mercoledì 22 febbraio 2017

Vita da cani

Non ci si può lamentare, lo so.
Ma gestire un neonato e un cane, fino a qualche mese fa convinto di essere il Re della casa, non é sempre facile.
Per carità, i due vanno perfettamente d'accordo e Leo si é finalmente accorto della presenza di un peluche in formato maxi e persino mobile. Il "peluche", dal canto suo, dispensa leccate a destra e sinistra e a ogni pappa si presenta puntuale in attesa che qualche cucchiaio finisca, accidentalmente, per terra.
Il problema, se così si può definire, sorge quando bisogna uscire per la passeggiata quotidiana. Tralasciamo la vestizione del nano pronto a conquistare il polo nord mentre Zac ulula e saltella a destra e sinistra. Tralasciamo anche la gioia nel farsi trascinare stile cane da slitta. Tralasciamo pure la difficoltà nel raccogliere i bisogni fermando tutto il baraccone.
Tralasciamo tutto.
Però.
Se ti capita una mattinata bella, dove non c'é in giro nessuno, vuoi non slegare il cane?
Un po' di libertà, un po' di sana corsa e lanci della pallina mentre Leo dorme.
Uno spettacolo.
Zac bravissimo, da manuale quasi.
"Seduto, resta, vieni, fermo, terra, salta, corri, balla".
Sa fare tutto.
Orgogliosa, tronfia, esaltata.
Come l'ho addestrato bene, penso tra me e me.
Mando persino un SMS a Lui "il nostro cane é spettacolare".
Ma si sa, proprio mentre ti gongoli succede il peggio.
Sollevo il viso dal cellulare e con grande sorpresa Zac é sparito.
SPA-RI-TO.
Oh cavolo!
Lo chiamo, niente. Lo richiamo. Niente.
NIENTE.
Leggero senso di panico, dove sarà finito?
Mi guardo in giro, all'orizzonte nulla. Siamo su una strada pedonale a bordo lago, quindi non mi preoccupo per le macchine, non ce ne sono. Mi guardo in giro nuovamente e mi dico, ma figurati se va nel lago, c'é un muretto di 2m.
FIGURATI.
Per scrupolo, solo per scrupolo, guardo giù.
Niente.Ed eccolo lì, nel lago, felice e natante tra le anatre e le folaghe. In mezzo ai canneti, noncurante del freddo e della mia voce strillante "ZZZAAAAACCCCC!! VIENI QUIIIIIII!! HO DETTO TORNAAAAA".
Anzi, peggio. Mi guarda, mi sfida con lo sguardo e scatta, inizia correre come un folle.
E mo'?
Guardo Leo, dorme, fortunatamente. Guardo in giro, nessuno. Guardo il muretto, non so se ce la posso fare. Ma l'alternativa?
E così eccomi sulla spiaggetta che con una mano cerco di ripescare il mio cane e con un occhio tengo sotto controllo il passeggino.
Entrambe le cose mi riescono male, se qualcuno se lo stesse chiedendo.
Ad ogni modo.
In un momento di lucidità Zac risponde al richiamo e si avvicina, provo a sollevargli le zampe (fradice) sul muretto ma, ovviamente, non ci arriva. Provo a sollevare quei 35kg di pelo bagnato, conciandomi che nemmeno dopo un tuffo nel fango, ma niente. Non riesco.
Nel mentre sento un lontano "ngh, ngh" diventare sempre più un "ngheeeeee, ngheeeeeeeee". Distratta, mi sfugge nuovamente il cane.
"Non panicare, non panicare".
Facile eh?
Riesco finalmente a richiamare il sovversivo (mi riferisco a quello a 4 zampe) e mossa da un momento di follia gli dico "Zac, salta" consapevole che il mio cane fa fatica a saltare uno scalino, figuriamoci 2m di muro.
Eppure.
Quello salta.
E ci riesce pure!
In scioltezza si ritrova dall'altro lato, seduto vicino al passeggino urlante.
Peccato che io sia sempre sulla spiaggetta, fradicia e incazzata O.o
Ma si sa, di necessità virtù mi trasformo pure io in una sportiva d'élite, scavalco con l'agilità di un gatto di marmo, lego il cane che nel frattempo si sta rotolando nella terra (per non farsi mancare nulla), rimetto il ciuccio a Leo che si acquieta subito e torno a casa.
Lezione della giornata?
Il mio cane sarà anche un sovversivo, ma è anche un grande atleta.

LONZA di MAIALE a BASSA TEMPERATURA (4 persone)

600-800g di lonza di maiale
2-3 cipolle rosse
1-2 rametti di rosmarino
1 goccio di vino bianco
qb olio d'oliva
qb sale & pepe
  • Togliere la carne dal frigorifero almeno un paio d'ore prima di cucinarla. Salarla e peparla, inserirla in un sacchetto per il sottovuoto. Aggiungere un goccio di vino bianco, le cipolle precedentemente sbucciate e tagliate a spicchi e i rametti di rosmarino: sigillare

  • Cuocere in forno preriscaldato a 80°C per 2 ore. Lasciar riposare la carne almeno 15-20 minuti
  • Affettare a fette sottili, aggiungere un filo d'olio d'oliva e una passata di fleur de sel. Gustare tiepida (ma anche fredda)




NOTE:
Si può cucinare anche senza sottovuoto

"Tranquilla padrona, tutto sotto controllo!"

sabato 4 febbraio 2017

Neonati e vacanze

C'é chi ti dice che viaggiare con un neonato é pura follia, anzi, egoismo. I bambini piccoli devono restare nel loro habitat famigliare, dormire nel loro lettino/one (sempre) e vivere nella routine.
Chi invece ti dirà che meglio fare certe cose quando ancora non si muovono, non camminano, non corrono, non scappano. "Se non lo fai ora, non lo farai più".
E così, ascoltando il versante B abbiamo deciso di partire, ma quello che non sapevamo era che:

1. Valigia
Sono una di quelle "la valigia all'ultimo", solitamente me la cavo con poche cose. Non ho bisogno della décolleté color pesca che sta d'incanto con quel tubino nuovo Armani e la giacchina di non so chi. No. Ma quando hai un bimbo di 3 mesi, stai partendo per il primo viaggio e la meta é al caldo (e tu hai vissuto solo freddo per il momento) questo risulta leggermente più complicato e ti ritrovi qualche giorno prima ad abbozzare una valigia. Ti ritroverai con una quantità spropositata di bodini, vestitini, pigiamini, pulloverini, magliettine e pezzine. Che ve lo dico a fare, basta che finisca in -ino. Il peggio però deve ancora venire...

2. Il bagaglio a mano
Già, perché fino a ieri conteneva il tuo MacPro, la trousse dei trucchi, il cellulare e delle riviste di cucina. Ora la tua borsa ha fatto spazio ad uno zainetto, molto più pratico da trasportare. All'interno avrai pannolini in grado di fornire una nazione intera, vestiti di ricambio, biberon, latti in polvere (nel caso non si potesse allattare), giochini (che non ti credere, a 3-4 mesi si "annoiano" già), creme e cremine e pezzine. Ah, le pezzine. Come se piovesse.
Ma da qui, nasce un altro dubbio

3. Cosa si può portare?
Lo ammetto, ho chiamato la compagnia aerea per chiedere delucidazioni. "Mi scusi, ma il passeggino lo spedite con i bagagli o lo trovo fuori dall'aereo?" "Ah, i due pezzi si devono per forza imbarcare?" "Ma il mio può diventare anche pezzo unico" "Invece il latte in polvere? Lo posso portare? Porzionato? Aperto?" "Ma la thermos di acqua calda?" "E la bottiglietta di acqua fredda?". Insomma, prendetemi per scema ma da neofita dell'aereo e privata di una fornitura mammaria (beate voi!) qualche accorgimento in più ci deve essere. Detto questo, se ve lo state chiedendo e non voleste fare figure come la sottoscritta sappiate che sì, potete portare tutto "it's for the baby" diventa la chiave per ogni porta

4. La meta
Ora, va bene essere amanti dei viaggi, ma personalmente credo che una piccola valutazione di meta vada fatta. Che per carità, 2 settimane in Australia con tanto di volo di 24h più fuso orario da capogiro? Giro backpack per l'Asia da un ostello all'altro? Settimana mistica sull'Himalaya senza viveri? Perfetto, ma magari senza un neonato. Almeno, per quel che mi riguarda. Vero, ho fatto fare a Leo un viaggio interminabile con tanto di 2 scali e quindi dovrei stare zitta, ma almeno ho scelto un posto sicuro e sul fuso ho giocato facile: -4h.

5. Fuso orario
Mi preoccupava, lo ammetto. Ero riuscita a regolarizzare Leo, conoscevo i suoi ritmi. Vero, 4 ore sono poche ma abbastanza per scombussolare i ritmi. Così ho deciso di giocare d'anticipo. Dovendo andare indietro ho iniziato qualche giorno prima della partenza a spostare i pasti di una mezz'ora, facendolo mangiare sempre un po' più tardi (12-12.30-13). Appena arrivata in loco ho cercato di prendere subito il ritmo con il nuovo orario e, incredibilmente, ha funzionato. Subito. Forse é vero quello che mi dicevano "i neonati non subiscono il jetlag". Certo, peccato che alle 4 di mattina fossimo tutti in piedi a cantare ninnenanne ;-) [ma poi é passato, giuro]

6. I nonni
No, nemmeno io credevo fosse possibile. Eppure, quando ho visto mio papà, fedele anarchico tecnologico con un Nokia3210 (o poco meglio), nessun account mail e la convinzione che Apple sia soltanto la traduzione di mela in inglese, mandare mia mamma a comprargli una "tavoletta" ho capito che la situazione era grave.
Già, perché passino le ore di volo, il fuso orario, la meta, i vestiti, il latte e chi più ne ha più ne metta, ma privare i nonni di un nipotino é come dire ad un bambino di 3 anni che Babbo Natale si é dimenticato di portargli i regali. Traumatico.
Così passerai mezza vacanza a spedire foto, chiamare in facetime, fare video e raccontare di ogni progresso. Improvvisamente i tuoi genitori si trasformeranno in agende personale ricordandoti che "per fortuna tra una settimana tornate!". Grazie mille

7. Il rientro
Vorremo mica dimenticarci del momento chiave, no? Non sto parlando del riprendersi dal fuso o dalla depressione di vedere tanto brutto tempo e freddo dopo settimane di caldo. No. Sto parlando della montagna di vestiti da lavare, questa volta non solo i tuoi e i suoi, ma anche quella pila di cosine bianche, azzurre e blu che, neanche a dirlo, la fanno da padrone in lavanderia!


Che dire, personalmente credo che per viaggiare con un neonato ci voglia solo tanta, tantissima, organizzazione e un carattere portato al "no-panic". Poco importa se il viaggio sia alle Maldive, in Africa o a Ligornetto, l'importante é godersi quel momento di famiglia al 100%. Perché si sa, certe cose non tornano più.

martedì 17 gennaio 2017

17 gennaio 2016

Un anno.
Eppure sembra ieri.
Ricordo quella settimana, fatta di domande e piena di dubbi. Già, perché mica ce l'ha fatta facile il piccolo Leo.
Ricordo quella mattina in cui io e Matteo a bordo di una jeep siamo andati in una farmacia a chiedere "un test de embarazo por favor" senza nemmeno sapere se si dicesse così (e ancora oggi non ne sono certa).
Ricordo di aver messo il test nel beautycase e di non averci pensato per qualche giorno "ma figurati se sono davvero incinta!".
Ricordo di aver letto le istruzioni, di aver guardato quella strisciolina di carta che mi ricordava quella di tornasole alle medie. Una bacinella di plastica incorporata nel kit.
Ricordo di aver riso.
Di aver riso molto.
Ricordo di aver dormito male, di aver sognato test di gravidanza super tecnologici che mi dicevano che ero incinta, con luci lampeggianti blu. Era un maschio. Sempre.
Ma io ero convinta che, nell'eventualità, sarebbe stata femmina (e per fortuna non faccio la cartomante).
Ricordo che verso le 4.30 lo stimolo verso il bagno misto alla curiosità era troppo forte e ho deciso che era giunto il momento.
Ricordo che Lui dormiva, per la prima volta in anni di convivenza e di fusi orari sballati, Lui dormiva.
Ricordo di aver fatto un casino in bagno, di aver appoggiato il test sul bordo del lavandino e di essere corsa in stanza ad aspettare 5 minuti.
Ricordo di essere entrata e uscita dal bagno almeno 10 volte in quei 5 minuti e ogni volta uscivo dicendo "mi sa che c'é una linea, ma non si vede".
Ricordo che Lui nel dormiveglia mi diceva di stare tranquilla, di aspettare.
Ricordo di essere finalmente entrata in bagno, aver sollevato il test e aver gridato "non si vede niente ma penso sia positivo!".
Ricordo un Lui più veloce di Bolt sui 100m che arriva in bagno "dici?".
Ricordo l'emozione e la paura, quel misto di "evviva, non ce la posso fare!".
Un anno dopo sono qui a scrivere con un mostriciattolo adorabile che lancia gridolini e spara sorrisi a raffica, che mi prende la mano e mi si addormenta addosso.
Ricordo di aver pensato che stava iniziando una nuova vita, ma non avevo la minima idea di quanto meravigliosa sarebbe stata.

PS: Se ve lo state chiedendo, sì il test era positivo! ha ha ha :-))

martedì 10 gennaio 2017

Svezzamento

Lo ammetto, non vedevo l'ora.
Anzi, potrei addirittura dire che é da prima di essere incinta che bramo il momento in cui avrei cucinato per i miei figli.
La visione era un po' Barilliana o Muliniana - una tavola imbandita (perfettamente), una famiglia vestita (perfettamente), dei fiori freschi (perfetti), delle risate (perfette).
Non vado avanti, avete capito no?
Mi ero anche detta che probabilmente qualche pedata negli stinchi l'avrei anche ricevuta, di quelle che "mamma ma sai che la pizza che ho mangiato da Giulia era divina?" scoprendo poi che era una di quelle surgelate con su ananas e patatine mentre tu ti fai il mazzo a coltivare lievito madre e cercare prodotti di prima categoria.
Che per carità, nulla di male nella pizza surgelata multi-gusto.
Ad ogni modo, dicevamo.
Non vedevo l'ora.
Al punto che alla visita dal pediatra la prima cosa che ho chiesto é stata "ma secondo lei, qualche verdura può assaggiarla?". Vista l'attitudine di Leo (oh mamma, sembro di quelle che ci credono per davvero che i loro figli sono er mejo) e il suo tono muscolare (per non dire ciccia) mi sento dire "perché no?".
Mai l'avesse detto.
Lo stesso giorno mi sono fiondata dal verduriere, ho scelto la zucchina più BIO mai vista e sono tornata a casa baldanzosa.
L'ho cotta in acqua bollente, rigorosamente senza sale, l'ho frullata e fatta intiepidire.
Ho messo Leo sul seggiolone, l'ho munito di bavaglino, ho acceso la telecamera manco fossimo al Grande Fratello (che vorrai mica perderti la prima pappa no?) ed emozionata come per l'arrivo di Babbo Natale ho infilato la prima cucchiaiata di brodaglia verde nella sua bocca.
Non so cosa mi aspettassi veramente.
Forse che improvvisamente iniziasse a parlare e mi dicesse "mamma sei meglio di Gordon Ramsey". Fatto sta che il primo cucchiaino é stata un fallimento stellare.
Sul secondo ce la siamo cavata meglio ma é sul quarto o il quinto che veramente ho capito che non mi somiglia per niente ma é una forchetta come la mamma.
Gridolini, sorrisi, bocca spalancata.
Per carità, due cucchiai niente più ma la mia esaltazione era alle stelle.
Ed é così che é iniziato il nostro percorso verso lo svezzamento (se vi dovesse interessare la mia "personale teoria" posso dedicare un post a parte).
E ve lo dico, i pediatri e le mamme consigliano di iniziare verso i 6 mesi non tanto per lo stomaco/intestino dei bambini, quanto per il quantitativo sovrumano di bavaglini, vestiti suoi (e vostri!!!) che dovrete lavare.
Ma volete mettere la soddisfazione?


sabato 31 dicembre 2016

Il mio 2016

È mia abitudine di questi tempi fare un riassunto dell'anno trascorso. Non che io sia l'unica, ci mancherebbe.
Allo scoccare della fine di dicembre in molti si chiedono quello che é stato fatto e quello che si desidera fare per l'anno nuovo.
Propositi, motivazioni, mea culpa.
Da qualche anno a questa parte condivido questo pensiero qui, mese per mese. Estrapolando da essi il meglio (o il peggio).
Per il 2016 non credo possa essere possibile. Abbiamo scoperto di diventare genitori a gennaio e miglior inizio anno non potevamo averlo. Di mese in mese abbiamo visto crescere quel fagottino dentro me e l'abbiamo immaginato e desiderato ogni giorno di più.
Ci siamo goduti gli ultimi istanti di coppia, ci siamo immaginati genitori, ci siamo chiesti se eravamo davvero pronti per un passo così grande.
Finché a settembre non é arrivato lui, la nostra gioia più grande.
Non avrei mai pensato che un bambino potesse creare tanto. E non parlo del "semplice" amore incondizionato, della voglia infinita di passare tempo con questa creatura o del restare sbigottiti nel vedere come crescano in fretta, cambino e progrediscano velocemente.
No.
Avere un figlio ti porta a riallacciare amicizie e, diciamolo, anche a tagliarne qualcuna, fortificare relazioni famigliari.
Ma proprio perché sapevo che dividendo il mio anno in 12 momenti avrei rischiato di entrare nella cantilena della mamma mammona (concedetemi il doppione) preferisco passare.
Quest'anno il mio 2016 é fatto di tante, tantissime, bellissime immagini. Alcune forse più difficili, ma indubbiamente molte stupende. Racchiudendosi tutto in un paio di occhioni azzurri, due guanciotte da mangiare e un beccuccio alla Pelli che fa morire.
Grazie Leo, perché hai reso questo anno il più bello e grazie a Matteo che ha contribuito a renderlo il migliore di sempre.
Per quanto riguarda il 2017?
Solita storia: più sport, meno telefono, più cibo sano, ma soprattutto essere quella mamma che sogno di diventare.

Buon anno e grazie anche a voi, per averci accompagnato e aver condiviso con noi tutte queste novità.
Un abbraccio e ci sentiamo nel 2017, più carichi che mai!


venerdì 18 novembre 2016

3 contro 1

Il nostro nucleo famigliare é formato da 4 individui:
Mamma
Papà
Bambino
Cane
Nello specifico 3 maschi contro 1 femmina.
No, non siamo all'asilo, me ne rendo conto. Ma dopo il boicottaggio di ieri sera inizio a pensare che non é così vero che sono le donne a portare i pantaloni...
Ma torniamo indietro.
Ieri sera avevo in programma la mia prima uscita libera con le amiche da quando é nato Leo. Niente di eclatante, un aperitivo in città. Tutto era organizzato, gli orari in base alla pappa e la cena in forno per Lui. Il telefono carico in caso di eventuali emergenze o panicate paterne.
Vestita, truccata e pettinata. Pronta per uscire.
Vero, un po' stanca.
La notte non era stata delle migliori, il piccolino aveva deciso di dare una festa nella sua culla. Una sorta di rave durato tutta la notte fatto di urletti e gridolini. Per la grandissima gioia della mamma.
Ma questo é nulla confronto allo spavento causato da Zac, il secondo maschio di casa (non per ordine di importanza, amore mio tranquillo).
In mattinata é arrivata la levatrice a casa e ha dimenticato di chiudere bene il cancello del giardino, che ai miei occhi, quando avevo controllato, sembrava chiuso.
Fatto sta che quando sono uscita per accompagnarla all'auto, del cane nemmeno l'ombra.
Urla, urla, urla.
Perdo 10 anni di vita, inutile dirlo.
Fortunatamente in quel momento mi chiama il vicino che si occupa di Zac quando siamo via: é scappato da lui.
La gioia di averlo ritrovato é maggiore alla frustrazione di sapere che quel "bastardino" abbia colto la palla al balzo e sia fuggito chissà dove alla prima occasione malgrado coccole e vizi ininterrotti.
Ma niente mi fermerà.
Stasera é la mia sera.
Così saluto marito, figlio, cane e mi appresto ad uscire.
"Perche non prendi la piccola?" mi chiede Lui riferendosi all'auto.
Effettivamente con la sua Smart rischio di trovare parcheggio più facilmente. Accetto.
Noto subito che l'auto ha un difetto, tira vestro destra. Ma so anche che passare da un'auto grande a una piccola é sempre strano. Non ci bado troppo finché una spia rossa non si illumina *controllare pressione pneumatici - pneumatico danneggiato*.
Ovviamente da donna bionda quale sono penso subito ad una cavolata del computer di bordo, tipo "dopo 10000km controlla la pressione delle gomme".
Proseguo.
Inizio però a sentire un to-toc to-toc dalla parte destra.
Ahia.
Non si mette bene.
Decido di fermarmi a controllare e con mia grande gioia noto che, effettivamente, ho una gomma a terra.
BENE.
TUTTO BENE.
Senza contare che sulle Smart di ruote di scorta mica ce ne sono, anche se, ammettiamolo, non avrei nemmeno saputo da dove iniziare.
Chiamo i soccorsi che dovrebbero arrivare nel giro di 30-40 minuti. Chiamo le amiche dicendo che sono in ritardo. Chiamo mio marito accusandolo di boicottaggio.
Ma sono serena, é la mia serata e non sarà di certo qualche imprevisto a scoraggiarmi. Inoltre quando mi ricapita di essere sola con un cellulare carico e poter guardare quello che voglio?
Mi accomodo, pronta per un cazzeggio di tutto rispetto.
Prendo in mano il telefono e?
Si spegne.
Esatto.
Morto.
Già, ogni tanto il mio iPhone decide di deliziarmi in questo modo (maschio pure lui, sicuro!). Si eclissa poi collegandolo alla corrente resuscita. Cerco il caricatore dell'auto, quello che io ho regalato a Lui visto che ne era sempre sprovvisto e con mia grande gioia mi accorgo che non c'é.
Svanito.
Inutile star qui a raccontarvi di come abbia cercato di fermare altre auto per poter caricare il mio telefono anche solo 1 minuto e fargli riprendere vita. Fosse soltanto per avvisare mio marito che ero viva o nel caso mi avessero chiamato quelli del soccorso stradale.
Inutile dire che non ho trovato uno straccio di caricatore, che quello del servizio ha provato a chiamarmi dicendomi che era in ritardo perché c'era traffico ma l'ho saputo solo quando é arrivato.
Inutile dirvi che non si sa cosa sia successo al pneumatico e che mi ha consigliato di tornare a casa visto che la pressione reggeva per il tragitto.
Inutile dirvi che alle 22.00 sono entrata in casa e la mia voglia di prendere l'altra auto e andare a bere l'aperitivo (trasformato ormai in dopo cena, senza cena) era pari a quella di una giornata intera di lavori domestici.
Resoconto della mia prima libera uscita: un flop.
Ah, e per condire il tutto stanotte Leo ha deciso di dare un'altra festa.
Evviva!

mercoledì 16 novembre 2016

Dov'é finito il rispetto?

Scrivo a caldo.
Ed é sbagliato.
Ma é proprio in questo momento che mi va di condividere un pensiero. Un dubbio più che altro.
Sarò io sbagliata?
Stamattina ho fatto una delle mie solite, inutile, stories su Instagram. Nello specifico stavo passeggiando con Leo in direzione supermercato e mi meravigliavo di come fare la mamma avesse un lato estremamente positivo.
Nelle tue mansioni obbligatorie di mamma c'é quella, per la buona salute di tuo figlio, di fare delle passeggiate ossigenanti. Chiedete a qualsiasi levatrice, pediatra, nonna o amica. I bambini vanno portati fuori.
Bene.
In questo mio video decantavo la fortuna dell'essere mamma del primo figlio (in quanto le mamme di più figli col cavolo che possono stare in giro a bighellonare così facilmente) alle prime settimane di vita (che poi devi tornare a lavorare): puoi cazzeggiare all'aria aperta e nessuno avrà nulla da dire.
Ecco.
Mi sbagliavo.
Ricevo subito un messaggio diretto nel quale mi viene detto che tale lusso é riservato alle fortunelle che hanno un marito che le mantiene e che dovrei mostrare più rispetto.
Ci rimango male, motivo primario per cui ho il bisogno di sfogarmi qui. Anche perché in uno dei miei deliri legati a quel discorso menzionavo appunto che la sera prima mi ero divertita (ndr. da leggere ironicamente) lavando e stirando (per menzionare uno dei lavori domestici capitanati dalla squadra *mamma*) e che in mezzo a tutto c'era pure chi doveva lavorare da casa (me compresa).
Oltre a precisare che nel paese dove vivo esiste il congedo maternità di 14-16 settimane.
Ma morale della favola: se una mamma va in giro a fare una passeggiata, nessuno le dirà mai "fannullona".
Lo scopo di questo scritto però é un altro. Mi rendo conto giorno dopo giorno di come in questo mondo tutto sia terribilmente giusto o sbagliato.
Se porti il cane a spasso 1h fai bene ma fai male perché sul sentiero ci sono i sassi e gli rovini le zampe.
Se compri una borsa nuova fai bene perché fai girare l'economia, ma male perché potevi evitare di spendere quei soldi quando ci sono persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Se vai al ristorante e scatti una foto del piatto fai bene perché magari dai qualche idea a qualcuno ma male perché magari ci sono persone che al ristorante non sono nemmeno mai state.
Se dici che sei felice fai bene ma fai male perché c'é gente che non lo é.
E potrei continuare.
Se io vedo Fedez che scende dal suo jet privato con la Ferragni griffata fino al midollo e il suo cane con un osso realizzato da Cracco non mi metto a scrivere in IG "brutto idiota pensa a chi sta peggio di te".
Me ne frego, anzi, penso: beato lui.
Per carità, sto ampliando immensamente il discorso, ma sempre più spesso in questo mondo digitale leggo commenti scabrosi a foto di sconosciuti, giudizi e moralismi.
Dov'é finito il buon vecchio vivi e lascia vivere?
E mo' basta, che altrimenti finisco per essere una giudicante moralista anche io :-)


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...