprensibili.
Ecco.
Ci siamo risposati.
E ve lo giuro, malgrado tutto, l'emozione é sempre la stessa.



martedì 9 giugno 2015

Serate Stellari - S. Pellegrino Sapori Ticino

Otto serate.
Otto chef.
Stellati. Fighi. Geniali.
Otto caratteri diversi, otto cucine diverse, otto modi di fare diversi. Otto uomini diversi. Otto esperienze diverse.
Otto chef che rientrano nella famosa 50's best di S. Pellegrino; che quando li incontri e ci parli ti viene un attimo la tremarella alle gambe manco stessi per passare il weekend con i Brangelina.

Prendi per esempio Massimo Bottura, un genio della comunicazione che ogni due per tre entrava in sala a spiegare i suoi piatti, dalla crosta della lasagna che, si sa, é la parte che si preferisce a quelli che ricordano dipinti. Una cucina eclettica che si classifica al secondo posto della classifica mondiale.
Andreas Caminada é l'esatto opposto (bellezza e fascino a parte), meticoloso e preciso. La composizione del piatto studiata, pure esplosioni di gusto in bocca. Una di quelle serate che difficilmente puoi dimenticare.
Sullo stesso spirito, seppur meno "One Man Show", Davide Scabin. Un piemontese convinto, uno di quelli che ha mandato la lasagna (quella vera, non solo la crosta) sullo spazio. Uno di quelli che ti fa giocare con il sale, senza mai utilizzarlo. Riduce frutta e verdura al punto da salare con essi le sue creazioni. Gioca con palloncini ad elio e manda un'intera sala indietro nei tempi, già, quelli dell'asilo.

Poi c'é lui, Mauro Colagreco, Argentino di nascita ma ormai residente in Francia. Un uomo sorridente, uno di quelli che ha due stelle Michelin e che si situa all'11esimo posto della S. Pellegrino ma ti fa sentire come se fosse il padrone di una semplice brasserie con menu stellari, ovviamente. In cucina i sorrisi e mai le grida, anche davanti agli imprevisti non perde la calma e manda avanti la sua brigata. Insomma, uno di quelli dal quale torneresti a mangiare senza ombra di dubbio.

Lo stesso lo direi per altri due chef, nordici entrambi, sui quali avevo riposto poca fiducia. Abituata alla loro tipica freddezza, all'essere quasi sterili emozionalmente, temevo avrei visto gran bei piatti ma fin troppo "puliti" per poter essere ricordati. Poi però, arrivano loro, Sven Elverfeld e Rasmus Kofoed. Due stili diversi, per carità, però due cucine che consiglierei a chiunque.
Il primo meticoloso, tre stelle Michelin, faceva rifare i piatti anche se una fogliolina invisibile non era posizionata più che perfettamente. Nei gusti un misto tra Germania e Asia, dove lui ad inizio carriera ha avuto modo di lavorare. Una continua mescolanza tra pesce e carne, parti pregiate e parti povere. Una vera esplosione di gusti.
L'altro più eclettico negli abbinamenti e se possibile ancora più esplosivo nei gusti. Fedele alle origini danesi tra rafano e salsa di cavolo fermentato (che giuro, non é come pensate). A vederlo assomiglia più ad uno skater che non ad uno chef stellato, eppure quando mette mano al prodotto riesce a creare combinazioni (avreste mai pensato di abbinare dell'Emmental all'ippoglosso?!) tanto particolari quanto deliziose.
Insomma, per me é SÌ.

Non dimentichiamo "quelli degli altri continenti", da una parte Anand Gaggan, il genio asiatico con il suo ristorante a Bangkok. Di lui ho solo sentito parlare visto che cucinava la sera prima del matrimonio. Mi é sembrato eccessivo mangiare indiano la sera prima di sposarmi col rischio di ritrovarmi occhi a rana il giorno dopo e una fiatella degna di Zac. Chi c'é stato, però, ne é stato entusiasta.
Dall'altra Diego Munoz, matita in testa manco fosse un architetto, grembiule e scarpa da ginnastica. Direttamente da Lima dopo aver lavorato in tutto il mondo per apprendere varie tecniche. La sua una cucina mai assaggiata, fatta di piatti tipici peruviani (che si sa, é rinomata per essere ottima) a base di mais nero, ceviche o lucuma. Che ve lo dico, se passate dal Perù (e chi non ci passa?) fateci un salto.

Ma la cosa che più mi ha colpito di questi chef galattici è la loro attitudine, seppur diversa, nell'affrontare la cena, nel far sentire lo chef ospitante a suo agio così come "noi" dello staff. Mi é piaciuto il modo scherzoso di Bottura nei confronti del suo staff, la disponibilità di Colagreco, la tirchieria (nel senso buono, ovviamente) di Munoz nel preparare il numero perfetto di piatti senza mollarne nemmeno uno al fotografo. Mi ha emozionato Kofoed che entrato in sala la prima persona che ha salutato é stata la moglie, con la quale ha parlato 5 minuti intimamente come se non ci fossero davvero 60 persone attorno a loro. Scabin con il suo modo di fare amichevole che "guai a te se mi dai ancora del Lei" o Elverfeld col quale mi sono persa in 45minuti di chiacchierata su tecniche e sapori. Non da ultimo Caminada che per essere certo di assicurare il suo standard ha portato con sé tutta la sua brigata di sala e di servizio, solo 30 persone (già.).

Stuzzichini per l'aperitivo di Mauro Colagreco
Ostrica, pera e tapioca, la fine del mondo di Mauro Colagreco
La crosta di una lasagna di Massimo Bottura
L'arte nel piatto, manzo con i suoi accompagnamenti - Massimo Bottura
La cena GEEK di Andreas Caminada: paesaggio delle alpi
La precisione nel piatto di Caminada. Se vi dicessi che non ricordo cos'era? Male. Molto male.
La lasagna "spaziala" di Davide Scabin
Rotolini di fassona, foie gras, insalata, patatine fritte: foodporn vero. Davide Scabin
Foto rubata causa telefono scarico, geniale vero? Il dolce di Sven Everfeld tra pini e funghi: divino
Capesante e pomodori di Diego Munez, uno spettacolo!
Astice, capesante, cavolfiore e erbette. Una di quelle cose da "me ne dia un altro, la prego" di Rasmus Kofoed
La foto non rende, lo so, ma questo ippoglosso con cipolle all'aceto alla camomilla e acqua all'Emmental era da sballo. Rasmus Kofoed

E se vi dicessi che alle 10.30 mi é già venuta fame?
(Per più info: http://www.saporiticino.com)

lunedì 8 giugno 2015

Foodblogger fallimentare

Frustrazione é una parola grossa, esagerata.
Però, credetemi, un po' ci sta.
Che io mi impegno un sacco a sperimentare nuove ricette, replicarne di esistente, migliorarne di già postate. Mi impegno a scrivere dei testi (più o meno) brillanti. Mi impegno persino a scattare delle foto con una reflex che manco so usare con giochi di luce di cui non conosco le teorie.
Mi impegno.
Poi però.
Arrivano il gatto e la volpe.
Uno alto, l'altro basso.
Uno nero, l'altro bianco.
Uno bello, l'altro anche.
È così che il mio essere foodblogger viene totalmente surclassato.
No, non da loro.
Da voi! O.o
"Torta morbida al rabarbaro" - grado di apprezzamento: 4/10
"Lasagnetta ai carciofi" - grado di apprezzamento 3/10
"Pennette al pesto di broccoli" - grado di apprezzamento 5/10
"Foto del matrimonio" - grado di apprezzamento 10/10
"Foto di Zac che dorme" - grado di apprezzamento 15/10

Ma ditemi, che sia ora di cambiare il tema di questo blog?
...
Naaaaa

FOCACCIA AL ROSMARINO (1 teglia da 24cm di diametro)

250g farina forte (Manitoba)
8g lievito di birra fresco
1 pizzico di zucchero
120g acqua
5g sale
2-3 rametti di rosmarino
qb olio d'oliva
qb fleur de sel
  • In una ciotola lavorare la farina con il lievito sbriciolato, il pizzico di zucchero, l'acqua ed il sale. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Mettere in una ciotola, coprire con un sacchetto e lasciar lievitare in un luogo tiepido per 2 h circa
  • Riprendere l'impasto, sgonfiarlo e riformare una palla piegandolo su se stesso un paio di volte. Adagiarlo nella ciotola e lasciare lievitare ancora per 1 h
  • Sgonfiare nuovamente l'impasto e posizionarlo in una teglia precedentemente oliata. Con l'aiuto delle mani o di un mattarello stendere la pasta fino a coprire il fondo della teglia. Bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta. Oliare abbondantemente la superficie, cospargere di fleur de del e rosmarino. Infornare in forno già caldo a 250°C (o al massimo della temperatura del vostro forno), abbassare dopo 5 minuti a 230°C e lasciar cuocere per 15 minuti circa
  • Servire ancora tiepida



lunedì 1 giugno 2015

Quello che le spose non dicono

Dalla prima visione di Biancaneve a 3 anni ho capito che prima o dopo avrei voluto un vestito vaporoso condito con un sorriso ebete, un principe azzurro e un cavallo bianco (dei tre l'unico punto ad essere flessibile). Mai, però, avrei saputo che:

  • Mi vuoi sposare?
È la frase che ogni donna vorrebbe sentirsi dire, soprattutto allo scoccare del secondo-terzo anno di relazione. Quello che però non sai é la sensazione di panico che ti colpisce appena ti viene chiesto. Un misto di ansia e felicità del tipo "non credo di essere pronta, non sono ancora così grande". L'effetto dello shock passa dopo qualche settimana (mese?)
  • Vestito
Passi la vita a sognare quel momento in cui indosserai l'abito per la prima volta senza renderti conto che non sai bene dove andare ad acquistarlo. Non sai che puoi scomporre l'abito come vuoi e fartelo fare su misura, non sai che puoi aggiungere e togliere, stringere e allargare, allungare ed accorciare. Non sai che i vestiti (la maggior parte) sono pesantissimi e al solo indossarli ti viene da star male, non sai che alcuni sono talmente scomodi che rischi di passare la serata seduta in un angolo. Non sai che il giorno prima delle nozze avrai ancora delle modifiche da fare e che no, non prevedere di dimagrire per quel giorno, tanto non succederà causa addii al nubilato, cene e aperitivi di commiato

  • Data, location, catering
Ora, anche la più fanatica teledipendente di WeddingTV temo possa avere qualche problema iniziale. Già, perché una volta che la macchina matrimoniale ti ha assorbito devi iniziare a reagire. Devi scegliere una data e non so voi ma noi siamo andati per esclusione con il posto dove volevamo sposarci che, grazie al cielo, era tra i miei desideri dai tempi di Biancaneve. Il che ci ha permesso di evitare la visita guidata a hotel & ville private, ristoranti o grotto con tanto di "dopo mezzanotte niente musica" o "il costo della villa é di CHF XXXX, ovviamente tutto escluso". Lo stesso vale per la scelta del menu che, nel mio caso, mi é stato proposto una settimana prima. No panic, sarà sempre e comunque delizioso
  • Fotografo & video
Trovare un fotografo un po' spigliato che riesca a fare delle foto che vadano oltre alle classiche foto di gruppo moleste o in posa non é compito semplice, a meno che tu non abbia la fortuna sfacciata di trovare un bravo fotografo ad un altro matrimonio e fargli la corte. Il passaggio più duro però, sappiatelo, é quello di convincere il proprio futuro marito che sì le foto sono fondamentali e che sì anche il video é un'idea geniale e che sì ci sarà un momento in cui si faranno due scatti assieme di quelli patetici perché sì é così che si fa. Poi in realtà no, perché sei talmente preso a salutare e chiacchierare che in 5 minuti hai fatto due scatti rapidi e chi si é visto si é visto. Se chiedi al fotografo scatti rubati non incavolarti se poi ti ritrovi con espressioni orripilanti, braccia flaccide e capelli arruffati
  • Invitati
La parte più complicata in assoluto. La scelta di amici e parenti é una sorta di taboo legata al dramma tavoli che secondo me mettono a dura prova il matrimonio ancor prima di cominciare. Io e Lui ci siamo lanciati in un'ottica tanto egoista quanto giusta (almeno secondo me): la festa é nostra. Per questa ragione abbiamo favorito gli amici ai parenti, dei divanetti ai classici tavoli formali, uno standing dinner ad una cena seduta. Le donne mi hanno maledetta per il mal di piedi ma alle 21.00 eravamo già tutti in pista e senza abbiocco (o quasi). Sappi che, comunque, difficilmente farai contenti tutti, tanto vale far contenta te stessa e tuo marito
  • The Big Day
Non sei agitata tu ma ti agiteranno tutti gli altri. Quando tuo papà ti vedrà ti verrà un piccolo strappo in gola, da quel momento non sarai più solo sua. Passerai la giornata con una paralisi facciale e non ti renderai nemmeno conto del male terribile ai piedi fino a quando un'amica non ti consiglierà di passare alle scarpe da ginnastica (il giorno dopo le sarai grata). In chiesa continuerai a confabulare con tuo marito, gli chiederai almeno 10 volte se il vestito gli piace e vi stringerete le mani sudaticce. Avrai un pastone in bocca e passerai un'ora sperando che qualcuno ti porti un bicchiere d'acqua: ovviamente non capiterà. Entrando in chiesa non vedrai nessuno, sarai rapita dallo sguardo innamorato di Lui e dovrai distogliere lo sguardo per non scoppiare in lacrime. Darai più baci in 1h (dopo la messa) che in tutta la vita e ti accorgerai che non ricordavi di aver invitato tanta gente. Durante l'aperitivo ti annoierai a morte, tutti vorranno scattare foto con te o fare due chiacchiere, mentre tutti mangiano le leccornie che sognavi di assaggiare tu sei intenta a parlare, il bouquet non ti permetterà di tenere due cose in mano e dovrai scegliere tra il bicchiere o il piattino. Consiglio il bicchiere.
Per non parlare del marito: non lo vedrai mai, se non per qualche bacio rubato e qualche brindisi. Non mangerai un'altra volta e in men che non si dica ti starai dimenando sulla pista da ballo.
Niente telefono, niente orologio, niente cognizione del tempo fino a quando i primi ospiti non inizieranno a "mollare il mazzo", passerai un'altra eternità a salutare (datemi retta, ai prossimi matrimonio scappate senza dire niente).
Alle 4 del mattino vi ritroverete soli, in una sala devastata con gli amici di sempre, berrete l'ultimo bicchiere, il più bello di tutta la serata

  • The day after
Non dormirai niente, soprattutto se ti ritrovi con un cane in casa e un insonne come marito. Ti sarai dimenticata la metà delle forcine in testa, non ti sarai struccata, avrai un vestito bianco per terra e un mal di piedi colossale. Al posto di un anulare sinistro un salsicciotto. Il telefono sarà bombardato da notifiche e messaggi nonché da foto. Passerai l'intera giornata a guardare foto, video e affini della sera prima mentre Lui diventerà un tutt'uno con il divano. Sentirai al telefono metà degli invitati e parlerai con tutti delle stesse cose. Finalmente capirai le amiche che per due mesi hanno postato a raffica su Facebook foto del loro giorno, vorresti fare lo stesso ma ti trattieni (più o meno) e te le guardi in loop giorno e notte

  • La settimana dopo il Big Day
Fa strano. Molto strano. Un po' come le mamme che dopo aver partorito si toccano ancora la pancia (e detto da una che non ha figli fa veramente poco credibile). Dovrai correre a riprendere cose che hai lasciato qua e là, dovrai rispondere a messaggi e chiamate, dovrai ricordare chi devi ringraziare, dovrai partire per una luna di miele e quindi preparare le borse e sistemare il cane. Dovrai imparare il tuo nuovo cognome e non potrai più chiamare tuo marito fidanzato


Ma la cosa che tutti ti diranno ma che finché non provi non sai é che ti sentirai la persona più felice del mondo e un'aurea di gioia e serenità cadrà su di te.



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