mercoledì 26 agosto 2015

Ad Blue

Sono le 10 del mattino e mi sta chiamando un numero privato. Le possibilità sono due:
1. Il solito servizio clienti misto questionario per chissà quale analisi di mercato
2. Mio papà che é impazzito e mi chiama a questi orari (il suo orario solitamente é correlato ai momenti di guida, la mattina alle 5.30, la sera alle 19)
Decido che vale la pena rischiare.
"Pronto?"
"Ciao Bimbetta" (O.o inutile dire che é la 2 vero?)
"Ciao Papi, qual buon vento?"
"Da quando un papà non ha diritto di sentire la sua bimba preferita?" (ndr. sono figlia unica)
"Mhmmmm" annuisco con fare poco convinto. Adoro il mio Papà (pronunciato bisbigliando tipo PPPPPaPPPPPPa, no, non in stile licantropo, più tipo devozione assoluta), ma una chiamata alle 10 del mattino di martedì stride troppo.
Dopo 2-3 minuti di chiacchiere futili, finalmente, attacca.
"Maaaaaaa, questo AdBlue?"
"EH?"
"Ma siiiii, quello per le auto. Mi é venuta fuori una spia, tu sicuro sai cos'é."
Ora, altri due punti da specificare:
1. No, non sono un meccanico né un figlio maschio. Ok mi ha trascinata a vedere partite manco lo fossi veramente (maschio) ma di motori proprio zero
2. Mio papà sta alle cose pratiche come io all'areonautica spaziale. Esatto. 
"Nessun idea papà, aspetta che guardo".

"E' un additivo che consente ai camion di nuova generazione di rispettare i limiti di emissione previsti dalle severe normative dell'Unione Europea. Garantisce il triplice obiettivo di migliorare il rendimento del motore, ridurre i consumi e abbattere sensibilmente le emissioni nei gas di scarico prodotti dai veicoli dotati di motore diesel."

Ora.
Voi ve la state immaginando la mia faccia vero? Perché mio papà é vero che ha cambiato l'auto, é vero che é un nuovo modello, é vero che é più alta delle altre perché l'anca inizia a fare le bizze ma é anche vero che mio papà non ha comprato un camion.
"Senti, ho visto che al distributore vicino a casa vendono sto coso, vado io a prenderlo e poi vediamo" gli dico mentre lui sta borbottando al telefono dicendo che avrebbe dovuto tenere il catorcio di prima (tipo che ha dovuto pagare lui il garagista per prendersela).
Ad ogni modo, vado a prendere questo AdBlue convinta di chiedere aiuto alla cassiera che gentilmente mi spiega "non é nient'altro che un liquido di pulizia che se però non inserisci intasa tutti i tubi interni". Felice che mio papà non ha comprato un'auto strana bensì estremamente ecologica acquisto 5L di liquido pensando che così "ne ha per un po'".
Certo.
Soltanto la sera a casa, mentre lui mi guardava sollevare 5kg di tanica e trasferirla nel serbatoio con l'imbuto da cucina di mia mamma commentando "mi sembra scomodo" ma non facendo nulla per semplificare la situazione e dopo aver inserito tutti i 5L e acceso la macchina che, imperterrita, segnalava "Rifornimento Ad Blue necessario entro 500km" che ho sinceramente pensato: ma perché non ha tenuto il catorcio?

TORTA MORBIDA AL CIOCCOLATO (8 fette)

200g cioccolato fondente
50g burro
2 uova
75g zucchero
1 pizzico di sale
1 punta di coltello di semi di vaniglia
75g farina
  • In un pentolino far fondere gentilmente il burro e il cioccolato spezzettato grossolanamente
  • In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, il pizzico di sale e la vaniglia fino ad ottenere un composto denso e spumoso. Aggiungere il cioccolato fuso e mescolare bene. Unire anche la farina
  • Stendere il composto a 1-2cm di altezza su di una teglia munita di carta forno e infornare in forno preriscaldato a 180°C per 10-12 minuti. Sulla superficie si formerà una pellicola cioccolatosa e l'interno deve rimanere umido
  • Far raffreddare prima di servire con un cucchiaio di panna semi-montata e dei lamponi



mercoledì 19 agosto 2015

TOP 5: incredibile

È stato mentre reprimevo un istinto innato che ho pensato a questo post. Proprio mentre il mio dito stava per leccare la ciotola del Kaid prima di ricordarsi che, ahimé, il dolce in questione non era senza glutine.
Dramma.
Così, per farmi forza, ho stilato una lista di cinque cose futili (non in ordine di importanza) delle quali non potrei fare a meno.


  1. Leccare le ciotole. Esatto, lo amo. Da quando sono bambina, impasti a crudo di qualsiasi tipo, cose dolci o salate. Anche l'ultima goccia deve finire nel mio stomaco. Neanche a dirlo che la tipica frase delle mamme "ti verrà il mal di pancia" é pura leggenda. Dopo tutti questi anni sarei già dovuta morire un paio di volte
  2. Il bacio della buonanotte. Ora, ma che vita sarebbe senza bacio della buonanotte?? Terribile!! E non sto parlando di morosi, fidanzati o marito e moglie. Ma no! Il bacio della buonanotte é da genitore a figlio, da padrone a cane, da zia a nipote, da amanti... Insomma, come ci si può addormentare senza?
  3. Guardare le foto. Che siano mie o di altre persone, sul telefono o sul computer, cartacee o polaroid. Non ce la faccio, sul telefono al momento attuale ho 8519 fotografie, 193 video e 10 panoramiche. E no, non ho un iPhone 10 con 100GB di spazio. Passo le giornate e fare una cernita sulla foto che potrei eliminare, non senza fatica, per creare quel piccolo spazio da riempire con altre foto. Sono una di quelle che, se dovesse fotografare un evento straordinario se lo perderebbe 9 volte di 10
  4. Storie. Un po' legato al punto 3, sono un'amante del passato, pur avendo sempre un occhio sul futuro. Adoro le storie di viaggio, i racconti o le tradizioni. Riesco ad ascoltarle e riascoltarle per non so quante volte ridendo sempre negli stessi passaggi e ascoltando sempre con la stessa attenzione. Terribile vero? 
  5. Elastico per i capelli. Vi invidio donne, oh voi che riuscite a 40°C ad avere una piega formidabile. Vi invidio, così tranquille e serene, senza mani nei capelli ogni due minuti. Senza collo sudato, fronte visibilmente lucida, onda moscia. Io ci provo, oh se ci provo. Parto con l'idea di una giornata con capello sciolto, dopo la prima ora inizio a fare nodi improbabili nei capelli cercando di affrancarli ma, si sa, col capello a spaghetto le chances sono poche. Così all'alba della seconda ora solitamente rinuncio al capello sciolto
Rileggo.
Ancora.
Ancora.
Terribile.
Non potrei fare a meno di vivere nel passato leccando ciotole con una coda improbabile mentre qualcuno mi da' un bacio della buonanotte.
Aiuto.

PS: inutile dirlo che al primissimo posto vanno Lui, Zac e la famiglia con tanto di amici, cibo, casa, lavoro e quant'altro, vero?

FLAMMENKUCHEN al SALMONE (2 "pizze" tonde da 20cm circa)

200g farina bianca
4g lievito secco
1 pizzico di zucchero
30g olio d'oliva
110g acqua tiepida
4-5g sale
1 cipolla rossa o cipollotto
2 cucchiai di crème fraîche alle erbe
qb salmone affumicato
  • In una ciotola lavorare la farina con il lievito, lo zucchero, l'olio d'oliva, l'acqua ed il sale fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Coprire con un sacchetto di plastica e lasciar lievitare per 1h30 o fino a raddoppiamento di volume
  • Sgonfiare l'impasto, dividerlo in due parti e con l'aiuto di un mattarello formare due cerchi dello spessore di 3mm circa. Condire con un cucchiaio di crème fraîche lasciando 1cm di bordo tutto attorno. Infornare in forno preriscaldato a 240°C per 10 minuti circa
  • Lasciar raffreddare leggermente e cospargere con dei pezzetti di salmone e il cipollotto (o la cipolla) tagliato a rondelle

 



NOTE:
Al posto del salmone utilizzare del bacon e della crème fraîche semplice. Così facendo infornare direttamente la flammenkuchen condita. Eventualmente le cipolle possono essere cotte.
 

giovedì 13 agosto 2015

Il Principe Azzurro

Partiamo dal presupposto che sono fortunata, che mio marito é (per la maggior parte del tempo) un santo. Uno di quelli che dopo le cene a casa (spesso) si alza e sparecchia, passa lo straccio se ce n'é bisogno e butta via la spazzatura 9 volte su 10.
Insomma, da lamentarmi ho ben poco.
Però, su alcune cose, davvero non ce la può fare.

1. La tazzina del caffè
Ora, penso che sia convinto che in casa ci sia una fatina della tazzina che magicamente con la forza del pensiero le teletrasporta dal tavolo di cucina alla lavastoviglie. Già, perché Lui non é che le lascia in giro per casa, ah no, é gentile ed educato. Le porta fino in cucina, ma mai, ripeto mai, riesce a trasportarle fino alla lavastoviglie. Il perché mi é ancora sconosciuto

2. La bustina del tè
La mattina inizia presto, alle 5.45 suona la sveglia e da qualche anno a questa parte ha preso l'abitudine di bersi una bella tisana prima di andare a dormire. Di male nulla dato che spesso e volentieri se la prepara da solo. L'inconveniente? Ogni mattina nel lavandino ritrovo il cadavere della bustina che mi aspetta, quasi sia un buongiorno. Ora, ma se il lavandino sta proprio sopra la spazzatura perché non fare anche quel minimo sforzo?

3. Armadi e armadietti
Ho valutato di mandarlo in barca un periodo, dove ogni armadietto ha una chiusura tripla per evitare che, alla prima onda, il servizio di piatti si sfracelli al suolo. Ma temo che anche con questo non riuscirei a guarirlo. Posso dire esattamente se ha rubato un biscotto, preso un bicchiere d'acqua o preparato la cena. Esatto, ogni cassetto, armadio o armadietto che ha visitato rimane aperto. Poco importa se si tratta della cucina, dell'armadio di casa o del bagno

4. "Abbiamo fatto"
Mai come quando abbiamo gente a cena il senso di famiglia viene fuori. Che per carità, il "noi" esiste durante tutto l'anno, ma quando c'é da spiegare cosa si mangia allora il mio cicerone di fiducia da' il meglio di sé. "Stasera abbiamo preparato", "Abbiamo pensato di", "Noi vi proponiamo". Ecco, in questi casi il noi é suddiviso in: io cucino, tu parli. Ci può stare, effettivamente

5. Nascondino
Ora, sempre incredibile, eppure é così. Puoi stare certo che la bustina del tè rimarrà nel lavandino e che l'armadietto non sarà mai perfettamente chiuso ma, e ripeto MA, se per caso, c'é qualcosa da rubare, allora il mio Arsenio Lupin, improvvisamente, diventa il principe azzurro a tutti gli effetti. "Ma quella tavoletta di cioccolato che c'era, dov'é finita?", se per il resto sarei in grado di tracciare i movimenti del consorte, su cioccolato e patatine chips non ho chance. Incredibilmente le cartacce vengono gettate ancor prima di riuscire a finire le cibarie e in men che non si dica, nelle domeniche più temibili, ci si ritrova senza calorie facili ma con un sorriso da birbante che solo sui migliori bambini

Ma che ve lo dico, saranno gli occhi a forma di cuore, sarà che "averne" di difetti così, sarà che siamo sposati da qualche mese, sarà che poi ti fa una battuta e tu non riesci a fare a meno di ridere, ma io un Principe Azzurro migliore non avrei potuto trovarlo, armadi, cioccolato e bustine comprese.


PAIN FOUGASSE (6 pezzi)

500g farina bianca forte
10g lievito fresco
1 pizzico di zucchero
350g acqua tiepida
10-12g sale
qb farina di semola o di mais
  • In una ciotola (o nell'impastatrice) lavorare la farina con il lievito sbriciolato, lo zucchero, l'acqua e il sale fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Coprire con un sacchetto e lasciar lievitare per 1h o fino al raddoppiamento di volume
  • Preriscaldare il forno al massimo della temperatura lasciando all'interno una teglia che fungerà da pietra refrattaria
  • Trasferire l'impasto con l'aiuto di una spatola sul piano di lavoro abbondantemente infarinato con la semola facendo attenzione che la massa perda meno aria possibile, quindi evitare di sgonfiarlo. Una volta assestato dividerlo, sempre con l'aiuto della spatola, a metà (ricavando quindi 2 rettangoli) e da ogni metà ricavare 3 rettangolini più o meno uguali. Incidere nei 6 rettangoli dei tagli con l'aiuto della spatola o un coltello per il formaggio, fare dei tagli netti e decisi così da evitare che si chiudano in cottura. Attenzione a non avvicinarsi troppo ai bordi
  • Trasferire le fougasse su una spatola precedentemente infarinata e aprire bene i fori prima di infornarla sulla teglia rovente per 10-12 minuti a 230°C, o fino a quando risulterà dorato
  • Far raffreddare su una griglia





NOTE:
Per ottenere un risultato più rustico, spolverizzare con delle farina di semola anche la superficie della fougasse prima di infornare. Aggiungere rosmarino tritato, timo o olive denocciolate nell'impasto iniziale per ottenere dei pani più saporiti.
Ricetta ispirata al libro PANE di Richard Bertinet.

lunedì 10 agosto 2015

L'igiene é tutto

Domenica sera pizza.
Cascasse il mondo.
Esatto, come in quelle case (senza nulla togliere, ovviamente), dove la domenica si sa già cosa si mangerà il sabato sera. Di quelle dove il menu resta fisso, dove non c'é nemmeno più la sorpresa.
Ecco, la domenica qui é così.
E no, non per volere mio.
Ho cercato di boicottare in qualche modo ma sembra che Lui e il divano non ne vogliano proprio sentire. La domenica é sacra e non ci sono Inter o Juve che tengano.
La preparazione, essendo io celiaca, inizia attorno alle 15-16 per avere una lunga lievitazione. La ricetta é cambiata nel corso degli anni e devo ammettere che siamo quasi giunti alla perfezione.  A quel punto dove Lui, quasi quasi, dice "non farla più quella normale, non si sente la differenza".
Ora, che menta é palese, ma fa comunque piacere.
Dicevamo.
Ieri domenica, come al solito: pizza.
Poco importa che siamo scesi dalla montagna, che ci sono bucati da fare, cose da riorganizzare ma soprattutto 40 gradi in casa.
L'ho detto: cascasse il mondo.
Così tra un bucato e l'altro mi metto ad impastare Lui, diligentemente, si fionda a comprare mozzarella e prosciutto (perché anche i condimenti non vanno mai alterati).
Alle 19.00 scendo, accendo il forno a 230°C, prendo il mio impasto bello gonfio, lo modello sulla teglia e uno strano odore di limone pervade nelle mie narici.
Non ci faccio caso, sarà il nuovo sapone per le mani, sarà quello della lavastoviglie appena svuotata, sarà la lisciva dell'ennesimo bucato.
Inforno la pizza per la prima cottura, quella solo col pomodoro. Quella di 20 minuti che quando sei seduta sul divano ti fa venire l'acquolina in bocca, quella che sa di crosticina croccante e già ti fa sognare la mozzarella filante. Quella che prepara il tuo stomaco alla grande scorpacciata. Quella che dovrebbe venire segnalata come "riappacificante mondiale".
Dicevamo.
Sono sul divano e malgrado lo sforzo quel fantastico profumo non arriva, al contrario la casa sembra appena stata lustrata da litri di Mr Proper. Non demordo, torno in cucina e farcisco la pizza con mozzarella e prosciutto, inforno.
"Amore tra 12 minuti si mangia"
La pizza é splendida, la crosta croccante, la mozzarella ben filamentosa, il prosciutto croccante nei punti giusti. Ho davvero l'acquolina in bocca mentre la taglio. Non resisto, ne assaggio un angolino e penso di morire: sa di lisciva per i piatti!
Non può essere, la faccio assaggiare a Lui nella speranza che non senta nulla di anomalo.
Diventa rosso in faccia, e non per la temperatura della pizza, mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite sputando disgustato.
Ecco.
Domenica sera: pane e formaggio.

PS: Ancora sconosciuti i motivi del boicotto ma pare ci sia una pista. Ho utilizzato una ciotola presa dalla lavastoviglie senza controllarla. Temo ci fossero residui di sapone che hanno causato il decesso della tradizione domenicale e, quasi, quello di due ticinesi e un golden retriever.



PIZZA GLUTENFREE (1 teglia da forno)

500g farina Mix B (io della NutriSi)
1 bustina di lievito secco
1 pizzico di zucchero
50g olio d'oliva
480g acqua tiepida
2-3g di sale
  • In una ciotola lavorare con le fruste elettriche la farina, il lievito, lo zucchero, l'olio d'oliva, l'acqua ed il sale fino ad ottenere un composto omogeneo. La consistenza assomiglierà a quella di un cake, quindi molto più morbida e cremosa rispetto a quella di una pizza normale. Coprire con un sacchetto e lasciar lievitare per 2-3h in un luogo tiepido (o nel forno con la luce accesa, o a 30°C)

  • Preriscaldare il forno a 230°C, stendere l'impasto con le mani umide sulla teglia da forno. Cospargere con la passata di pomodoro precedentemente condita con sale, pepe, olio d'oliva e qualche fogliolina di basilico fresco o origano. Infornare per 20 minuti
  • Condire la pizza a piacere (prosciutto cotto, funghi, verdure,...) e la mozzarella tagliata a cubetti. Infornare nuovamente per 10-12 minuti a dipendenza della colorazione desiderata





NOTA:
La farina senza glutine assorbe molta più acqua rispetto a quella normale, per questa ragione l'impasto deve risultare molto umido per poter ottenere una crosta croccante e un interno vaporoso.
Nella foto finale la versione integrale (in quella del passaggio dopo la lievitazione invece normale), utilizzando la farina senza glutine scura. 

venerdì 31 luglio 2015

Sole, cuore, amore

Io, Lui e Zac.
Montagna, fiumiciattoli, cascate, profumi e panorami.
Vacanza.
Quella vera, quella a tre, quella da "facciamo una pippa alla Barilla e pure alla Mulino Bianco". Quella vacanza semplice, fatta di leggings e pantaloncini, senza mascara o rossetto, senza infradito gioiello (o come si chiamano poi) o tacchi. Fatta di scarpe da ginnastica, calzettoni, felpe vecchie e smunte, colazioni come se non ci fosse un domani e a nanna con le galline.
Ecco.
Io, Lui e Zac.
In giro non c'é anima viva, siamo i padroni della montagna e tra una chiacchiera e l'altra ci complimentiamo su come é educato il quadrupede. Ok, ancora troppo entusiasta, troppo esuberante, troppo curioso ma al richiamo meglio di Rex. Dentro e fuori dal fiume, su e giù per le vallate.
Da premio, giuro.
Poi però, come per ogni bel sogno che si rispetti, il risveglio é dei più traumatici.
Seduti su un sasso con il nostro bel pranzo al sacco ecco che Zac pensa bene di rotolarsi più e più volte in quello che, esatto, state pensando ma che non posso scrivere su un blog di cucina.
A nulla é valso il richiamo, il fischio, il biscottino o l'incazzatura.
Ringraziando le mucche per il prezioso lavoro fatto per produrre il formaggio ci fiondiamo mollando panini e quant'altro al fiumiciattolo più vicino. Non senza fatica Lui cerca di avvicinarsi all'acqua non prima di lanciarmi il telefono "non vorrei mai che si bagnasse".
Ecco.
Pessima idea.
Lui lancia il suo meraviglioso iPhone 6 che fa qualche piroetta, il tempo si ferma, il cane mi guarda, Lui mi guarda, io guardo il telefono.
*TONF!!
Per un millimetro il telefono mi scivola di mano rompendosi.
Ed é mentre Lui sta ripulendo il nostro cane nell'acqua ghiacciata che decido di tirare fuori il lato ottimista che c'é in me.
"Dai amore, poteva andare peggio, almeno posso scrivere un pezzo sul blog!"
Ecco.
Non ha apprezzato e di Barilla e Mulino Bianco sono rimasti solo spaghetti e merendine.

TARTE TATIN ai POMODORINI CHERRY (1 teglia da 24-26cm)

1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
30ina di pomodorini cherry
1 cucchiaio di tapenade (pasta di olive)
1 pizzico di zucchero
qb olio d'oliva
qb sale e pepe
qb erbette (tipo timo o origano)
  • Lavare i pomodori, dividerli a metà e posizionarli ben stretti sulla teglia (scelta per fare la torta) oliata in modo che la parte tagliata sia rivolta verso l'alto
  • In una ciotola preparare una salsina a base di olio d'oliva, zucchero, sale, pepe, erbette e un cucchiaino (a dipendenza dei gusti anche di più) di tapenade. Amalgamare e con l'aiuto di un pennello spennellare i pomodorini. Infornare a 180°C per 30-45 minuti, dovranno risultare ben lucidi dal lato tondo ma assolutamente non bruciati o scuri altrimenti saranno amari
  • Togliere la teglia dal forno e lasciarla riposare il tempo di togliere la pasta sfoglia dal frigorifero. Posizionare la pasta sui pomodorini risvoltando con cura i bordi, fare un foro al centro della pasta per far uscire il vapore. Infornare nuovamente per altri 25-30 minuti o fino a quando la pasta non risulterà dorata
  • Far raffreddare per una 15ina di minuti prima di sformarla su di un piatto da portata e far raffreddare completamente (o almeno intiepidire)







NOTA: 
Al posto della pasta sfoglia preparare una pâté brisée lavorando dapprima 200g di farina con un pizzico di sale e 100g di burro fino ad ottenere un composto sabbioso. Unire poi 70g di acqua fredda e formare una massa omogenea. Lasciar riposare in frigorifero per 30 minuti almeno prima di stenderla. Il procedimento poi resta lo stesso
La mia teglia era relativamente vecchia e ai bordi ha bruciato un po' durante la seconda cottura ma assicuro: non era amara :-))

mercoledì 8 luglio 2015

Ci vuole fantasia...

Dunque, un blog di cucina dovrebbe dare spunti e idee nuove ed originali. Dovrebbe stuzzicare la fantasia e il palato.
Dovrebbe evitare ricette scontate e banali. Dovrebbe rappresentare foto realistiche e ben fatte (nel limite del possibile).
Dovrebbe essere così.
Già.
Poi però arrivano 35°C e l'unica cosa alla quale pensi é il ghiaccio. Oh no, la gelatiera fa già parte delle preparazioni complicate e pensare di succhiare un cubetto mi sembra davvero al limite della decenza.
Così apri il frigorifero e trovi delle fragole e dei kiwi e non sai resistere. Che di originale o di fantasioso non ha davvero niente ma con 'sto caldo "cara grazia", come direbbe mia nonna.

FRULLATO alle FRAGOLE & KIWI (3-4dl)

10ina di fragole
1 kiwi
100g latte
ev. un po' di zucchero o miele
20-30 cubetti di ghiaccio
  • In un mixer unire le fragole private della parte verde, il kiwi sbucciato e tagliato a tocchetti, il latte, eventualmente un cucchiaino di zucchero o di miele e il ghiaccio. Frullare per bene e servire con una fogliolina di menta




NOTA:
Inutile dire che si possono mescolare altri frutti a piacere come anche frullare del caffè per ottenere un ottimo iced coffee. Un toccasana per queste giornate calde.

martedì 7 luglio 2015

Propositi, cambiamenti e obiettivi... Certo!

La mia estate é un po' come il primo gennaio per la maggior parte delle persone, quell' "anno nuovo vita nuova" che trionfante sta sulla bocca di tutti.
Propositi, cambiamenti ed obiettivi la fanno da padroni. Pianificazioni di cose che dovrei fare degne del miglior ingegnere. Calcoli matematici sulle tempistiche. Progetti, tanti progetti.
Poi però.
Sarà l'afa, sarà il sole, saranno gli occhioni di Zac, sarà la voglia di gelato, quella di lido e quella ancora di passare la giornata davanti al frigorifero aperto (no, non per cucinare qualcosa).
Come per gennaio ti ritrovi ben presto con risultati tristissimi in stile Real Madrid contro Ligornetto: 24 a 0. Dove la squadra che vince, ovviamente, non rappresenta il dovere.
Neanche a dirlo.
Però ieri pomeriggio (!!!) ho acceso il forno, trovo sia un buon modo per espiare i miei peccati, no?

TARTE TATIN alle ALBICOCCHE (1 teglia tonda da 26cm)

Per la brisée200g farina 00
100g burro
20g zucchero
1 presa di sale
5g acqua
1 uovo
qb semi di vaniglia
Per le albicocche120g burro
120g zucchero
1kg albicocche 
  • In una ciotola o nell'impastatrice unire la farina, lo zucchero, il pizzico di sale e una punta di coltello di semi di vaniglia. Aggiungere il burro ben freddo e lavorare velocemente fino ad ottenere una sabbia non troppo fine. Aggiungere l'acqua e l'uovo e senza lavorare troppo formare una palla omogenea. Stendere leggermente l'impasto su di un foglio di carta forno e mettere al fresco per far raffreddare più velocemente
  • In una padella far fondere il burro con lo zucchero e volendo una punta di coltello di semi di vaniglia. Una volta ottenuto un bel colore ambrato (senza mai mescolare, eventualmente muovere la padella) aggiungere le albicocche precedentemente lavate, divise a metà e private del nocciolo. Lasciar colorire per qualche minuto
  • Posizionare le albicocche sulla tortiera in modo che la parte tonda sia a contatto con il fondo, possibilmente unirle il più possibile. Stendere la pasta a 4mm di spessore circa e adagiarla sulle albicocche ripiegando i bordi verso il basso. Creare un camino per il vapore al centro della torta facendo un forellino nella pasta
  • Cuocere in forno già caldo a 180°C per 30 minuti circa, la torta deve risultare leggermente dorata. Sformarla tiepida e servirla con una pallina di gelato alla vaniglia (volendo spolverare di pistacchi sbriciolati)




NOTE:
È importante che le albicocche siano mature ma non troppo molli altrimenti faranno come alcune nella foto che si sono spappolate leggermente O.o
Se si vuole preparare in anticipo lasciare raffreddare la torta nella teglia, prima di servirla passarla in forno 4-5 minuti e sformarla. È comunque ottima anche da fredda.
Sostituire le albicocche con un altro frutto.
Per una versione ancora più rapida prendere della pasta sfoglia già spianata al posto della pasta brisée.
Volendo utilizzare una farina senza glutine (meglio se per dolci) per una versione glutenfree.
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