lunedì 21 luglio 2014

WELCOME!

Caro Nonsonostatoio,

se soltanto sapessi quanto ci sei mancato in questi mesi.
Quante volte ho guardato in direzione della tua cuccia rattristandomi non vedendoti, quante volte ho rischiato di comprare i biscottini al supermercato e quante altre mi sono sentita in colpa andando direttamente fuori a cena scordandomi che a casa, tanto, tu non c'eri più.
Io e Lui per settimane non siamo riusciti a stare a casa, ogni scusa era buona per uscire, fare una passeggiata o semplicemente scappare da quella che era la nostra vita assieme.
Il tempo, si sa, guarisce tutto ma la mancanza di un super-cane come te si faceva sentire sempre più.
E quindi, mio caro amico, tra qualche settimana arriverà ZAC.
Al momento credo che farà più danni di te, morsicherà scarpe nuove, distruggerà tappeti e mi obbligherà a fare passeggiate chilometriche. Dovremo abituarci al suo carattere, a giocare nuovamente con un cucciolo e ad aprire il cuore nuovamente ad un pelosetto.
Ma sono sicura che sotto la tua guida potrà diventare un Nonsonostatoio Junior di tutto rispetto.


Una cosa però te la prometto, per lui niente pannecotte, solo questi biscottini che tu manco avresti guardato :-)

BISCOTTINI PER CANI (50ina pezzi)

1 omogeneizzato per bambini alla carne
1 uovo
2 cucchiai di quark magro
2 cucchiai di olio d'oliva
qb semi di lino
qb cereali misti
qb farina
  • In una ciotola lavorare con un cucchiaio gli ingredienti aggiungendo a piacere i semi di lino, i cerali e la farina. Aggiungere piano piano così da verificare man mano la consistenza. Idealmente dovreste ottenere un composto simile a quello della pasta frolla
  • Stendere la pasta su un po' di farina a circa 1cm di spessore e con l'aiuto di un tagliabiscotti ricavare delle forme. Posizionarle sulla carta forno e cuocere in forno a 180-200°C aria calda per 15 minuti circa o fino a quando il fondo non sarà dorato
  • Far raffreddare e dare al nostro amico a 4 zampe come stuzzichino








venerdì 27 giugno 2014

Mondial...mente buono!

Durante le olimpiadi invernali tutti ci appassioniamo al curling (per poi dimenticarlo qualche mese dopo), tifiamo i nostri campioni sulle nevi e ci dilettiamo nei commenti sullo sci di fondo.
Durante quelle estive, invece, non riusciamo a chiudere la bocca davanti agli sprint di Bolt o ci teniamo a precisare che il lancio del giavellotto non é poi così male.
Non parliamo poi del tennis! Dall'Australia all'Inghilterra, dall'erba alla terra (e dai che faccio pure le rime) sempre a tifare il nostro Roger (o chi per esso). Improvvisamente ci incolliamo davanti al televisore per ore gridando ad ogni ACE (ma non era un succo?) senza poi capirci molto.
E poi be', vogliamo parlare del calcio?
Durante 3 anni e 11 mesi nemmeno ci ricordiamo di quello sport che, anzi, ci rovina i piani domenicali. Che poi dico, ogni domenica alle 15? Per non parlare delle nuove date che vedono protagonisti anche venerdì, sabato e lunedì e nei periodi pure il martedì con la champions. Che se per disgrazia vuoi guardarti Grey's Anatomy devi prima fare i conti con Buffon e Behrami.
Poi però.
Sarà l'amore per la patria, la sindrome da gregge, le costine e la birra come aperitivo, le serate in compagnia, la beffa tra squadre rivali o semplicemente il gioco del calciatore (*); tutti, ma dico proprio tutti, diventano tifosi.
Oh no.
Sbaglio.
Non tifosi.
Diventiamo allenatori, supporter, famigliari, amici, sostenitori, intenditori, specialisti, calciatori e anche massaggiatori dei nostri idoli che, durante il periodo "non mondiale", non sappiamo manco dove giocano (se scuoti la testa pensando che non ho ragione dimmi dove gioca Michael Lang (**)).
Dal bar al supermercato non si parla d'altro. Le amiche che prima parlavano solo di smalti fluo e odio per la palestra ora si ritrovano a guardare interessate le partite più disparate (vedi come sopra *).
Nascono anche delle buone rivalità e delle rivalità invece meno buone ma ormai, tutto fa parte del gioco. E tra una sconfitta e una vittoria, pare che la Svizzera sia riuscita ad entrare negli ottavi e quindi quale miglior ricetta se non questo pane tipicamente nostro?

E forza, lasciatemelo dire, Hopp Schwiiiz!

PANE SCHWIZZERO (1 pagnotta)

500g farina bigia (o parte integrale o rustica)
16g lievito fresco
1 pizzico di zucchero
380g acqua tiepida
10g sale
QB semi di girasole, lino, zucca o altro (opzionale)
  • In una ciotola (o nell'impastatrice) lavorare la farina con il lievito sbriciolato, lo zucchero, l'acqua, il sale e i semi misti fino ad ottenere una massa omogenea. Se vi sembra che l'impasto sia umido non preoccupatevi, essendo una farina integrale assorbe molta più acqua e una massa più umida renderà il pane migliore. Far lievitare in una ciotola coperta da un sacchetto di plastica per almeno 1h (o fino a quando sarà raddoppiato il volume)
  • Riprendere la massa lievitata e sgonfiarla sulla spianatoia, dare qualche piega per dar forza all'impasto e metterla su di una teglia coperta da carta forno a lievitare per altri 30 minuti coperta
  • Spolverare la superficie del pane con della farina bianca e praticare delle incisioni con un coltellino a sega. Infornare in forno caldo a 230°C, nebulizzare dell'acqua all'interno del forno, e cuocere per 5 minuti. Abbassare la temperatura a 180° e continuare la cottura per altri 30 minuti. Se il pane risultasse troppo pallido nebulizzare altra acqua verso fine cottura
  • Il pane é cotto quando bussando sotto risulta un suono vuoto. Far raffreddare su una griglia e gustare con un pezzo di formaggio o di carnesecca :-)





NOTA:
Questo pane solitamente non ha all'interno dei semi ed é fatto solo di farina bigia ma le varianti con semi e mix farine (nella foto parte farina integrale) lo rendono interessante. Ovviamente con l'aggiunta della farina integrale risulta più compatto che non di solo farina bigia.

(*) il gioco del calciatore non é idea mia ma l'ho sentita da alcune ragazze che vengono ai miei corsi e l'ho trovata geniale. Mentre gli uomini controllano i fuori gioco, loro controllano i giocatori più appetibili facendo così un torneo di bellezza. Chi vincerà tra Yann Sommer, Olivier Giroud e Hulk?

(**) A te che non lo sai, il nostro Micheal Lang gioca nel Grasshopper

mercoledì 25 giugno 2014

Carré d'agnello con gratin di patate - video ricetta

Apro blogger.com.
Niente.
Inizio a scrivere qualcosa.
Niente.
Cancello qualcosa.
Niente.
Riscrivo qualche riga.
Niente.
Faccio un giro su FB.
Niente.
Faccio un giro più generico sul web, dai risultati calcistici alle notizie di cronaca.
Niente.
Mi alzo e bevo un caffè.
Niente.
Sono passati 32 minuti e?
Niente.

Gna posso fa.

Però, vi lascio con questa video-ricetta che secondo me é uno spettacolo. Non tanto per quel che faccio che é certamente discutibile, quanto per il risultato assicurato e la bontà pura della carne.
Insomma, forse gna fo!

sabato 21 giugno 2014

Sono un disastro

Sono un disastro.
Un vero disastro.
Fosse per me vivrei da precaria, con cose in mille sacchetti in giro, sparsi, senza aprirli mai. Credo sia una sorta di patologia (e se ci fosse uno psicologo tra chi legge sarei grata in una psicanalisi rapida). È più forte di me, é come se fosse una sorta di comfort-zone, un peluche rassicurante o una sicurezza. Che ne so, sarò matta o semplicemente disordinata.
Molto disordinata.
Il dramma però avviene quando questo disordine compulsivo affligge anche terzi che possono essere Lui, amici o genitori.
È così che dopo anni di scatoloni ammassati in cantina dai miei, mi viene richiesta una pulizia nel dettaglio con parola chiave *ordine e distruzione*.
Passo ore a rovistare tra queste vecchie cose, il quaderno di matematica alle elementari, il classatore di francese con le dediche sopra ma anche il libro di testo di italiano. Non mi basta capire cos'é, voglio tornare indietro, assaporare quello che per me era importante da ragazzina. Inorridisco davanti a certe letterine mandate (e ricevute) da compagne con frasi del tipo "sono innamorata folle di quel ragazzo che con cui non ho mai parlato" per poi rinnegare tutto due letterine dopo. Impazzisco nel vedere quante cose avrei potuto imparare a scuola se soltanto non avessi sempre e soltanto voluto galleggiare (nelle materie che odiavo) e vivere di rendita (nelle materie che amavo).
Non che fossi una sorta di scellerata che ogni anno di questi tempi si doveva far fustigare dai genitori per i pessimi risultati scolastici, anzi. Però, qualche sforzo in più a matematica e storia avrei potuto farlo.
Tra i reperti scolastici e le Smemorande però scorgo qualcosa di molto più antico, cose di quando hai 5 anni. Guardo bene e mi prende un colpo al cuore: adesivi.
Ma non di quelli semplici, quelli da ricalcare. Ricordo ancora il negozio dove mia mamma me li comprò, ricordo perfettamente l'amore per quei quattro fogli pieni zeppi di animali. Ricordo l'emozione nel guardarli ma mai usarli perché "non c'era mai il momento buono". È così che ho ritrovato quattro fogli ancora pieni, immacolati e perfetti.
Sono un disastro.
Un vero disastro.



PS: Da notare nel disegno il carrello della spesa in mezzo all'orto e le mele & pere volanti. Alcuni sostengono possa essere un tosaerba, forse. Cercasi, nuovamente, psicanalista pedagogico.

martedì 10 giugno 2014

Lei c'é

Lei c'é.
Ma tu mica te ne rendi conto.
O meglio, lo sai, lo vuoi, lo pretendi quasi, ma mica capisci veramente.
Sono servite fiumane di amiche con le loro esperienze e qualche anno in più per fare il punto della situazione.

  • Neonata, accudita ogni secondo, ogni attimo. Senza nemmeno rendersene conto. Lei c'era
  • Gli anni scolastici, le prime difficoltà nel gestire le relazioni con gli altri litigando, prendendosi a calci o semplicemente utilizzando quel lessico pungente che solo un bambino sa fare. Lei c'era
  • I pranzi, tutti i santi giorni, quasi sempre diversi, sempre in orario, sempre presente. Lei c'era
  • Le vacanze a sciropparsi i miei "giochiamo, facciamo, andiamo", qualche (molte?) intimidazioni per farmi smettere ma poi comunque... Lei c'era
  • I primi problemi di cuore, di quelli che ti sembra di perdere l'anima, dove ascolti una canzone per giorno e notte singhiozzando come se non ci fosse un domani. Lei c'era
  • Andare all'università, tornare e trovare chi ti lava e stira, chi ti cucina, chi ti coccola manco fossi in un hotel 5 stelle. Lei c'era
E questo é solo un piccolo, piccolissimo, elenco di cose che Lei ha fatto per me. Per carità, non é mai stata una chioccia o una di quelle "amoretesorocucciolopiccipicci" però c'é sempre stata. Solo oggi mi rendo conto di quanto egoismo ci possa essere in un figlio, seppur non volontario. Quell'egoismo "sano" per il quale tu sai che Lei c'é. Quella rete di protezione in un grande circo prestigioso, tu a piroettare sulle funi della vita, Lei sotto, silenziosa e paziente, sicura e accogliente. Basta un piccolo tentennamento, una svista, uno scivolone e Lei c'é.

Cara Mamma, ti ringrazio per tutti questi anni di amore incondizionato, di risate, litigate, di gioia vissuta assieme. Ti ringrazio per aver sempre tenuto la porta aperta per non avermi fatto pesare mai questo dover "esserci sempre".
Tantissimi auguri di compleanno <3

FOCACCIA

500g manitoba (o farina di spelta)
10g lievito di birra secco
140g olio d'oliva
360g acqua
10g sale
qb semolino
qb sale grosso
qb erbette
  • Lavorare la farina con il lievito, 40g di olio, l'acqua ed il sale fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. La consistenza resterà relativamente umida e appiccicosa ma non aggiungere farina!
  • Mettere la pasta a lievitare in un contenitore preferibilmente quadrato e precedentemente oliato. Coprirla con un telo o con un sacchetto di plastica e lasciare lievitare per 1h circa (deve raddoppiare)
  • Ungere il piano di lavoro e spolverarlo di semolino (opzionale), trasferire l'impasto lievitato con molta delicatezza e piegarlo in modo da tenere all'interno l'aria. Dividere in due parti e formare due filoni rettangolari allungando la pasta leggermente. Posizionare i due filoni sulle teglie (ben distanziate o si incolleranno!). Far lievitare per un'altra ora, l'impasto deve raddoppiare di volume
  • Bucherellare le due focaccine con i polpastrelli accertandosi di andare ben in profondità, condire con l'olio restante (o almeno parte) e con quel che più vi piace (pomodori, cipolle, erbette, olive) e cuocere per 15 minuti in forno preriscaldato a 220°C. Condire con un filo d'olio a fine cottura e far raffreddare





NOTA:
Si può chiaramente fare una sola focaccia grande al posto di due piccole.
Ottima tiepida! Ma anche il giorno dopo non é malaccio, sempre che vi rimanga :-))

domenica 1 giugno 2014

Fragole, fragole, fragole

Se vi dicessi che la mia assenza é stata causata dalla nuova passione agricola ci credereste?
Eppure le ore passate nel micro orto sono state tante, più che altro nella speranza di veder crescere tutto alla rapidità di farmville.
I primi segni di nascita li ha dati l'insalata, mangiata a breve dai lumaconi (subito rimediato con cenere, gusci, preghiere e quant'altro). Sono poi arrivati i limoni "non é ancora ora, non é ancora ora" fino a trovarne uno marcio a terra. Tutto bene, sempre.
Mi sono lasciata incantare da quello che doveva essere una pianta di peperoncino rosso, ero galvanizzata da quel cornetto verde che stava crescendo. Al momento mi ritrovo con una sorta di corno delle alpi che sta man mano invadendo l'orto e non ha nessuna intenzione di arrossire. Avrò sbagliato taglia o colore?
La melanzana é in fiore e vedendo il tempo che ci sta mettendo servirò parmigiana ad ottobre come se piovesse. Lo stesso vale per finocchi e fave, che continuano a rinforzarsi ma temo che quest anno me la danno buca. Ma io ci credo ancora.
I pomodori, cuor di bue, temo stroncheranno la pianta, così ciccioni e possenti su un tronchetto da "tre e una cicca" come direbbe mia nonna.
Ma attenzione attenzione, il vero orgoglio va...
"Non le voglio! Invadono tutto!" diceva Lui
"Siii ti prego! Rinuncio a mirtilli, more, lamponi, ribes,.. ma prendiamole!"
Indovinate chi l'ha spuntata?
Esatto, sei stupende piantine di fragole che, in situazioni ottimali, consentono la produzione di:
* 0 barattoli di marmellata
* 0 mousse alle fragole
* 0 fragole sciroppate
* 0 gelato alle fragole
* 0 margarita ghiacciata
* 1 bacinella con 3 fragole
Insomma, un orgoglio raro.
È così che dopo aver tolto la prima con grande cura e averla divisa in 5 parti (ogni commensale aveva diritto a un micro-quinto) ne ho curate due, belle, grosse, rosse, spettacolari. Le raccolgo con cura, le appoggio per terra pensando "quasi quasi lego questi pomodori" e...
SNEC.
Ho accidentalmente calpestato la produzione annuale di fragole.
Tutto bene, sempre.

TORTA DI FRAGOLE (non mie) E RABARBARO

450g rabarbaro
250g fragole
250g di yogurt bianco (o due vasetti)
250g farina (io senza glutine)
250g maizena
1 bustina di lievito per dolci
5 uova
280g zucchero
1 punta di coltello di semi di vaniglia
250-300g olio di semi
1 manciata di pinoli o mandorle a scaglie
QB zucchero al velo e burro per la teglia

  • Lavorare le uova con lo zucchero e la vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere lo yogurt, lavorare velocemente e la farina con la maizena e il lievito. Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo
  • Mettere il tutto in una teglia precedentemente imburrata, sparpagliare il rabarbaro precedentemente lavato, privato dei filamenti e tagliato a tocchetti. Infornare a 200°C in forno pre-riscaldato per 15 minuti circa
  • Togliere la torta, aggiungere le fragole tagliate a tocchetti, le scaglie di mandorla, spolverare di zucchero al velo e infornare nuovamente per 20-25 minuti. La torta deve risultare dorata in superficie
  • Prima di servire cospargere nuovamente di zucchero al velo

NOTE:
La ricetta originale l'ho presa da qui e modificata a mio piacere, soprattutto utilizzando una farina senza glutine. Ovviamente l'effetto era meno morbido di quanto non sarebbe stato con una farina normale. Ho inoltre aggiunto un 50g di panna & latte per rendere il composto più morbido (la farina senza glutine assorbe più acqua rispetto a quella normale) ma se dovessi rifarla non esiterei ad aggiungerne ancora di più :-)
Malgrado tutto non ne é avanzato un pezzetto!

lunedì 5 maggio 2014

Professione Ortolana

È vero, lo ammetto, tra pollici e alluci niente di verde.
Ma proprio niente.
A 18 anni avevo un morosino giardiniere che aveva provato, timidamente, a trasmettermi un po' di passione regalandomi fiori (che morivano regolarmente nel giro di qualche giorno) o piante aromatiche (di breve sopravvivenza).
Con gli anni un minimo di passione in più é arrivata ma di certo non arriverò mai ai livelli di mia mamma con la casa invasa dalle orchidee in fiore dopo mesi, che dico, anni. E nemmeno come i miei nonni che quotidianamente si recavano nel loro giardino.
Però.
La passione per il cibo che avanza, l'amore per il buon prodotto, la carenza (a volte) di prima scelta nei supermercati e quell'aria di sfida con me stessa mi hanno portata qui.
Signore e Signori, avete davanti a voi un'Ortolana.
Già.
Un orto.
Talmente pieno che sembra uno di quei piatti da buffet nei villaggi. 
Ma a me piace.
Felice come una bimba il giorno di Natale lo curo, lo annaffio, lego i pomodorini. I primi due giorni passano sereni.
Al terzo inizia a piovere, e penso che sia un segno del destino. Un aiuto divino.
Al quarto non ha ancora smesso di piovere e il mio orto sta diventando una piscina.
Al quinto arriva pure la grandine trasformando la piscina in pista di ghiaccio.
Al sesto finalmente splende il sole, penso sia stato soltanto una prova: superata.
Al settimo giorno scopro che dell'insalata non restano che dei moncherini.
Grazie lumaconi per apprezzare tanto il mio orto. Ci mancavate solo voi in questo progetto distruttivo di una me Ortolana.
Ma tranquilli, ce la posso fare.


PANNACOTTA
alla
BARBABIETOLA
20ina ciotoline


INGREDIENTI:
250g barbabietola cotta
200g panna fresca
200g crème fraîche
10g zenzero 
3 fogli di gelatina
1 barbabietola cruda
qb sale & pepe
qb crescione in germogli
qb olio per friggere

PROCEDIMENTO:
1 In un mixer unire la barbabietola cotta con la panna, la crème fraîche, lo zenzero grattugiato, sale e pepe. Frullare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
2 Versare il composto in un pentolino e portarlo ad ebollizione, strizzare la gelatina precedentemente fatta ammollare in acqua fredda e aggiungerla alla barbabietola, mescolare bene con una frusta
3 riempire le ciotoline a piacere, lasciar raffreddare e mettere in frigorifero a solidificare per qualche ora
4 tagliare la barbabietola cruda a dischetti con l’aiuto se possibile di una mandolina. Scaldare l’olio in un  pentolino e quando caldo tuffare le chips di barbabietola finchè risulteranno croccanti. Disporle sulla carta cucina per farli asciugare
5 servire la pannacotta di barbabietola (meglio se tolta dal frigo 15-20min prima) con i germogli e la chips





 NOTE:
È un ottimo stuzzichino per aperitivo ma potrebbe essere anche un buon antipasto. Evitare porzioni troppo grandi, altrimenti diventa stucchevole :-)

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