lunedì 8 febbraio 2016

Missione Teppanyaki

Ok, forse la maggior parte delle persone che lo vedranno penseranno che mi é scappata la mano.
Sappiate però che ho l'asso nella manica.
"Mi serve per il lavoro".
Vorrete mica criticare una questione fondamentale lavorativa, no?
Ad ogni modo.
Da venerdì sono una felice e fiera proprietaria di un meraviglioso, nonché utilissimo, piano di cottura teppanyaki.
Inutile dire che l'unica a celebrare questa venuta sia stata la sottoscritta.
Forse anche Lui, che se la tira con amici e parenti soltanto perché gli ho spiegato che é uguale a quello del ristorante giapponese.
Tranquilli, in versione mini.
Ad ogni modo (e due).
Sabato a mezzogiorno mi metto ai fornelli, felice come una bambina il giorno di Natale. Opto per dei bratwurst, che lo so, di giapponese non hanno nulla e di fashion men che meno. Ma si sa, una piastra piatta con calore uniforme può trasformare delle banali salsicce bianche in regine dei secondi.
E così fu.
Una meraviglia.
Croccanti fuori, con quelle venature marroncine perfette, i tagli gonfi, la carne tenera e succosa.
Anche i più scettici si convertono.
Ho acquistato un gioiello e ne vado fiera.
"Ma per pulirlo?" mi chiede Lui vedendo la superficie della piastra piena di "macchie" marroni tipiche dei succhi di cottura
"Tsk, una cavolata" gli rispondo io con tono saccente "bastano qualche cubetto di ghiaccio, i succhi si staccano e con un panno pulisci il tutto".
Ecco.
Mai detto fu più veritiero "tra il dire e il fare c'é di mezzo il mare".
"Non mi sembra funzioni" invece rientra nella top5 delle frasi da non dire tra coniugi quando una cosa sta andando storta.
Sappiatelo.
Fatto sta che dopo aver provato col ghiaccio, con l'acqua, con le palette, con il limone, con l'aceto, con le invocazioni agli chef stellari e alle nonne che facevano sparire qualsiasi macchia ho ceduto.
Ho preso il mio bel prodotto chimico e ho rimosso il 98% del problema, risciacquando abbondantemente.
Stamattina chiamo la ditta per delucidazioni, sono 48 minuti che sono al telefono e per il momento l'unica cosa che mi hanno detto é stata "le passo un collega".
Ecco, forse la prossima volta che mi vengono certe idee mi faccio portare al giapponese.

LINGUINE al SALMONE & PORRI (4 persone)

320g di linguine
1 porro
200g salmone affumicato
1 noce di burro
1 goccio di vino bianco
200g panna (circa)
qb sale & pepe
  • In una pentola capiente portare ad ebollizione abbondante acqua, salare (senza esagerare in quanto il salmone sarà già salato di suo) e cuocere le linguine secondo i tempi di cottura indicati sulla confezione
  • In una padella antiaderente scaldare la noce di burro, far rinvenire il porro precedentemente tagliato a cubettini per qualche minuto. Privarne un paio di cucchiai da utilizzare per guarnizione (se si desidera). Aggiungere il salmone precedentemente tagliato a tocchetti e lasciar rinvenire per 2-3 minuti. Bagnare con il vino bianco, far evaporare e aggiungere la panna. Lasciar sobbollire fino a quando la salsa si sarà addensata. Aggiustare di pepe
  • Scolare la pasta e rovesciarla sulla salsa, amalgamare bene
  • Servire le linguine con i porri tenuti da parte




NOTE:
Se la salsa dovesse diventare troppo densa, aggiungere un goccio di panna. Se invece risultasse troppo liquida aumentare la temperatura del calore così da velocizzare l'evaporazione dell'acqua. 
Il meglio sarebbe scolare la pasta 1 minuti prima così da farla saltare in padella con il sugo per un minuto

giovedì 21 gennaio 2016

A - A - BBBBronzatissima

Che per carità, mi direte.
Di problemi nella vita ce ne sono di ben peggiori.
Concordo.
Ma il dramma da abbronzatura merita un attimo di raccoglimento.
Che mica sarò l'unica a sbagliare.
Sempre.
Come?
Be' qui di seguito la mia top 5:
  1. Troppa precauzione
    • Il sole fa male, si sa. Meglio munirsi di creme protezione 50 per essere certi di non rovinarla. Così nei 7 giorni di vacanza che hai, considerati il giorno di partenza e quello di rientro, te ne restano 5 di pura vacanza. Al primo giorno parti con una 50, la sera dopo la doccia guardandoti allo specchio sembri, se possibile, ancora più bianca della partenza. Al secondo giorno ti lanci su una 30 che mantieni per un paio di giorni. Ti senti davvero eroica e l'ultimo giorno dalle 17 alle 20 hai persino messo una 15. Torni a casa che il tuo cane (bianco) sembra più abbronzato di te
  2. Troppa poca precauzione
    • Memore dell'errore dell'anno precedente lasci a casa le protezioni alte. Quest'anno massimo una 15 mista a quell'olio spray che pare sia fenomenale: protegge e abbronza. Una meraviglia. Già. Peccato che la sera sembri un gambero e seppur ti sei tolta il bikini tuo marito non si accorge della differenza. Esatto, hai tatuato sulla pelle dei triangoli bianchi, sexy quanto la calzetta di spugna con la ciabatta. Il giorno dopo e quello dopo ancora e ancora sei rintanata sotto l'ombrellone, vestita come se fosse pieno inverno e incazzosa. L'ultimo giorno, finalmente, sei pronta a prendere il sole. Ovvio. Con la protezione 50
  3. Il "giusto tattico"
    • Quest'anno non puoi sbagliare, hai tutto sotto controllo. Per l'occasione ti sei munito di un range di creme, dalla +50 all'olio solare senza protezione che farebbe inorridire anche il peggior dermatologo. Andrai per gradi, in fin dei conti hai due settimane di tempo. I primi giorni abituerai la pelle con la 50, scalerai su una 40, passerai ad una 30 che manterrai fino ad arrivare ad una 20 e poi ad una 10. Ormai sarai pronto al grande passo, l'olio solare. Quello che non hai calcolato, però, é la sfiga. Già, c'é sempre anche lei. E proprio adesso, che eri pronta a tornare in stile Belen Rodriguez, ecco che di 14 giorni solo i primi 8 sono di sole, gli altri 6, quelli più importanti, sono a base di pioggia e temporale. Neanche a dirlo, torni mozzarella e anche quest'anno ti chiedono se alla spiaggia hai preferito i musei
  4. Meticoloso
    • Ti stai abbronzando per gradi, hai raggiunto anche un colorino niente male. Anzi, osiamo pure dire che tendi al color cioccolato, che per carità, bionda con occhi azzurri non diventerai mai nera. Ma cioccolato (al latte) sì. Ne vai fiera, sei pronta al rientro trionfante. Hai quasi pensato di organizzare un comitato d'accoglienza all'aeroporto per dimostrare che quest'anno, finalmente, ce l'hai fatta. Ti prepari alla partenza, fai i bagagli e cerchi di indossare capi bianchi, che risaltino il tuo invidiabile colorito. Il volo, tra scali, attese e quant'altro dura quasi 24h (ma anche se ne durasse 4 la storia é sempre la stessa). Magicamente, scendi dall'aereo e... PUFFF! Metà della tua abbronzatura é svanita nelle bocchette dell'aria condizionata. "Giuro, ero abbronzata" ma ormai nessuno ti crede 
  5. Compagni di viaggio
    • Per carità, simpaticissima quella tua amica del cuore, quella che sembra la reincarnazione di una lucertola. Di quelle che dal mattino alla sera sono spaparanzate al sole e, neanche dopo 2 giorni, potrebbero girare per le spiagge con braccialetti e affini manco fossero delle venditrici ambulanti. Tu la segui, a ruota. Con le dovute precauzioni, per carità. Ti senti soddisfatta, sei abbronzata. Nemmeno l'aereo ha intaccato troppo l'abbronzatura, sarà la tua volta fortunata. Ti senti felice: ce l'hai fatta. Il giorno dopo, come sempre, la trovi a bere un caffé. "Mica eravate in vacanza assieme voi due?" annuiamo al barista. "No perché tu sei uno spettacolo, ma la Ele é rimasta in camera tutto il tempo?". Be', certo. Come paragonare un crème caramel a una mousse al cioccolato. Non si fa
Ah, dimenticavo, vorremo mica dimenticare i quintali di carote che mi sono mangiata durante tutte le vacanze per il loro contenuto di carotene? Ah, la torta non vale? Sicuri?

TORTA di CAROTE (1 tortiera da 26cm)

300g carote
300g mandorle tritate
4 uova
165g zucchero + 2 cucchiai
60g farina (o maizena)
1 cucchiaino lievito chimico
1/2 limone
1 pizzico sale
2-3 cucchiai di Philadelphia
250g panna
qb semi di vaniglia
15ina carote marzapane
  • Pelare le carote, eliminare le estremità. Grattugiarle con una grattugia per rösti
  • Separare i tuorli dagli albumi. Montare i primi con 165g di zucchero e una punta di coltello di vaniglia. Quando saranno ben spumosi, aggiungere la scorza e il succo del mezzo limone, le carote, le mandorle, la farina, il pizzico di sale e il lievito. Amalgamare bene
  • Montare gli albumi a neve. Aggiungerli con delicatezza al composto di carote in due o tre volte
  • Riempire la tortiera precedentemente imburrata e infarinata (o munita di carta forno) ed infornare a 180°C per 50-60 minuti. Far raffreddare su una griglia
  • In una ciotola montare la Philadelphia con la panna, i due cucchiai di zucchero e una punta di coltello di semi di vaniglia fino ad ottenere un composto mussoso. Inserire in un sac à poche
  • Decorare la torta con la farcia e le carote di marzapane




NOTA:
Solitamente la glassa che viene messa su questa torta é a base di limone e zucchero a velo, però, ai miei gusti, risulta troppo dolce. Volendo fare dei muffin o mini muffin, a questo punto la cottura si accorgerà di molto, 10-15 minuti saranno sufficienti. Controllare la cottura con uno stuzzicadenti
Si conserva perfettamente morbida per un paio di giorni, senza bisogno di speciali attenzioni



mercoledì 13 gennaio 2016

Si, viaggiare

Amo viaggiare.
Da sempre.
Da che mi ricordo sono sempre stata pronta a preparare la valigia, salutare i miei genitori e partire. Sì, anche da piccola, fosse anche soltanto per andare da una nonna o da una zia.
Uno spirito un po' zingaro, quella voglia di vedere posti nuovi evitando di tornare più volte nello stesso.
La routine non fa per me.
Non so chi me l'abbia insegnato, sempre che si possa insegnare.
Anzi, forse si.
I miei nonni.
Anno 1921 lui, 1925 lei.
Non di primo pelo insomma.
Lui veterinario, lei casalinga.
Lui terrorizzato dagli aerei, lei con la valigia sempre pronta.
3 figli, un lavoro, una casa, una mamma anziana da curare. Ovviamente in casa, non al ricovero.
Poche le possibilità di viaggiare, soprattutto a quell'epoca.
Anzi.
Poche le possibilità di viaggiare in località remote o, a detta di oggi, esotiche.
Poi però.
Raggiungono i 55-60 anni e per una scommessa mio nonno decide che sì, era giunta l'ora.
Si parte.
Credo che il primo volo l'abbia passato attaccato al bracciolo dell'aereo imbottito di bottigliette alcoliche in miniatura (benché nessuno me ne abbia mai data conferma) ma poi ci ha preso gusto.
Cina, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Argentina per citare alcune mete.
Periodi che variavano dalle 3 settimane al mese.
In giro.
No, non immaginatevi due arzilli anziani (che così anziani non erano) con uno zaino in spalla. E nemmeno carte geografiche alla mano e tentativi di studio di un paese.
Nemmeno sapevano l'inglese.
Eppure partivano e giravano, e facevano dei filmati terribili che duravano talmente tanto che a confronto le diapositive del matrimonio della figlia della cugina sembrano una passeggiata.
Portavano magliette e souvenir a noi nipoti, spedivano cartoline con francobolli stravaganti. Mio nonno rubava fiammiferi da ogni hotel che ammassava in un contenitore a casa. Mia nonna set da cucito.
Forse é da lei che ho preso questo mio lato.
Grazie a lei e ai suoi racconti, a quel mondo che ci permetteva di scoprire tramite le loro storie, le vicende, le avventure e anche le sventure. Quella passione per andare e visitare ma anche per tornare a casa.
Perché come si sta bene a casa, da nessun'altra parte.
Purché ci sia una valigia sempre pronta.


POLPETTE di CAVOLFIORE (10ina di polpette)

1 cavolfiore medio
1 uovo
qualche dadino di formaggio a pasta semi-dura
2-3 cucchiai parmigiano
2-3 cucchiai di pangrattato
qb sale e pepe
qb olio d'oliva
  • Pulire il cavolfiore, privarlo del gambo e tritarlo finemente. Cuocerlo a vapore (o in acqua bollente salata) fino a quando risulterà morbido, salarlo
  • Trasferire il cavolfiore ormai cotto in una ciotola e con l'aiuto di una forchetta schiacciarlo per ottenere una purea. Eventualmente frullarlo o passarlo al passa verdure
  • Aggiungere l'uovo, i dadini di formaggio, il parmigiano e il pangrattato fino ad ottenere un composto che resta compatto. Salare e pepare se necessario. Eventualmente aggiungere una punta di curry dolce, uno scalogno tritato o dell'erba cipollina
  • Formare delle polpettine e adagiarle su una placca da forno precedentemente munita di carta forno. Se necessario bagnarsi le mani per fare in modo che l'impasto non vi si incolli e le polpette risultino belle lisce

  • Fare un giro di olio e infornare a 180-200°C per 10-15 minuti. Servire con un'insalata o come aperitivo, magari con una salsina a lato



mercoledì 6 gennaio 2016

Compagni di viaggio

Lo stress inizia tra le 12 e le 20 ore prima della partenza.
Da quel momento ogni azione é calcolata.
Al millimetro.
Dalla cena, rigorosamente leggera, alla notte praticamente insonne per guadagnare stanchezza in vista del volo.
Al mattino si inserisce il disco automatico che andrà avanti fino all'arrivo in aeroporto.
"A che ora partiamo? Saranno abbastanza 6h di anticipo? Sai, magari un incidente sulla strada, finiamo la benzina, gli UFO attaccano il pianeta terra, i ghiacciai si sciolgono".
Se, sfortuna vuole, il volo é notturno verso le 12 inizia lo sciopero della fame.
E della sete.
Esatto.
Mio marito smette completamente di ingerire cibi solidi e liquidi.
All'aeroporto, con anticipo imbarazzante, cosa fai? Bevi qualcosa.
Lui? Niente.
Sul volo, ti siedi e per far passare le 12h cosa fai? Mangi.
Lui? Niente.
Quando ti rendi conto che ci sono dei film niente male che potresti guardare cosa fai? Metti le cuffie e li guardi no-stop fino a quando il sonno ti colpisce.
Lui? Appena seduto, allaccia la cintura, mette la mascherina sugli occhi e ciao. Chi si é visto si é visto.
Arrivi in aeroporto, hai uno scaldo i 4 ore, cosa fai? Bevi qualcosa, mangi qualcosa, FAI qualcosa.
Lui? Si siede sulla prima poltroncina e legge.
Quando finalmente arrivi a destinazione, chi perfettamente idratato e chi, ahimé, no, passerai l'intera vacanza con un (comunque fantastico) uomo che passerà 2/3 della vacanza rapportandosi all'orario europeo e il restante terzo pianificando il piano per il viaggio di ritorno.
Ma la prossima volta, una vacanza allo Splash&Spa, no?


TORTINO al CIOCCOLATO con CUORE FONDENTE al CARAMELLO al BURRO SALATO (8 tortini)

Caramello al burro salato125g zucchero
1-2 cucchiai di acqua
50g burro "demi-sel"
85g panna
Tortino al cioccolato150g cioccolato fondente
80g burro + per imburrare
3 uova (2 intere e 1 tuorlo)
75g zucchero al velo
1 punta di coltello di semi di vaniglia
20g farina (o Maizena)
10g cacao in polvere + per "infarinare"
  • In una padella antiaderente al fondo spesso mettere lo zucchero con l'acqua e lasciar cuocere fino ad ottenere un colore ambrato. Fermare la cottura (fuori dal fuoco) aggiungendo la panna precedentemente scaldata, unire anche il burro tagliato a tocchetti e con una frusta mescolare bene. Rimettere sul fuoco e lasciar addensare
  • Versare il caramello al burro salato nelle apposite vaschette per fare il ghiaccio e riporre in congelatore per almeno 30 minuti
  • Spezzettare il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria, una volta sciolto aggiungere il burro e mescolare. L'acqua sotto non deve mai bollire
  • Nel frattempo montare le uova e il tuorlo con lo zucchero e la vaniglia finché risulteranno bianche e spumose. Aggiungere il cioccolato e continuare a mescolare. Unire la farina (o Maizena) e il cacao in polvere precedentemente setacciati amalgamando con una spatola per evitare che il composto si sgonfi
  • Riempire a metà i ciotolini precedentemente imburrati e infarinati con il cacao. Mettere un cubetto di caramello al centro e ricoprire con un altro cucchiaio di massa
  • Infornare in forno già caldo a 180°C per 11-13 minuti a dipendenza del forno e dalla grandezza delle ciotoline. Sfornare e lasciar riposare un minuto prima di capovolgerli sul piatto da portata. Servire con della panna montata o una pallina di gelato alla vaniglia





NOTE:
Se fatti per una cena "importante", sacrificarne uno per testare la cottura così da non floppare. Si possono tranquillamente preparare in anticipo e lasciare in frigorifero o, addirittura, congelare. I tempi di cottura, più o meno, restano uguali.

VIDEO RICETTA:

giovedì 31 dicembre 2015

Il mio 2015

Come ogni anno il 31 dicembre porta con sé, oltre a chili di ciccia sulle cosce, bilanci e propositi. I primi solitamente danno il "la" ai secondi che, nemmeno a dirlo, svaniscono con i primi giorni di gennaio. Per questa ragione, anche quest'anno, ho deciso di boicottare il solito post di capodanno racchiudendo invece un ricordo per ogni mese dell'anno, qualcosa che mi viene in mente adesso. Probabilmente non sarà il più importante ma che a 12 ore dalla mezzanotte mi va di scrivere.

GENNAIO
Io e Lui a 14 ore di volo da qui, al caldo, in un paese che mi sta tanto a cuore. Sole cocente sulla pelle, scorpacciate di "chipa", passeggiate sulla spiaggia e risate con una zia che, da anni, vive lontano. Quella spensieratezza e leggerezza che solo le vacanze ti sanno dare.

FEBBRAIO
La prima prova del mio vestito da sposa, l'ansia terribile che, avendolo praticamente disegnato dal nulla basandomi su un ritaglio di giornale di 10 anni fa, non mi sarebbe piaciuto. Anzi, non mi sarebbe stato bene. Ma che non si poteva tornare indietro. Quel batticuore sciocco in quella cabina gigante, emozionarmi nel vedermi allo specchio ma soprattutto nell'aprire quella tendina e vedere l'espressione felice di chi era lì con me.

MARZO
È stato il mese dei festeggiamenti, in realtà il 2015 é stato l'anno dei festeggiamenti. Ricordo di una mini vacanza con un'amica speciale, di quelle che ti entrano nel cuore e lì ci restano, e il suo bimbo. Quella vacanza a 3 tra risate, aperitivi e castelli di sabbia. Danze scatenate durante la baby disco e mal di schiena atroci per quei 12kg di amore sulle spalle per andare a vedere i dromedari dall'altro lato della spiaggia.
Ricordo una serata speciale con le mie amiche in occasione del mio addio al nubilato fingendo fosse il mio compleanno, un rientro a casa alle 8 del mattino manco avessi 20 anni gridando al mondo che "RAGAZZI, IO SPOSO UN DIO" dimenticandomi completamente che ero "sotto copertura".

APRILE
Il 9 aprile ho sposato l'uomo più incredibile del pianeta, colui che riesce sempre a farmi ridere, che sa ascoltarmi, consolarmi e consigliarmi. Eravamo in pochi, in cielo nemmeno una nuvola. Siamo arrivati alla casa comunale con la nostra Smartina dopo esserci fatti un giro per il Malcantone causa anticipo esagerato. Non sono riuscita a dire "Sì" quando me l'hanno chiesto perché l'emozione era troppo forte e non mi uscivano le parole. Tranquilli, poi ce l'ho fatta.

MAGGIO
Be', l'ho detto che é stato l'anno dei festeggiamenti! Come potrebbe non venirmi in mente il giorno del matrimonio in chiesa? Ma non sarò così banale.
Ricorderò invece la mattina del 30 maggio, quella sveglia presto e la corsa fino al terzo castello con la nebbia sul piano di Magadino. Il caffé dai miei genitori e la mattinata al mercato con mio papà. La visita alla nonna in ospedale, lo spritz alle 11.30 per darci coraggio e pentirci subito dopo perché, con quel sole, ci stava già dando alla testa. L'emozione di essere la sua bimba per "l'ultima volta", la nostra giornata. Come ai vecchi tempi.

GIUGNO
L'affetto di chi ci ha circondati, delle persone che venivano ai corsi portandomi un pensierino. Le parole gentili, i messaggi. La partenza per il viaggio di nozze, il villaggio che abbiamo aiutato in Thailandia che ci ha riportati indietro al nostro lungo periodo in Asia. Quell'emozione nel ritrovare faccini cresciuti, nel vedere il progresso di un piccolo paese. E poi be', il nostro terzo matrimonio, ma forse é meglio che la smetta di parlare di festeggiamenti :-)

LUGLIO
La meraviglia dell'estate nel nostro cantone, la bellezza della nostra regione, del caldo, dei laghi, le montagne, le cene al grotto e le serate in piazza. Le mattine a spasso con il cane, i pomeriggi a lavorare all'app e ai nuovi corsi. Devo aggiungere altro?

AGOSTO
Passeggiate in montagna, cielo limpido, aria pulita. Io, Lui e Zac. Uno zaino sulle spalle, panini pronti per un pic nic alla ricerca di qualche capanna. Il cane che cerca di rotolarsi in ogni regalino di mucca che incontra, tirarsela perché su comando riusciamo a dirottarlo fino a quando la tentazione non é troppo forte e ci riesce. Pulirlo in un fiumiciattolo, ghiaccondoci le mani e far cadere il telefono di Lui che, ahimé, si spacca sull'impatto. Sentirsi comunque felici perché, cito mio marito, viviamo in un paese in cui non serve photoshop.

SETTEMBRE
La ripresa dei corsi, l'emozione di ritrovarmi nuovamente al Farfallaio. Con voi. Quell'entusiasmo che mi manca sempre quando faccio una pausa, quella voglia di condividere. L'allegria che riesce a darmi questo lavoro. Tante serate, tanta crema sulle mani, tanto male alle gambe ma soprattutto tanta soddisfazione perché quando si ama il proprio lavoro, tutto sembra più facile.

OTTOBRE
In mezzo a tanta gioia questo, forse, é stato il mese più malinconico. Niente di che, per carità, però un mese più difficile. Di quelli che ti mettono un po' alla prova, che ti fanno valutare quanto sei fortunata. Ma é bastato ritagliarsi un pomeriggio da passare in cucina, con la musica alta e un cane bianco scodinzolante sempre tra i piedi.

NOVEMBRE
Esce la mia app e sono felice come una Pasqua. Non mi sembra vero. Ho una app tutta mia. Entra in classifica sia di iTunes che PlayStore, fa più di 5000 scaricamenti nel giro di qualche giorno e sono sommersa di gioia. Un progetto che mi ha rubato molto tempo, e ancora lo fa. Ma decisamente una grande soddisfazione.

DICEMBRE
Il primo Natale in famiglia, da grande. Come se questo avesse decretato che sì, adesso puoi considerarti adulta. Più di 20 persone sedute al tavolo, i preparativi con Lui, il nostro primo albero vero, i regali da disporre, la casa che si trasforma in festa, la mattina del 25 noi tre con Micheal Bublé in sottofondo. La cena a base di divano, televisione e film natalizi.

Cosa posso dire?
Da questo 2015 non potevo chiedere di più. È stato un anno fortunato, felice e spensierato. È stato anche duro, per carità, ma se il 2016 dovesse riservarci anche soltanto la metà di questo anno saremmo a cavallo. Anzi, a asino ;-)
Felice anno nuovo a voi, che pazientemente, giorno dopo giorno, rendete la mia vita più bella.


TRONCO di NATALE (12-15 fette)

per il biscotto:4 uova
1 cucchiaio di acqua
35g farina
25g cacao in polvere
15g miele
65g zucchero
1 punta di coltello di semi di vaniglia
per la farcia:1 panetto di purea di castagne
10-15 castagne
250g panna
15g burro
2 cucchiai di zucchero
1 punta di coltello di semi di vaniglia
per la ganache:200g cioccolato fondente
200g panna
  • Preparare la ganache al cioccolato. In un pentolino portare ad ebollizione la panna, rovesciarla sul cioccolato spezzettatto. Aspettare un minuto o due prima di mescolare con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e lucido in superficie. Mettere al fresco
  • Preparare il biscotto. Montare i tuorli con il cucchiaio di acqua, 35g di zucchero e una punta di coltello di semi di vaniglia nella ciotola della planetaria (o con le fruste), iniziare a lavorare, aggiungere il miele e continuare a montarli fino a quando risulteranno ben spumosi
  • Montare gli albumi, quando iniziano a diventare bianchi aggiungere i 30g di zucchero tenuti da parte e continuare a montare. Aggiungerli al composto dei tuorli molto delicatamente in due volte utilizzando una spatola e facendo movimenti dall'alto al basso
  • Setacciare la farina con il cacao e unirli in due riprese alla massa di uova facendo ben attenzione a non sgonfiare il composto e a non lasciare grumi di farina

  • Su di una teglia da forno coperta con la carta lisciare a 1cm il biscotto e infornare a 220° (preriscaldato) per 7 minuti. Una volta cotto togliere dal forno, cospargere un lato con un filo di zucchero semolato e avvolgerlo senza la carta forno nella pellicola alimentare così che il vapore mantenga morbido il biscotto mentre si raffredda. Arrotolarlo così che il biscotto prenda la forma, lasciar raffreddare

  • Preparare le castagne. In una padella scaldare il burro, aggiungere 1-2 cucchiai di zucchero e una punta di coltello di semi di vaniglia. Aggiungere le castagne e far caramellare brevemente. Sfumare con un goccio di acqua che dovrebbe coprire per metà l'altezza delle castagne. Mettere il coperchio e lasciar sobbollire fino a quando risulteranno morbide
  • Scoperchiarle e lasciar cuocere ancora per qualche minuto a fuoco vivace così da farle caramellare ulteriormente. Adagiare sulla carta forno e far raffreddare
  • Preparare la farcia. In una ciotola lavorare con le fruste elettriche la purea di castagne con la panna finché risulterà montata e avrà la consistenza di una mousse. Aggiungere un cucchiaino di caffé solubile e amalgamare
  • Togliere il biscotto dalla pellicola e srotolarlo. Farcire con la crema alle castagne lasciando 2-3cm di bordo superiore libero, cospargere con le castagne caramellate leggermente sbriciolate. Arrotolare stretto il biscotto, eventualmente aiutandosi con uno straccio (precedentemente messo sotto) o la pellicola

  • Con le fruste elettriche montare la ganache al cioccolato finché risulta spumosa. Tagliare di sbieco i due lati del rotolo e adagiarli vicino al tronco così da formare due "rami". Utilizzare la ganache come collante per fare in modo che si aderiscano bene alla base. Coprire anche la superficie con l'aiuto di una spatola e creare le venature del legno con i rebbi di una forchetta. Eventualmente riempire un sac à poche con la restante ganache e guarnire la base del tronco

  • Mettere in fresco per almeno un'oretta. Prima di servire, eventualmente, spolverare la superficie con delle meringhe sbriciolate





NOTE:
Il tronchetto si può tranquillamente preparare il giorno prima per il giorno dopo. Farcire a seconda dei propri gusti. Ottimo anche durante l'anno, ovviamente non travestito da tronco ;-)


lunedì 28 dicembre 2015

Ricordi natalizi

Fa un certo effetto.
Il primo Natale da sposati.
Neanche tanto per il matrimonio, quanto per l'avere tutta la famiglia a casa.
Per la prima volta sei tu che ospiti, che prepari, che accogli.
Fa strano.
Molto strano.
Perché alla fine é solo quando ci pensi che ti senti "grande".
Che altrimenti mi sento come se avessi 15 anni.
Forse vista la ripresa dopo le serate 25.
Vista la movida 80.
Ma conta poco.
Nipoti, zii, genitori, urla, pacchi, nastri, albero, lucine, cibo come se piovesse, bicchieri e piatti da infilare in lavastoviglie, giri di danza folli con canzoni alla "Gianna, gianna, gianna".
Risate, ricordi, aneddoti.
Due famiglie che fino a qualche anno fa neanche si conoscevano.
Oggi riunite allo stesso tavolo, vivendo le stesse emozioni, condividendo le stesse gioie.
Alla fine, forse, é questo il vero senso del Natale.
Questa sensazione della ruota che gira, dall'essere bambini all'essere invitati e finire con l'invitare e poi, un giorno, per essere invitati nuovamente.
Tranquilli.
Niente di melodrammatico.
Volevo solo dire che fortunatamente per un anno non avrò più la casa come un campeggio comunale e che, magari, sarà di nuovo il nostro turno per essere ospiti.
Ma dai, chi mi crede?
Io amo il Natale.

FLAN ai BROCCOLETTI con CREMA al GORGONZOLA (6 flan)

2 broccoli
1 uovo
2-3 cucchiai di parmigiano
15g burro
15g farina
125g latte
100g gorgonzola
1 goccio di panna
qb sale & pepe
  • Pulire i broccoli, togliere i "ciuffetti" e cuocerli a vapore con un pizzico di sale finché risulteranno morbidi
  • In un pentolino far fondere il burro, aggiungere la farina e tostare per qualche minuto facendo attenzione che non bruci. Aggiungere tutto d'un colpo il latte e con l'aiuto di una frusta continuare a mescolare per evitare che si formino dei grumi. Portare ad ebollizione continuando a mescolare, lasciar bollire per almeno 30 secondi (devono esserci dei piccoli vulcani). Salare e pepare a piacere
  • Frullare i broccoli, aggiungere il parmigiano, sale e pepe se necessario, il tuorlo e la besciamella. Amalgamare il tutto. Aggiungere l'albume montato a neve delicatamente facendo movimenti dall'alto al basso con la spatola
  • Imburrare le ciotoline e riempirle con la massa per il flan. Adagiarle in una pirofila e riempire di acqua bollente ai 3/4 dell'altezza delle ciotoline. Infornare per 40 minuti circa a 180°C [Mettendo dei fogli di carta cucina sul fondo della pirofila in cottura eviteranno di traballare e resteranno ben stabili]
  • In un pentolino far sciogliere dolcemente il gorgonzola con la panna. Aggiungere una macinata di pepe e riservare al caldo fino al momento dell'utilizzo
  • Sformare i flan con l'aiuto se necessario di un coltellino. Capovolgerli sul piatto da portata e aggiungere un cucchiaio di salsa al gorgonzola. Servire con qualche fogliolina di insalata. È ottimo anche tiepido/freddo



VIDEO RICETTA:

mercoledì 23 dicembre 2015

Golosità paternali

Mio papà é un goloso.
Anzi.
Mio papà é il portavoce dei golosi.
Amante folle delle cose dolci, soprattutto se ci vuole un cucchiaio per mangiarle.
Ha avuto la "sfortuna" (o fortuna per la sua circonferenza?) di sposare mia mamma che é una cuoca fantastica ma di dolci neanche a parlarne.
Ad ogni modo.
Ogni anno per il suo compleanno é la stessa storia.
"Papà cosa vuoi domani sera come dolce?"
Ha carta bianca e la sa sfruttare al meglio.
Mai sia che dica "fai tu" o "ma nooo non star lì".
Eh no.
Inizia a stilare una lista che i bambini per la letterina di Babbo Natale sono niente a confronto.
Quest'anno é toccato al semifreddo al torroncino.
Per carità, nulla di complicato.
Non fosse che al 28 di settembre di torroni, in commercio, neanche l'ombra.
"Alternative?"
"Ma si dai, allora fammi uno zuccotto"
Ecco.
Mio papà é un goloso.
Anzi.
Mio papà é il portavoce dei golosi (esigenti).


SEMIFREDDO AL TORRONCINO (20ina mini muffin)

300g di torrone
70-100g cioccolato fondente
65g zucchero al velo
2 uova
350g panna
1 punta di coltello di semi di vaniglia
1 manciata di pistacchi
1 cucchiaio di miele
  • Spezzettare finemente il torrone e il cioccolato con un coltello

  • In una ciotola montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia fino a quando risulteranno spumosi. Aggiungere il torrone e il cioccolato e amalgamare per bene
  • Aggiungere la panna precedentemente montata facendo attenzione a non smontare la preparazione. Unire anche gli albumi montati a neve ben ferma, sempre facendo dei movimenti dall'alto al basso con una spatola

  • Riempire uno stampo da mini muffin in silicone o eventualmente uno stampo da cake precedentemente munito di carta forno. Mettere nel congelatore per almeno 3-4 ore

  • Togliere almeno 10-15 minuti prima di servire, spolverare con dei pistacchi e qualche goccia di miele


NOTE:
Se non utilizzato subito gli albumi andrebbero cotti, o tramite uno sciroppo di acqua e zucchero o montandoli a bagnomaria.
Aggiungere a piacere un goccio di rum o un altro alcolico.
È ottima anche come mousse.
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