mercoledì 24 agosto 2016

I falsi miti della gravidanza

"Vedrai quanta gente ti tocca la pancia, che fastidio".
Non so quante volte ho sentito questa frase, al punto che nemmeno alle mie più care amiche osavo più toccarla. Non sia mai che, con gli ormoni, mi avrebbero staccato le dita a morsi.
Be', o erano insofferenti loro o io ho un'espressione da bulldog inglese.
Già.
Nessuno mi ha mai toccato la pancia.
Ma vi pare possibile? Ci sono persino rimasta male, al punto che mi é capitato di incitare una signora a farsi un giro tanto per capire l'effetto che fa.
Non fraintendetemi, non é che io ambisca a farmi accarezzare questo super bozzo da sconosciuti, ma vi assicuro che dal non poterne più alla calma piatta c'é una bella differenza.
Se mi incontrare al supermercato, vi prego, toccatemi la pancia.

"Non farai più la fila".
Certo, e io sono Biancaneve e a casa ho nascosto 7 bellissimi nanetti, una strega voleva darmi una mela avvelenata e un principe azzurro mi ha salvata.
Ma quando mai?? Al supermercato anche se ho solo due cose all'interno del cestino (e potrebbero anche essere una cassa d'acqua e 3kg di farina) nessuno mi ha mai detto "prego signora". Anzi. Ancora, ancora lo sguardo era di quelli "stai lì che ti fa bene, un po' di tono per i muscoli". Addirittura ieri una signora simil-anziana mentre avevo già praticamente posato le banane sulla bilancia per pesarle é riuscita ad infilare il suo kiwi singolo battendomi sul tempo. Ma forse aveva ragione lei, tra vecchiaia e gravidanza chi ha la precedenza? A mia discolpa vorrei dire che non aveva né il bastone, né la badante, né i capelli bianchi.
Per non parlare dei parcheggi e simili, ma effettivamente non ho mai provato a mollare l'auto in mezzo alla strada, far vedere il pancione e urlare al malcapitato "non pensa che dovrei parcheggiare prima io???".

"Quando hai il pancione ti guardano tutti diversamente".
Bene, qui prendo una parte delle colpe. Avevo previsto che il diversamente fosse inteso come una cosa positiva, non come si guarda dei rifiuti a bordo strada in piena estate.
OK, sto esagerando, lo ammetto. Però vi assicuro che la maggior parte della gente mi fissa stranita, e credetemi, non ho una pancia a punte simile a un Pokemon in evoluzione. Almeno, non sempre. Le peggiori? Le altre future mamme.
Ora, dico io, non dovremmo essere solidali?? Farci un sorriso d'intesa tra gli scaffali dei supermercati o traballando in contemporanea sui marciapiedi?
No. Le altre mamme ti guardano a mo' di radiografia per capire se la tua pancia é più grossa della loro (pur non sapendo l'età gestazionale) oppure ti ignorano come se tu non esistessi proprio.
Nota: non sto parlando di amiche o dei casi rari ma della maggior parte delle panzone là fuori.

"Mangerai per 3".
Continuate a raccontarla questa cavolata che poi le future mamme ci credono e tengono tutti i bonus per il fine della gravidanza così da potersi scofanare anche il cane, se necessario. Peccato che il bambino, se siete fortunate, vi si piazzerà comodamente sulla bocca dello stomaco, o sull'intestino, o sui polmoni, o sulla vescica o su tutti questi organi messi insieme.
Risultato? Al terzo boccone dovrete smettere di mangiare per poter prendere fiato, perché non ce la farete più, perché sarà troppo caldo o perché dovrete andare in bagno per la 20esima volta (in quell'ora).
Vero, potrete fare un sacco di spuntini ma di mangiare 3 piatti di pasta seguiti da 2 gelati nemmeno a parlarne.
Che poi, ringraziamo il cielo che almeno personalmente il reflusso é minimo che altrimenti alla lista delle gioie non dette si aggiunge anche questo!

... e potrei continuare!

PANE in PENTOLA (1 pagnotta da 750g circa)

250g farina Manitoba
200g farina 00
350g acqua tiepida
3g di lievito di birra fresco
1 pizzico di zucchero
6g di sale
1 spolverata di farina di semola
  • In una ciotola lavorare con un cucchiaio le due farine con il lievito sbriciolato (ev. scioglierlo nell'acqua), lo zucchero, l'acqua ed il sale fino ad ottenere un composto umido e ancora leggermente grumoso. Coprire con un sacchetto e lasciar lievitare per almeno 12h
  • Spolverare il piano di lavoro con la farina di semola. Rovesciare la massa lievitata e piegare i bordi verso l'interno (da sopra a sotto, da destra a sinistra, da sotto a sopra, da sinistra a destra), formare con l'aiuto di una spatola una palla e posizionarla in una ciotola coperta da un canovaccio e abbondantemente infarinata con le pieghe verso il fondo. Coprire con un sacchetto e lasciar lievitare altre 2h
  • Scaldare il forno a massima temperatura (nel mio caso 280-300°C) e inserire una pentola di ghisa con il coperchio a scaldare. Rovesciare con delicatezza il pane all'interno della pentola facendo attenzione a non scottarvi! Coprire con il coperchio e infornare per 15-20 minuti. Abbassare la temperatura a 240°C (nel caso il massimo del vostro forno é di 230°C rimanere con questa temperatura), togliere il coperchio e continuare per altri 10 minuti o fino a quando la crosta non risulterà ben dorata
  • Sfornare, togliere dalla pentola e lasciar raffreddare su una griglia. Servire





NOTE:
Evidentemente l'idea di questo pane non é mia, ha fatto voli pindarici sui blog di tutti partendo da un'idea di Jim Lahey. È anche conosciuto come no-knead bread (PANE SENZA IMPASTO)

martedì 16 agosto 2016

Cicala o formica?

Ho questa ricetta "in cascina" da qualche tempo ma é talmente goduriosa che non volevo bruciarla subito. Così ho rischiato di tornare bambina quando, per non "sprecare" degli stickers ai quali ero super affezionata, mi sono ritrovata a mai utilizzarli e ritrovarli a 28 anni in un cassetto impolverato.
Immaccolati.
Ecco, io sono un po' così.
Migliorata, per carità. Però penso che ci possa essere sempre un'occasione migliore.
Un po' formica. Un po' tanto formica.
Fortunatamente ho sposato una cicala che mi insegna a godermi il presente senza pensare che forse domani potrebbe servirmi più di oggi.
"Goditela".
E ha ragione.
Così quando finalmente mi decido a postare la video ricetta piove. Ma tipo diluvio. In estate.
Il giorno seguente? Diluvia ancora.
E poi iniziano le vacanze, poi mi dimentico, poi manca la connessione.
Insomma, gira che ti rigira, se non la metto oggi finisce che a luglio dell'anno prossimo manco mi ricordo di averla fatta e allora eccovi una droga vera e propria.
Concedetemelo, una porcata epica.
In stile americano però fatto in casa.
Che quando ci vuole, ci vuole.


COOKIES al CIOCCOLATO ripieni di GELATO
125g burro morbido
50g zucchero al velo
50g zucchero grezzo
1 punta di semi di vaniglia
1 pizzico di sale
1 uovo
200g farina (185g se glutenfree)
1.5 prese di bicarbonato di sodio
100g cioccolato a tocchetti (o gocce)
35g noci
1 confezione di Ben&Jerry (possibilmente al peanut butter!)
  • Lavorare il burro con gli zuccheri fino ad ottenere un composto cremoso e leggero. Aggiungere i semini di vaniglia, il sale e l'uovo e lavorare per qualche minuto o fino a quando non otterrete una massa omogenea
  • Unire gli altri ingredienti e lavorare in una pasta liscia che risulterà abbastanza morbida. Avvolgere nella pellicola e mettere al fresco per 1h almeno
  • Su una teglia foderata da carta forno fare delle palline di impasto aiutandosi con lo spallinatore da gelato. Lasciare una certa distanza tra un biscotto e l'altro. Se preferite dei biscotti più piatti, schiacciare un po' le palline, altrimenti lasciarle così come sono 

  • Infornare in forno caldo a 200°C per 9-10 minuti. I cookies devono ancora essere morbidi quando escono dal forno. Lasciar raffreddare almeno per 10-15 minuti
  • Togliere dal congelatore il gelato e con l'aiuto di un coltello affilato tagliare dei dischi dello spessore di circa 2cm (ma anche 4 se siete in forma). Adagiare sulla base di un biscotto il disco, eliminare la carta e posizionare un secondo biscotto a mo' di sandwich. Ripetere con tutti i biscotti
  • Mangiare quanto prima oppure riporre in congelatore fino all'utilizzo. Attenzione: crea dipendenza








VIDEO:


NOTE:
La mia scelta é ricaduta sul gelato al peanut butter e, sappiatelo, é la morte sua. Però potete variare tranquillamente con qualsiasi gelato (e persino marca). La cosa comoda di questi contenitori di cartone é che porzionare i dischi é molto più semplice.
Eventualmente sostituire i cookies con dei cookies al doppio cioccolato, questo chiaramente se siete per una dieta ferrea ;-)

mercoledì 3 agosto 2016

Addio cucina!

Non c'é bisogno di farne un dramma.
Capita.
Sono quelle cose che vanno e vengono, mica può durare per sempre.
E già sei stata fortunata, ti é durato qualche anno.
Per carità, non che tu sia mai stata vicino all'apice, anzi. Però i tuoi discreti successi li hai portati a casa.
Vero, é dura.
Comprensibile.
Da un giorno con l'altro *SBAM non c'é più.
Non gradualmente, ah no, totalmente.
Ed é lì che diventa difficile.
Pensare quante cose riuscivi a fare, pensa, persino in contemporanea. A volte di notte avevi delle idee e il giorno dopo le mettevi in pratica ed era un successo.
Incredibile.
Non c'era nemmeno bisogno che ti applicassi troppo, era innato, come se le tue mani sapessero già tutto.
Già, ma sono tempi passati. Inutile piangerci sopra.
Che il fatto di bruciacchiare una torta può anche capitare. Ma se bruciacchi anche il pane già i segnali diventano due. Lasciamo perdere il condimento dell'insalata troppo salato o quella torta che sembrava perfettamente cotta e in realtà é risultata perfettamente cruda.
Distrazioni? Forse la prima.
Ma quando anche lo zuccotto nazionale ha deciso di prendersi gioco di te malgrado tu te lo fossi immaginato perfetto nella tua testa.
Be', proprio non c'é più niente da fare.
E allora, non senza rammarico, lo ammetto pubblicamente.
Ho perso il tocco (se di tocco si può parlare).
E sì, non so più cucinare.

(VOLEVA ESSERE UNO) ZUCCOTTO ROSSOCROCIATO
2 dischi di pan di spagna
200g di acqua
50g di zucchero + 2 cucchiai
500g di ricotta (di pecora o di capra)
200g di panna + un po'
250g di fragole
1 punta di coltello di semi di vaniglia
1 cucchiaio abbondante di grappa nostrana (o rum)
qualche goccia di colorante alimentare rosso
1 cucchiaio di mascarpone
  • Per lo sciroppo portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero, far raffreddare. Aggiungere la grappa a piacere (per la versione analcolica evitare di aggiungerla). Unire un cucchiaino di colorante alimentare per ottenere un colore rosso acceso
  • Preparare il pan di spagna secondo la propria ricetta o acquistarlo già fatto. Ricavarne due dischi. Inzuppare il primo con abbondante sciroppo e posizionarlo in una ciotola precedentemente ricoperta con la pellicola alimentare. Mettere al fresco
  • Nel frattempo preparare la farcia montando la ricotta con i due cucchiai di zucchero e la vaniglia. Aggiungere con una spatola delicatamente la panna (200g) precedentemente montata
  • Tagliare le fragole a pezzetti e unirle al composto di ricotta e panna
  • Togliere la ciotola dal frigorifero e riempirla con il composto fino a 1cm dal bordo circa
  • Prendere il secondo disco di pan di spagna, ricavare un cerchio della dimensione del fondo della ciotola e inzuppare anch'esso di sciroppo. Chiudere bene il fondo, sigillare il tutto con la pellicola alimentare e lasciare al fresco per almeno 6-8h ma meglio se una notte intera
  • Prima di servire montare un po' di panna o eventualmente un cucchiaio di mascarpone con un goccio di panna ed un cucchiaino di zucchero fino ad ottenere una "glassa" densa. Distenderla a mo' di croce sulla superficie dello zuccotto. Servire


NOTE:
La mia idea iniziale era più ambiziosa creando una croce inzuppata di bianco e il resto inzuppato di rosso. Purtroppo però non avevo calcolato che il rosso si sarebbe impossessato del bianco e che la crema avrebbe cercato di evadere. Insomma, ho cercato di rimediare ai miei errori proponendo una versione secondo me più efficace, nonché più semplice.
E ve lo assicuro, brutta era brutta, oh se era brutta, ma sulla bontà? Nemmeno da discuterne!
Non da ultimo, evidentemente si può anche pensare di tagliare il pan di spagna a dischi o a fette, come per una versione classica e inzuppare tutto di sciroppo bianco così da poter utilizzare questo dolce per qualsiasi occasione.

Ahhh e che la vergogna sia con me, sempre:

venerdì 22 luglio 2016

Monotematica

Non é colpa mia.
Forse un po' sì.
Non ho argomenti.
O meglio, ne avrei. Ma sono sempre gli stessi.
1. Gravidanza
2. Cane
Insomma, che avrei anche rotto le scatole no?
E quindi meglio lasciare queste tre righe scarse, prive di grandi sensi (come se solitamente io fossi da premio Pulitzer..) ma perlomeno non ripetitive.
Che da domani ricomincio: gravidanza, cane, cane, gravidanza.
Pensare che mi sembra di avere una vita così entusiasmante ;-)

CHEESECAKE ai FRUTTI di BOSCO (22-24cm diametro)

150g biscotti tipo frollini (o Digestive)
85g burro
500g Philadelphia (o simile)
2 uova
1 tuorlo
85g di zucchero
2 punte di coltello di semi di vaniglia
20g di Maizena
100g panna
1/2 limone (succo)
170g crème fraîche o panna acida
2 cucchiai di zucchero al velo
qb frutti di bosco a scelta
qualche fogliolina di menta
  • In un mixer frullare i biscotti fino a ridurli in polvere. Aggiungere il burro precedentemente fuso e amalgamare. Foderare la tortiera a cerniera con la carta forno, trasferire i biscotti su di essa e formare il guscio: pareti e bordi. Pressare bene con l'aiuto di un batticarne o di un bicchiere. Mettere in fresco per almeno una 20ina di minuti
  • In una ciotola lavorare le uova e il tuorlo con lo zucchero e una punta di coltello di semi di vaniglia. Aggiungere anche il Philadelphia facendo in modo che non restino grumi. Inglobare la Maizena, il succo di mezzo limone e la panna
  • Rovesciare il composto sul guscio tolto dal frigorifero. Livellarla se necessario con l'aiuto di una spatola e infornare in forno preriscaldato a 165°C per 40 minuti, abbassare a 145°C per altri 15-20 minuti. Nel caso la superficie si stesse colorando troppo coprire con un foglio di carta alluminio. Sfornare e lasciar intiepidire
  • Preparare la copertura mescolando la crème fraîche con lo zucchero al velo e una punta di coltello di semi di vaniglia. Sfornare la torta, coprirla con il preparato e ripassarla in forno a 170°C per 2-3 minuti
  • Togliere dal forno e lasciar raffreddare completamente prima di guarnirla con i frutti di bosco e la menta



NOTE:
Sostituire i frutti di bosco con un'altra frutta o con niente del tutto

mercoledì 13 luglio 2016

Non ce la faremo mai

Non so se sia un male comune oppure una sorta di riflesso incondizionato che ha afflitto soltanto noi durante l'ultima vacanza.
Che poi diciamocelo, credevamo persino di essere indenni a certe cose.
Capita che ci ritroviamo sulla spiaggia, bianca, meravigliosa. Io e Lui, la nostra ultima (lo so, lo so, ce ne saranno altre, ma venitemi a dire che sarà la stessa cosa?) vacanza a due.
Un po' prendiamo il sole, un po' facciamo il bagno, un po' passeggiamo e un po'... Lo ammetto, mi dedico al mio passatempo preferito da ombrellone.
No, non é leggere.
Si tratta del "osserva i tuoi vicini".
Tranquilli, non son una stalker, solo che di tanto in tanto, capita di venire richiamati da un rumore, un gesto, una situazione.
NO?
Vabbe'.
Dicevo.
Quest'anno pare che il mio sport preferito abbia colpito anche Lui, solitamente menefreghista e persino infastidito dai miei studi sociologici.
"Hai visto quella famiglia?" mi dice ad un certo punto "Ma il bambino quanti anni avrà? Non dovrebbe avere i braccioli? Ma fino dove nuotano? Io non penso di potercela fare"
"Be', perché quella mamma invece? Sta costruendo la reggia di Versailles con la sabbia e io già mi irrito quando mi rimane tra le dita dei piedi" rispondo io sullo stesso tono simil-pessimista
"Ohddddio!! Ma dovremo vestire anche noi nostro figlio da palombaro al mare?"
"Ma secondo te si sono accorti i genitori che il bimbo é con i piedi in acqua senza salvagente?"
"Guarda quel papà!! Sta portando in spalla un bambino, l'altro ce l'ha in braccio e uno che corre a destra e sinistra"
"Ma quella bambina non sta mica mangiando della sabbia? La mamma dov'é?"
E potrei andare avanti almeno un'oretta.
Così dopo una giornata (fortunatamente con degli intervalli) passata ad osservare altri genitori ci siamo resi conto che le opzioni erano due:
1. La paranoia (quella più scontata): non ce la faremo mai!
2. Lo struzzo (quella prescelta): niente più spiaggia! No scherzo, spiaggia sì, ma senza più guardare né bambini né genitori. Fortuna che di tanto in tanto passava qualche anziano
"Certo che non deve essere facile invecchiare, no?"
E via un'altra paranoia...

CROCCHETTE di PATATE (15-20 pezzi)

300-400g (avanzi) di purè di patate
2 uova
1-2 cucchiai di parmigiano grattugiato
qb pangrattato (per impanare)
qb sale & pepe
1 goccio di olio d'oliva (o di semi)
  • In una ciotola lavorare l'avanzo di purè con l'uovo, il parmigiano e una macinata di pepe fino ad ottenere una massa morbida. Inserire il tutto in un sac à poche e formare dei budelli su di un foglio di carta forno dello spessore di circa 2-3cm
  • Mettere in frigorifero per qualche ora o nel congelatore per una 20ina di minuti
  • Quando si saranno solidificati, tagliare dei cilindri della lunghezza di 5-6cm. Passarli dapprima nell'uovo e poi nel pangrattato. Ripetere fino a terminare la massa
  • In una padella antiaderente (o nel forno) scaldare un goccio di olio d'oliva (o di semi) e rosolare le crocchette facendo attenzione che non si rovinino mentre si girano. Salarle e servirle ancora calde



VIDEO:


NOTE:
Aggiungere delle nocciole nell'impanatura per variare un po'. Aggiungere del prosciutto cotto al purè oppure dei pezzetti di mozzarella per una versione più golosa.
E, last but not least, complimenti a me per aver scattato le foto con un pezzo di adesivo ben in vista...


giovedì 23 giugno 2016

Te l'avevo detto

È che non ho scusanti.
Me l'hanno detto.
Ripetuto.
Ribadito.
E ridetto.
Il mantra é sempre lo stesso:
"Compra una seconda batteria e svuota sempre la schedina".
Ecco.
Ve l'ho già detto che io i consigli non li ascolto (quasi) mai?
Così, mentre giravo questa video ricetta mi sono accorta che la batteria iniziava a scarseggiare, ho cercato di velocizzarmi ma chiaramente quando lo fai inizi a ricevere chiamate e a far casini. Non contenta a metà di un procedimento mi si é spenta così ho dovuto caricare la batteria per 5 minuti (esattamente quello che consigliano tutti di fare) e riprendere come potevo da dove ero rimasta.
Come se non fosse abbastanza mi si blocca una seconda volta.
Indovina.
*Card Full*
Ma che gioia.
Così stacca la Canon dal cavalletto, togli la schedina e inizia ad eliminare a caso filmati vari.
Rimetti tutto in posizione e cerca di ripartire.
Il tutto?
Chiaramente girato senza margini di errore causa invito a pranzo e mente bacata che dice "ma si dai, hai poco più di un'ora, girala una video ricetta".
Ecco.
Ma anche no.
Però la sapete una cosa?
Questa torta é talmente buona che la rifarei anche mille volte alle stesse condizioni.
L'ho detto?
L'ho detto.

TORTA MORBIDA alle PESCHE & MASCARPONE (tortiera da 24-26cm)

4 uova
100g zucchero bianco
120g zucchero grezzo + 2 cucchiani
1 punta di coltello di semi di vaniglia
300g farina (265g se senza glutine)
250g mascarpone
2-3 pesche
8g lievito per dolci
qb. zucchero al velo
qb. granella di pistacchio
  • In una ciotola lavorare le uova con lo zucchero bianco, quello grezzo e la vaniglia fino ad ottenere una massa spumosa. Aggiungere il mascarpone e amalgamare. Unire anche la farina in due volte utilizzando una spatola così da non smontare il composto. Versare il composto in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata
  • Dividere le pesche a metà, privarle del nocciolo e tagliarle a fettine. Disporle sulla superficie della tortiera (volendo tagliarne alcune a tocchetti e metterle nel composto di base)
  • Spolverare con un cucchiaio o due di zucchero di canna e infornare a 180°C per 45-50 minuti, fare la prova dello stuzzicadenti (deve uscire pulito)




NOTA:
Per la versione senza glutine ho preferito aggiungere anche 3 cucchiaini di olio di semi. Assicuro: era morbidissima!!

mercoledì 15 giugno 2016

Gravidanza mon amour

Non fraintendetemi.
La gravidanza é l'esperienza più magica che una donna possa sperimentare nella propria vita, forse dopo il parto che però, evidentemente, non ho ancora sperimentato.
Credo di essere la persona più felice del mondo e orgogliosa di creare una piccola vita dentro me.
Detto questo.
Avete un bel dire voi che tutto é rosa e fiori, che le donne incinte sono più belle, che sprizzano energia da tutti i pori e bla bla bla.
Tralasciamo le restrizioni gastronomiche di cui ho già largamente parlato. Tralasciamo anche la stanchezza dei primi mesi che sembravo Zac da cucciolo: ogni angolo era buono per addormentarsi. Non voglio subentrare nella nausea che solo al nominarla temo possa tornare.
È il tuo fisico che ti gioca lo scherzo "più brutto".
Un giorno ti svegli e *SBAM! ti ritrovi una panza che nemmeno dopo il pranzo di Natale. I pantaloni non ti vanno più, le magliette diventano o corte o troppo strette. E qui, scatta anche la maledizione Pamela Andresson. Che per carità, direte voi, avere due poppe che nemmeno nei migliori sogni di vostro marito é un sogno.
BALLE.
Oltre a tirare tutto per la pancia avrete anche un seno che vi comprimerà in qualsiasi maglietta (comprese le XL di vostro marito). Senza contare il dolore fisico di tale cambiamento, il cambio reggiseno (da una seconda a una quarta abbondante) e l'imbarazzo nel mettere quelle magliette una volta normalmente scollate, adesso al limite della pornografia.
Che per carità, Lui ti vede meravigliosa. Che dico, ancor più di meravigliosa.
E probabilmente lo farai anche tu, tra qualche mese quando questo trio di bozzi scomparirà e avrai il dono più bello della vita tra le mani.
Ma considerando che la parte difficile arriva adesso, che dovrò cominciare a spostare il baricentro, mi tramuterò in una papera, avrò dei piedi che mi permetteranno di galleggiare sul Mediterraneo, una schiena indolenzita che manco dopo 3 mesi di corsi no-stop e un guardaroba che mi porterà a vestirmi di soli stracci (nel vero senso del termine).
Be', diciamolo alle future mamme.
La gravidanza é una gran figata, concordo, ma a volte vi sentirete davvero come se un alieno si fosse impossessato del vostro corpo per divertirsi un po', manco foste all'interno della casa degli orrori al Luna Park.

TORTIGLIONI ai PISELLI, FETA & MENTA (4 persone)

320g tortiglioni (o altro)
450g piselli
1 scalogno
50g feta (pref. alla panna)
qualche fogliolina di menta
qb sale & pepe
qb olio d'oliva
  • In una pentola scaldare un goccio di olio d'oliva e rosolare lo scalogno precedentemente tritato. Unire 300g di piselli congelati (o meno) e lasciar rinvenire per qualche minuto prima di bagnare con l'acqua fino quasi a coprirli del tutto, salare. Lasciar cuocere per una 15ina di minuti o fino a quando non risulteranno morbidi
  • Frullare il tutto fino ad ottenere una crema omogenea, se dovessero rimanere residui di buccia passare la vellutata. Aggiustare di sale e pepe se necessario
  • Portare ad ebollizione una pentola con abbondante acqua, salarla e tuffare la pasta per il tempo di cottura indicato sulla confezione. Quando mancano 5 minuti dalla fine aggiungere i restanti piselli e lasciarli sobbollire con la pasta. Scolare al dente
  • Unire la crema di piselli e amalgamare bene il tutto per qualche istante
  • Servire la pasta con una grattugiata di feta, un goccio di olio d'oliva, una macinata di pepe e delle foglioline di menta



NOTE:
La crema di piselli potrebbe essere un avanzo di vellutata. Aggiungere al posto della feta dei cubetti di pancetta rosolati in padella fino a risultare croccanti.
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